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Cittadini Cecinesi! Fuggifuggi generale

I cinesi e l’usucapione.. Ma il top della cialtroneria si è raggiunto con l’iracondia del governatore della Toscana: “Queste persone devono ficcarsi in testa che i controlli sono doverosi e tutti devono rispettare le regole. Basta con i sociologismi fuori luogo”… quello che si fa fotografare con i rom che da sempre vivono da parassiti della società.

di Carla Ceretelli | 4 Luglio 2016

Qualche decennio fa in quel di Cecina ridente cittadina quasi sul mare sulla costa livornese, fu inventata una battuta. Il sindaco della città arringava la folla  e iniziava un discorso rivolgendosi agli astanti col naso all’insu con un “Cittadini Cecinesi!”  dando la stura  a un fuggi fuggi generale. Questo sgusciante e silenzioso popolo biciclettaro in qualche modo infondeva  già allora un certo timore. Perchè sono tanti, perchè sono taciti, perchè sono giallini, perchè non muoiono mai e risorgono sempre dalle loro ceneri come l’araba fenice. Si moltiplicano vieppiù e sbucano dal terreno umidiccio  come funghi dopo una stagione di lenta pioggia.  Per non dire della concorrenza sleale, nel commercio e nelle abitudini di vita con   standard diversi dai nostri,  da quelli che ci siamo guadagnati con lacrime e sangue dal dopoguerra in poi. Anche se i bassi napoletani ci si avvicinano parecchio.

 

“La marcia dei volontari”, inno ufficiale della Repubblica Popolare Cinese, è riecheggiata in quel dell’Osmannoro,  terra di capannoni una volta gestiti dai nostri avi,  in segno di  protesta a seguito di  un controllo   igienico sanitario. Dapprima stupiti I cinesini occhimandorlati non l’hanno buttata giù, abituati come sono a far quel che gli pare a differenza degli imprenditori  nostrani vessati da mane a sera da controlli incrociati a tutti i livelli.  Gli scontri con le forze dell’ordine si sono susseguiti a più non posso e qualcuno  ha anche urlato “vergogna, vergogna” verso le medesime, insieme a  slogan contro la violenza  con lancio di pietre e accompagnati da cartelloni scritti a pennarello ed esposti di fronte alle camionette di benemerita e polizia di stato.

Dopo ore di mediazione, inusitata inconsueta    e senza esito fra i contendenti, chiamiamoli così per semplificare,  si è aggiunto anche  un funzionario del Consolato cinese in Italia. Al calar del sole, non levante ma ponente, la tensione accumulata durante la giornata è esplosa   in scontri e inseguimenti fra i capannoni e l’Ikea. Pare che nessuno si sia fatto  troppo male.

A Sesto Fiorentino,  nella piazza dell’Osmannoro  dopo il farwest nostrano spunta la bandiera rossa della Repubblica popolare. E tutta la comunità cinese la accoglie  con un applauso fragoroso. Ma non beneaugurante. Per noi.

Questo si ottiene tentando  di chiudere la stalla quando i buoi son scappati. E sì che di cinesi nel circondario fiorentino ce n’è a iosa da decenni ormai. Come tutti sanno.

Nel Macrolotto  le poche aziende gestite da italiani si trovano  completamente circondate da ditte cinesi. A parte la  situazione igienica  fuori da qualsiasi regola umana e  comunque  fuori dalle nostri leggi,  si assiste a una frotta di schiavi  a fronte di pochissimi padroni.

I Sindacati?  In Italia esistono solo per distruggere tutto quello che toccano e per tutelare gli intutelabili.

Quello che è successo prima o poi doveva succedere. E succederà ancora.

Impunità garantita da sempre che ha portato queste persone a considerare diritto acquisito, per usucapione, fare quel che bellamente gli pare  ignorando regole elementari sulla sicurezza sulla fiscalità sulla concorrenza sleale e via discorrendo,  e sui diritti umani, se vogliamo arrivare  ai massimi sistemi.

Ma il top della cialtroneria si è raggiunto con  l’iracondia del  governatore della Toscana: “Queste persone devono ficcarsi in testa che i controlli sono doverosi e tutti devono rispettare le regole. Basta con i sociologismi fuori luogo”. Senti chi parla.. quello che si fa fotografare a trentadue denti  con i rom che da sempre vivono da parassiti della società.

Ma dove è vissuto fino a ora. Dopo decenni di signorato si sveglia da sogni dorati offuscati da beatitudine buonista e chiede a gran voce di rispettare le regole. Lui, proprio lui che avrebbe dovuto, insieme alle altre figure istituzionali provinciali e comunali, controllare fin dall’inizio questo scempio che ha mandato a gambe all’aria l’economia spicciola  e di grosso taglio di alcuni settori eccellenze della nostra regione. Del tempo che fu.

Ma parecchi benpensanti radicalchic e autoreferenzialmente  onesti intellettualmente, continuano a credere che la nostra civiltà e le nostre tradizioni sono salve a prescindere e non hanno nulla da temere. E che popoli che premono vanno bellamente accolti e lasciati cuocere nel loro brodo. Magari di cane e gatto.

Pubblicato in : EditorialeTag: cina, discorso, italia, mare, osmannoro, persone, polizia, repubblica, scontri, sindacati, toscana

Info Carla Ceretelli

Nata a Sesto fiorentino, risiede da sempre a Firenze, attualmente nella Piazza di Santa Croce. Laureata in in Pedagogia qualche decennio fa, non ha mai amato l’insegnamento e ha scelto di affiancare il marito farmacista nella conduzione della Farmacia Logge del grano, nella Via de’ Neri, per oltre 25 anni. Impegnata in politica attiva sul territorio è stata Consigliere del Quartiere Uno Centro Storico dal 99 al 2009. Da qualche anno si è affrancata dal lavoro e si dedica a varie occupazioni nel sociale, nel volontariato e canta nel coro “Accademia del Diletto” di Giorgiana Corsini. Ha sempre amato scrivere e avrebbe voluto fare la giornalista ma da giovane non ne ha avuto l’opportunità e forse neppure il coraggio. Ma ha sempre scribacchiato in modo non professionale. E, per la serie non è mai troppo tardi, collabora ora molto volentieri con Pensalibero.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Marzio Siracusa

    7 Luglio 2016 alle 18:26

    Direi che non è più il caso di affrontare questi problemi con ironia, E nemmeno dobbiamo cascare nella trappola degli stupidi che bollano come razzista e xenofobo chiunque si opponga a questa caricatura libresca e mercantile della fratellanza universale. L’intero occidente allargato è in mano a élites servili e criminali, sia di governo che di opposizione. Allo stato attuale liberarcene mi sembra impossibile, ma nessuno può impedirci di sognare un’immensa e storica correzione, qualunque ne sia lo strumento.

    Rispondi

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