Non solo mare, boschi, cibo e natura incontaminata…

Cinquecento anni prima della venuta di Cristo, la città di Elea (l’attuale Velia, in comune di Ascea), era la capitale culturale della Magna Grecia nella nostra penisola. Con Parmenide, si può affermare che ad Elea nacque l’ontologia e la metafisica, con “essere è il non essere non è”. Fino a quel momento i pre socratici erano stati più scienziati che filosofi.
Ed è dal Cilento che, 2500 anni fa Parmenide e il suo discepolo Zenone, prendono il mare per recarsi ad Atene e confrontarsi con Socrate, l’astro nascente della filosofia che incominciava ad offuscare il primato degli eleati.
Questo breve riferimento storico si pone l’obiettivo di far comprendere al lettore che visitare il Cilento non vuol dire solo mare, cibi genuini, boschi e natura ancora incontaminata, ma anche storia, cultura, costume e partecipazione a straordinari eventi organizzati in tutti i paesi, piccoli e grandi del suo territorio.
Abbiamo parlato di Velia, dove l’antica città è stata oggetto di un lungo e accurato restauro e dove è possibile ammirare l’unico esempio di architettura dorica ad arco: la Porta Rosa.
A nord, quasi all’inizio del comprensorio del Cilento, c’è l’altra città della Magna Grecia. Paestum (l’antica Poseidonia) con il suo museo, i templi di Cerere, Nettuno e la Basilica.
Il mai dimenticato Giuseppe Ripa, giornalista e scrittore che amava molto questi luoghi, aveva nominato il Cilento “la costa dei miti”. Fra storia e leggenda, si narra che il nocchiero di Enea è caduto in mare all’altezza del Capo che porta il suo nome: Palinuro. Ed è sempre Enea che la mitologia segnala lungo il fiume Alento alla ricerca della terra dei padri. E c’è punta Licosa, con la leggenda della sirena Elucosia. Omero narra che Ulisse fece legare i suoi uomini all’albero della per resistere al canto irresistibile delle sirene. Poi ci sono i luoghi dello sbarco di Pisacane (ricordato nella poesia la spigolatrice di Sapri). E sempre nella storia che portò all’unità d’Italia, va ricordato che a Gelso, sulle mura del palazzo della famiglia Mazziotti, che diete man forte ai rivoltosi, c’è una grande targa, che ricorda i moti del Cilento, i primi del più vasto movimento politico e irredentista, che porta il nome di Risorgimeno..
Questa’anno, il Cilento ha ottenuto 10 bandiere blu, a conferma del mare pulito e della capacità di accoglienza delle strutture turistiche. Agropoli, Marina di Castellabate, Acciaroli (negli ultimi anni prima classificata fra tutte le spiagge italiane), Pioppi, Casal Velino, Ascea, Pisciotta, Sapri e Palinuno (con le famose grotte meta dei subacquei) sono tutte località dove svento la la bandiera blu.
Il Cilento si affaccia sul golfo di Salerno, di fronte alla più nota Costiera Amalfitana, facilmente raggiungibile con l’aliscafo, ribattezzato “ metrò del mare” per indicare le corse molto frequenti che vengono effettuate nel corso della giornata.
Non solo mare e spiagge bellissime, ma anche un entroterra ricco di boschi, paesi caratteristici e castelli. Nell’entro terra del Cilento, da non perdere è la visita alle grotte carsiche di Castelcivita.

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