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Città di ladri di biciclette? Oltre le mode… le infrastrutture

di Vincenzo Donvito | 15 Settembre 2020

La questione è annosa, ma i ladri di biciclette ci sono in tutte le città. Forse la città di ognuno di noi non è al vertice di questo tipo di furti, ma sicuramente è in buona posizione. Sull’argomento ci sono associazioni specifiche che se ne occupano, con preziosi consigli (1), tutti ovviamente per una riduzione del danno con percentuali non invitanti (mediamente ben al di sotto del 50% di probabilità per ritrovare i mezzi rubati). Ma questa è la fotografia della realtà.
Il furto della bici (o parte di essa), pur essendo sempre un furto, fa molto arrabbiare le vittime perché questo mezzo a due ruote è considerato un po’ da tutti come ecologico e salutista per eccellenza. I prezzi contenuti dei modelli più semplici, inoltre, fanno sì che la bici sia considerata un mezzo di locomozione popolare che appiana le differenze sociali ed economiche di diverso tipo (2). E se si pensa al classico “ladro di biciclette” (vuoi anche per le rimembranze cinematografiche) viene in mente una tipologia di delinquente a metà tra il disgraziato e il disperato… situazione che per alcuni (purtroppo) porta anche ad una sorta di giustificazione sociale di queste persone.

La storia di ogni ciclista è sempre costellata di furti e vandalizzazioni.
Motivo per cui, alcuni tipi di ciclista fanno uso di un mercato molto più economico, quello delle bici rubate che, complice anche la ampia diffusione di Internet, oggi è sempre maggiore.
Alla fine ne viene fuori un vortice terribile che, grazie alla “complicità” che si viene a stabilire tra delinquenti e ciclisti nel mercato, arriva anche a mettere questi sullo stesso piano.

A questa situazione – che peggiora e degenera – sembra che non ci sia rimedio
Il fenomeno non è solo delle nostre città. Ricordo quando ho preso una paio di bici a nolo ad Amsterdam, che mi fornirono due diversi tipi di lucchetti e mille raccomandazioni ché, secondo il noleggiatore, la sua città era al top mondiale per i furti. E altrettanto mi è accaduto per un nolo di bici a New York, a Sydney e a Tokyo. Quindi… tutto il mondo è paese. Dove ognuno pensa di essere messo peggio dell’altro rammentando, quasi con vanagloria, un proprio primato.

Il problema, ovviamente, è l’essere umano
Il furto esiste da quando si ha cognizione del nostro sviluppo su questo Pianeta. Come affrontarlo? La politica è quella che utilizziamo per diversi ambiti: riduzione del danno. E più si è consapevoli dell’importanza di ciò a cui dovremmo applicare questa riduzione, meglio potremmo essere in grado di agire.

Ma, per l’appunto:
quanto si è consapevoli che la mobilità ciclabile nei nostri centri urbani è quella dell’oggi e del futuro?
Nonostante i bonus bicicletta del nostro governo, e gli stessi impegni dello stesso e dei legislatori per piani più o meno organici di piste ciclabili, abbiamo più che l’impressione che questa consapevolezza non ci sia.
Non basta utilizzare i fondi Ue per costruire piste ciclabili altrimenti i soldi tornano al mittente.
Non basta approvare norme per le bici contromano o per le corsie ciclabili dipinte sull’asfalto dove sfrecciano e/o parcheggiano auto e motorini.
Occorrono le infrastrutture, tali che diano un minimo di certezza che acquistando una bici la si possa godere/utilizzare solo fino al prossimo (e vicino) furto o vandalismo.
Se l’essere umano ed amministratore è stato in grado di concepire e mettere in pratica parcheggi più incredibili e relativamente sicuri per tutti i tipi di automezzi a quattro ruote… non dovrebbe essere difficile per quelli a due ruote ad azione muscolare umana.
Cogliamo l’occasione per lanciare un grido d’appello a chi, tra transizione ecologica e sviluppo sostenibile, sulla questione bici per ora sembra che si muova solo con provvedimenti talmente al lumicino che dire che sono modaioli è solo per essere gentili.

NOTE
1 – per Firenze, e non solo, ne elenchiamo alcune:
* https://it-it.facebook.com/bicirubateaFirenze/
* https://www.firenzeciclabile.it/firenze/ciclabile/sosta/furti.aspx
* http://www.bicisicura.it/BS_land/index.html
2 – ovviamente ci riferiamo a mezzi per uso non professionale, mezzi per amatori e modaioli che, pur se talvolta possono costare anche diverse migliaia di euro, mediamente implicano una spesa che va da 100 a 300 euro.


Vincenzo Donvito, presidente Aduc

Pubblicato in : Tutela e diritti - A cura di ADUCTag: aduc, euro, firenze, futuro, governo, mercato, mondo, persone, provvedimenti, soldi, sviluppo

Info Vincenzo Donvito

Vincenzo Donvito, giornalista classe 1953, è fondatore ed animatore di Aduc (Associazione per i diritti degli utenti e consumatori), della quale è Presidente.

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