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Ci siam scordati di te, Armenia (purtroppo)

Sulle pagine social dei vari partiti europei ed italiani, la ricerca di un singolo post sul genocidio armeno è stato invano. Tra i maggiori partiti europei solo il PPE e la European Free Alliance hanno dedicato un post. In Italia, tra i maggiori partiti, solo la Lega. Un silenzio che stride, con le capacità storiche che spesso ci vengono mostrate dai partiti nell’analizzare ogni singolo post scritto o non scritto dall’avversario. Un silenzio su una delle più grandi tragedie del ‘900, ancora peraltro negato e spergiurato; infatti, ad oggi solo 30 paesi hanno riconosciuto ciò che è avvenuto da il 1915 ed il 1923 “genocidio”.

di Fabio Baroni | 29 Aprile 2026

Il 24 aprile, giorno del ricordo del genocidio armeno, la politica italiana ed europea si è mostrata silente. Salvo qualche eccezione.

  • Ci siam scordati di te, Armenia

Il titolo di questo breve articolo prende le mosse dal titolo di un libro, edito nel 2025: Non ti scordar di me.

Ebbene, la realtà è che la memoria si è accorciata, annebbiata, proprio il 24 aprile.

Sulle pagine social dei vari partiti europei ed italiani, la ricerca di un singolo post sul genocidio armeno è stato invano.

Tra i maggiori partiti europei solo il PPE e la European Free Alliance hanno dedicato un post. In Italia, tra i maggiori partiti, solo la Lega.

Un silenzio che stride, con le capacità storiche che spesso ci vengono mostrate dai partiti nell’analizzare ogni singolo post scritto o non scritto dall’avversario.

Un silenzio su una delle più grandi tragedie del ‘900, ancora peraltro negato e spergiurato; infatti, ad oggi solo 30 paesi hanno riconosciuto ciò che è avvenuto da il 1915 ed il 1923 “genocidio”.

Spesso si sente ripetere il mantra delle radici giudaico-cristiane dell’Europa, ma perché dimenticarsi gli armeni, una delle prime nazioni cristiane (insieme alla Georgia) della storia? Non è forse una contraddizione in termini? O, dati i rapporti con Ankara e con l’Azerbaigian, è meglio non far levare troppi cigli? Un po’ di malizia sia concessa in questo caso.

  • Cos’è stato

In termini molto semplici, senza far divenire l’articolo un trattato di storia, si è trattato del primo grande genocidio operato nel XX secolo.

Circa 1,5 milioni di armeni trovarono la morte nelle cosiddette “marce” organizzate dall’Impero Ottomano. Eventi dove le persone venivano trascinate fino all’interno dell’Anatolia, incontrando fame, malattie, sfinimento, esecuzioni sommarie.

La cifra è ancora soggetta alle varie interpretazioni, ma quel che resta è la ferma volontà di annientare il popolo armeno e questo fu l’apice di una persecuzione continua iniziata già nell’ultimo decennio del XIX secolo.

  • Cos’è oggi

Nelle strade di Erevan si tiene sempre una marcia simbolica, molto partecipata, da Piazza della Repubblica al memoriale di Tsitsernakaberd.

Una marcia silenziosa, illuminata da migliaia di fiaccole, con le bandiere dei paesi che hanno riconosciuto il genocidio una accanto all’altra.

Una cerimonia che ha solo visto un episodio, subito condannato dal governo, di combustione della bandiera turca.

Anche in Italia, a Milano, Padova, Cagliari, Venezia, etc. si sono tenuti tanti momenti di ricordo, celebrazione e confronto, perché la storia spesso ritorna come la marea e restituisce qualcosa di nuovo dai suoi abissi, dai suoi sconfinati archivi.

  • Cosa sarà

Vorrei chiudere con una frase, tratta da un’intervista del 2008 a Charles Aznavour (cantautore francese di origine armena), che trovo significativa e possa fare da sprone alle generazioni di oggi e di domani:

Dico complimenti e grazie alla Francia per il riconoscimento, ma non attendo che una cosa. Che la Turchia riconosca. Penso che questo popolo, che parla sempre di onore, ecco l’onore è saper riconoscere.

Il popolo turco non è mio nemico, chi è mio nemico è colui che vuole metterci a tacere con la forza. Dunque lui è mio nemico, non gli altri. (cit.)

Fabio Baroni

Ci siam scordati di te, Armenia (purtroppo)
Pubblicato in : Editoriale, Esteri

Info Fabio Baroni

Fabio Baroni è un giornalista, editorialista di “Avanti Online”

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