Tasse per il ceto medio e tagli a sanità e pensioni. E lo sviluppo?
Ci volevano i bocconiani?
Pubblicato in : Il punto del Direttore
Info Nicola Cariglia
Nicola Cariglia ha svolto un’intensa attività giornalistica in RAI, dove entra nel 1970. Per vari anni è stato Vice Direttore della Direzione Esteri RAI (auttalmente RAI International), Direttore della Sede di Pescara e Direttore della Sede RAI per la Toscana.
Ha avuto anche una importante parentesi politico-amministrativa, ricoprendo tra gli altri incarichi quello di Vicesindaco di Firenze e Presidente della Società di gestione dell’Aeroporto di Firenze.
Dal 2002 è Presidente e co-fondatore del Gruppo dei Centouno e Direttore di PensaLibero.it
Dal 2009 è Presidente della Fondazione Filippo Turati, Ente Morale Onlus associato alle Nazioni Unite.

Caro Alessandro,
da diverso tempo mi pongo anch’io la tua stessa domanda: a che servono i partiti se non decidono.
A che serve la democrazia senza la meritocrazia? A far emergere e consolidare i soliti noti (e qui siamo alla oligarchia). A che servono 945 scrocconi ignoranti? A garantirsi vitalizi e case senza neanche pagare un centesimo (e qui siamo alla furfanteria). A che serve la “libera” Tv di stato? A dare 400 mila euro per trenta minuti ad un comico patetico (per guadagnare quella cifretta io dovrei lavorare ben quarant’anni ed il tipo osa parlare del suo papi socialista pertiniano!). E i contributi alla libera editoria? Per mantenere in piedi giornaletti che di giorno ti fanno la predicozza sul libero mercato, i licenziamenti e di notte si intascano i soldi statali che noi sborsiamo pagando le tasse (vero signora Emma?). E via dicendo potremmo elencare tante verità che i più definirebbero affermazioni qualunquistiche (ma lo conoscono davvero il Giannini dell’Uomo qualunque?), ma se siamo iellati ci confondono con i grillini o i girotondini violacei.
Più lo spettacolo si fa indecente e più mi sento di condividere le parole di Leo Longanesi: “In Italia non manca la libertà ma gli uomini liberi”.
Alla prossima.
Il quesito posto da Giuseppe Selvaggi sul “dov’erano” comporta una risposta semplice e allo stesso tempo “filosoficamente” problematica. Mi spiego: il commissariamento dei partiti ha reso evidente a tutti l’inefficacia – in questo caso – della democrazia così com’è attualmente concepita nel nostro Paese. Come attività politica non volta a “risolvere” i problemi emergenti della società, dell’economia o del costume. Bensì volta essa esclusivamente a catturare e conservare il consenso a qualunque costo, anche al prezzo di chiudere gli occhi di fronte a problemi serissimi, poiché ciò potrebbe costituire un danno elettorale, perdendo il sostegno e l’apprezzamento da parte del proprio elettorato.
Ma di fatto, cosa vuol dire questo? Significa che i partiti e chi a loro nome fa finta di decidere (con un bla bla quotidiano quanto inutile) non si prenderà mai la responsabilità di proporre scelte amare quando necessarie nell’interesse di tutti. Ma, allora, mi domando – con il vivo interesse di ascoltare i commenti – a che servono i partiti se questi non sono in grado di decidere? Perché mantenere e sfamare una ingorda classe politica incapace, arrogante e presuntuosa che, nel sacro nome della democrazia (governo del popolo), non intende operare scelte necessarie ancorché difficili in certi momenti. E questo vale per tutto, naturalmente. Vale per la scuola, per l’economia, per il lavoro, per la difesa, per la giustizia, per la Polis… Non vorrei finirla con la pessima battuta, che solo tale per me è (comunque di incerto sapore qualunquista se non chiaramente di “destra”): Aridatece er puzzone…Auguri, Alessandro
Premesso che non ho alcuna simpatia per il prof. Monti e non nutro alcuna speranza per i suoi futuri provvedimenti economici tappabuchi all’italiana (mi ricorda tanto il governo Amato del 1992 con tante lacrime e sangue e la storia si ripete sempre), vorrei che si riflettesse sulla cosiddetta sospensione della democrazia che ha appassionato tanti illustri intellettuali di destra come di sinistra.
Mi chiedo come mai quando al governo c’erano i liberal liberisti cattosocialisti di Berlusconi di tutto si discuteva tranne che di seri provvedimenti economici e di riforma del sistema pensionistico. Abbiamo per anni discusso di testamento biologico e di intercettazioni telefoniche. Dove si trovavano i vari Ferrara, Sallusti, Feltri e i grandi economisti socialisti Brunetta e Sacconi? Cosa consigliavano al loro principe? Di parlare della nipotina di Mubarak e di Boffo. E durante il fulmineo governo Prodi, di cosa hanno discusso i signori riformisti post socialisti? Di coppie di fatto e matrimoni vari. E’ possibile che nessuno si sia accorto della tempesta che arrivava? E’ normale che non un solo politologo, economista e politico di destra come di sinistra abbia previsto tutto questo? Mi sovviene la storiella che si racconta sulla presa di Costantinopoli: mentre la città era assediata, gli assediati parlavano del sesso degli angeli. Tanti professoroni, dipendenti di varie università mantenute con il denaro dei contribuenti, cosa hanno previsto e consigliato? E i famosi e tanto invidiati cervelloni italiani sempre pronti alla fuga dove stavano?
A proposito di certa sinistra comunista che tanto abbaia contro i banchieri. Ricordo che tempo fa un illustre professore di letteratura su un giornale comunista invocò l’intervento delle froze dell’ordine (carabinieri, polizia etc…) per risolvere certi problemucci italiani. E’ stato accontentato: Berlusconi non c’è più e al suo posto è arrivato non un generale ma un preside di facoltà.
E poi ci lamentiamo…
Ha cento volte ragione Giuseppe Selvaggi, però vale la pena di riflettere ancora un pò su questa cosiddetta sospensione della democrazia (e meno male che c’è stata), per cui i cosiddetti politici si strappano i capelli.
Anche se il governo Monti non ha il crisma del voto, è l’unico – a mio parere – in grado di fare ciò che gli altri non sanno, non vogliono, non possono fare: la sinistra per non scontentare il suo elettorato, la destra per non scontentare il suo elettorato.
La riflessione sulla quale è necessario soffermarsi, è il significato del “commissariamento” operato da Monti della politica, quindi dei partiti, quindi dei loro più diretti responsabili (e l’elenco è lungo!).
I quali, essendo finalmente “partiti” per le ferie (si spera definitive), in quanto hanno ben dimostrato la loro incapacità di governo, hanno fatto ben comprendere agli italiani le responsabilità di cui dovrebbero farsi carico e rispondere in solido.
Purtroppo è da prevedere che qualora il governo Monti dovesse procedere al risanamento dello Stato, compiuta l’opera (cosa che ci auguriamo, anche se costerà sacrifici), la nomenklatura – dopo le vacanze – tornererà a (S)governare con i soliti giochetti elettorali più affamata e irresponsabile di prima. Fino al prossimo commissariamento…
Quindi, da un lato occorre ammodernare lo Stato, sperando che Monti ci riesca, ma dall’altro bisognerà ricordare che coloro i quali hanno oggettive responsabilità di aver portato l’Italia alla rovina se ne vadano a casa, trovandosi altre occupazioni, con divieto assoluto di mettere mano alla politica! Poichè hanno fin troppo dimostrato la loro incapacità, così come si fa con gli amministratori di condomini e di aziende (piccole o grandi che siano) Senza se e senza ma.
Possibilmente restituendo quanto mal tolto agli italiani.
Rottamazione ? perchè no? Anche io attendo riflessioni.
Tanti saluti, Alessandro
L’aumento della benzina? Bella manovra da bocconiani e chi avrebbe mai potuto pensarci?
EQUITA’! ma dov’è l’equità se ci sono pensioni da 500 € al mese e altre da 50.000 € al mese??
TRASPARENZA! sarebbe interessante veder pubblicate le dichiarazioni dei redditi di chi ha le pensioni d’oro, di come vivono e investono …
Ecco dove i GIORNALISTI dovrebbero tener il fiato sul collo per evitare che certi politici diventino classe dirigente … che poi ci meritiamo …
E’ dal lontano 1994 (primo governo Berlusconi) che si parla di riforma del sistema pensionistico. Berlusconi non ci riuscì e ci provò Dini. La montagna partorì il topolino, una riforma tappabuchi all’italiana. Dal 1994 ad oggi si è sempre parlato di questa riforma, ma chi ha avuto il coraggio di farla? La sinistra post comunista, post socialdemocratica, post niente? No. I liberali liberisti all’amatriciana di Berlusconi? No.
E’ arrivato il prof. Monti, e come l’indimenticabile Mary Poppins ha fatto uscir fuori la riforma dalla sua valigetta. E tutti vissero felici e (s)contenti.
Se proprio si vuole un capro espiatorio trovatelo nei politici inetti e meschini di destra come di sinistra preoccupati solo di salvaguardare i loro vitalizi e di proporre pseudo riforme giudiziarie. Ogni Paese ha la classe dirigente che si merita e noi italiani ci meritiamo tutto questo. Prima di fare critiche ci si cosparga il capo di cenere, si faccia un serio mea culpa e poi si tenti di dare un giudizio, facendo sempre attenzione alla massima evangelica: “Chi è senza peccato scagli la prima pietra”.
Attendo di conoscere questi giudici immacolati.
Caro Nicola,
Sono perfettamente d’accordo con te, anche sul mezzo, come alla caduta dell’Impero Romano, riscrivo anch’io come te e i miei antenati: Si fecero tempi tali, che più nessuno scrittore ebbe ancora la voglia di scrivere.
Se per “salvarsi dalla bancaroitta” si deve sostituire i “grossi manager” ( che sono poi ragazzi di bottega dei partiti) pagando liquidazioni stratosferiche ,come è stato fatto or ora ,anzichè costringerli ed economiche dimissioni a fronte della loro incapacità finanziaria…beh ,questo mi sembra piuttosto un salvare la bancarotta ! Per rientrare dai debiti ,evidentemente alla Bocconi insegnano solo a prendere altro denaro da chi te lo da ,e non a ridurre la spesa: bella ricetta ,però !
Penso che il Governo Monti deve essere visto anche da un altro punto di vista. L’Italia è un paese importante per l’Europa e l’Europa deve affrontare una crisi senza precedenti dove i punti più deboli sono quei paesi che come l’Italia hanno un grave debito pubblico ed hanno bisogno più di altri di prestiti ed investimenti. Inevitabilmente pagheremo con interessi sempre più alti i soldi che saranno prestati; questo per convincere gli investitori stranieri a comprare i nostri titoli di stato, che ad ogni scadenza dobbiamo restituire. Il nostro debito pubblico, e quello europeo, è in mano ai paesi asiatici, Cina in testa. L’Europa chiede a noi di salvarci dalla bancarotta per salvare con noi se stessa.
Come da molti è stato osservato ciò che conta per l’Italia e per gli italiani di domani è risanare il Paese con le più opportune risoluzioni tecnico-politiche ed amministrative. Anche se il governo Monti non ha il crisma del voto, è l’unico – a mio parere – in grado di fare ciò che gli altri non sanno, non vogliono, non possono fare: la sinistra per non scontentare il suo elettorato, la destra per non scontentare il suo elettorato.
Ma la riflessione sulla quale è necessario soffermarsi, è il significato del “commissariamento” operato da Monti della politica, quindi dei partiti, quindi dei loro più diretti responsabili (e l’elenco è lungo!).
I quali, essendo finalmente “partiti” per le ferie (si spera definitive), in quanto hanno ben dimostrato la loro incapacità di governo, hanno fatto ben comprendere agli italiani le responsabilità di cui dovrebbero farsi carico e rispondere in solido.
Purtroppo è da prevedere che qualora il governo Monti dovesse procedere al risanamento dello Stato, compiuta l’opera (cosa che ci auguriamo, anche se costerà sacrifici), la nomenklatura – dopo le vacanze – tornererà a (S)governare con i soliti giochetti elettorali più affamata e irresponsabile di prima. Fino al prossimo commissariamento…
Quindi, da un lato occorre ammodernare lo Stato, sperando che Monti ci riesca, ma dall’altro bisognerà ricordare che coloro i quali hanno oggettive responsabilità di aver portato l’Italia alla rovina se ne vadano a casa, trovandosi altre occupazioni, con divieto assoluto di mettere mano alla politica! Poichè hanno fin troppo dimostrato la loro incapacità, così come si fa con gli amministratori di condomini e di aziende (piccole o grandi che siano) Senza se e senza ma.
Possibilmente restituendo quanto mal tolto agli italiani.
Rottamazione ? perchè no?
Tanti saluti, Alessandro
Ci volevano proprio i ” bocconiani” per scrivere quelle stupidaggini senza senso?Ma neache i bocconiani capiscono che il sistema pensionistico non è un bancomat per il governo?Possibile che ogni governo alla prima difficoltà voglia far cassa sulle pensioni?Quante riforme ” epocali” del sistema pensionistico ci sono state dal governo Amato in poi?Ovviamente sempre per il ” bene dei giovani” che invece, guarda caso, sono disoccupati o assunti con contratti strampalati senza contributi! E non mi vengano a dire che hanno toccato anche i ricchi perchè hanno tassato auto sopra i 170 CV perchè queste auto non sono propriamente di lusso e vengono usate per lavoro da una marea di rappresentanti che ricchi non sono proprio . Quelle di vero lusso sono intestate alle società che così scaricano dalle tasse il bollo per cui per lo Stato è a somma zero. Poi assolutamente pazzesco è l’aumento dell’IVA che già è una tassa sui poveri, aggravarla vuol dire gravare ancora di più sui poveri,diminuire i consumi e quindi il gettito fiscale e deprimere anche i consumi futuri e quindi la ripresa senza considerare che più è alta l’IVA e maggiore è l’evasione dalla tassa stessa. Dov’è l’abolizione degli enti inutili? Dove sono le misure per lo sviluppo? E le tasse che deve pagare il Vaticano?Le province? le misure anti-corruzione( vero generatore di deficit)?Si continua come prima ad inseguire un pareggio di bilancio meramente temporaneo senza aggredire il deficit e le ragioni per cui l’Italia ha uno dei maggiori debiti pubblici al mondo col risultato che( forse) nel 2013 si raggiungerà il pareggio di bilancio ma nel 2014 si sfonderà un’altra volta!!!!!
la manovra dei professori bocconiani non mi piace e la trovo plateale per esempio dove viene trattata la ridefinizione delle province mentre tutto tace in ordine alla tassa sui grossi patrimoni e le case sfitte in Milano e Provincia per per mantenere alti i prezzi sia per acquisto che per affitto. In ordine alla sanità non hanno trovato di meglio che tagliare la spesa dell’ assistenza,( così si colpiscono i più deboli in tutta la manovra ) ed invece non si interviene con imposizione di una sanità omogenea in tutto il territorio italiano con controllo centrale per evitare la lievitazione della spesa specie nella sanità lombarda dove con l’ accreditamento delle strutture sanitarie si è tolto al pubblico per regalare risorse economiche al privato: infatti da 16-18 mld la spesa sanitaria lombarda balzata oltre i 25 mld, ciò però ha permesso la rielezione di Formigoni con la complicità delle altre forze politiche. Altro capolavoro dei Bocconiani è la norma sulle pensioni, tralasciamo quelle di anzianità, laddove in forma indiscriminata eleva gli anni della pensione di vecchiaia per uomini e donne; nell’ ordine, a 67 anni e 66 anni: mi domando: i PROFESSORI conoscono la realtà di una unità coronarica o di rianimazione dove parametro importante e necessario è quello di avere energia e grande motivazione che solo un giovane può avere e non certo vecchietti di 65 anni. Mi viene un dubbio: sono in buona fede e sbagliano per ignoranza oppure devono servire progetti criptati che la gente comune non deve sapere?
Ho paura che invece ci volessero proprio i bocconiani per aggredire con decisione nodi che la classe dirigente politica non ha avuto il coraggio e la capacità di affrontare nel corso di decenni. La manovra annunciata non mi piace; è la solita solfa di tasse, tagli poco selettivi e un po’ di demagogia, ma chi si aspettava altro o era ingenuo o in malafede. Del resto i tecnici che altro possono fare? le loro scelte sono frutto della drammatica emergenza; non possiamo chiedere che agiscano in base ad un progetto politico generale: non c’è.
condivido pienamente e mi torna a mente la dichiarazione di Calderoli che per fare questa pseudoriforma bastava il rag Ugo Fantozzi, detto questo mi sembra che i “bocconiani”abbiano colpito i soliti noti mettendo ulteriolmente in difficolta le famiglie italiane.
Veniamo da una realta degli industriali che non vogliano gli “anziani”over 50 nelle proprie aziende e il governo li vuol far rimanere al lavoro per 65/70 anni che fine farà quella categoria “di vecchi” ? disoccupati e senza pensione.
cordiali saluti Piero Tirinnanzi anni 61 (che doveva andare in pensione a dicembre2011 poi mi hanno aggiunto 1 anno totale altri 5 anni di lavoro in ATAF che a sua volta vuole cedere l’azienda e parla di 500 esuberi
pazienza andrò alla CARITAS .
Non solo non occorrevano ,ma ne avremmo fatto volentieri a meno .Solo che Napolitano ha messo in essere un piccolo colpo di mano ,per tagliare ( e questo è giusto ,nel principio) ogni discussione dilatoria. Il danno reso evidente è che la c.d. politica ha perso un’ ottima occasione per riacquistare credibilità ;mentre le misure messe in essere dal Governo Monti non sembrano idonee a rendere credibili ( e quindi accettabili) le restrizioni amare imposte alla popolazione .A colpire i soliti noti erano buoni tutti…la Marcegaglia distrae l’attenzone affermando che “era necessario intervenire”,cercando di far dimenticare che il “tutti ” che devono fare la propria parte significa ,al solito ,”tutti voi “.E questo è l’altro danno evidente ,che si vuol sottacere…
Non solo non occorrevano i bocconiani, ma lascia allibiti la frenesia dei professori per buttarla in politica, si veda il neoministro della difesa che all’inaugurazione dell’anno accademico della Marina Militare a Livorno sguittisce di fronte a giovani che hanno fatto una scelta di vita prospettando un ulteriore restringimento della forza armata che è già ridicola allo stato attuale. Di Paola forse sogna l’esercito di un solo soldato che alla consolle governa un milione di droni. Ma le forze armate a chi furono affidate? E ora a chi ci siamo messi in mano e perché?