Ora che tanta stampa e tanti ipocriti moralisti le hanno assegnato il ruolo del male assoluto, Nicole Minetti merita tutta la nostra simpatia. Cioè di noi che ci scandalizzammo (scrivendolo) che fosse stata inserita nel listino regionale del candidato presidente Formigoni e, dunque, catapultata direttamente, a 25 anni, in consiglio regionale. I moralisti e gli “indignazionisti” a comando avrebbero dovuto allora fare sfoggio dei loro sentimenti di riprovazione. Non ora che sono state pubblicate le foto delle sue apparizioni televisive o che si è disgelato il suo ruolo di partecipante e, sostiene la procura organizzatrice, alle feste della casa di Arcore. Ecco, niente come la vicenda di questa ragazza, illustra efficacemente cosa intendiamo per “moralismo ipocrita e bacchettone” e quale sia la differenza tra il nostro modo di intendere l’etica pubblica e quello di coloro che la agitano al solo scopo di scalzare Berlusconi senza passare attraverso le urne. Di Minetti e di molte altre e altri, noi parlammo per denunciare quanto fosse foriero di conseguenze nefaste il sistema elettorale che ha abolito le preferenze e che consente ai boss dei partiti di riempire le istituzione di mezzecalzette e mezzicalzetti, in nome di una presunta fedeltà puntualmente smentita nei momenti di difficoltà dei benefattori. Il metodo è stato deciso, sostenuto e condiviso da entrambi gli schieramenti, centrodestra e centrosinistra. Ed entrambi lo hanno utilizzato: basti pensare ai tanti candidati imposti da Veltroni, da Di Pietro, da Casini, da Fini (oltre che da Berlusconi, naturalmente). E, tanto per aggravare la situazione, imposti anche dai loro proconsoli di periferia. Solo in pochi ci scandalizzammo e denunciammo la degenerazione del sistema politico. Ora Nicole Minetti viene strumentalizzata non solo per colpire Berlusconi ma anche e soprattutto per fare dimenticare tutte le altre e gli altri Minetti di cui sono piene le assemblee “elettive” ad ogni livello. Ma, ci permettiamo di dire, meglio mille volte Nicole Minetti di tanti suoi accusatori: ipocriti, malvagi e tardivi.
CHI HA PAURA DELLA MINETTI?
Di Minetti e di molte altre e altri, noi parlammo per denunciare quanto fosse foriero di conseguenze nefaste il sistema elettorale che ha abolito le preferenze e che consente ai boss dei partiti di riempire le istituzione di mezzecalzette e mezzicalzetti, in nome di una presunta fedeltà puntualmente smentita nei momenti di difficoltà dei benefattori. Perché nessuno si scandalizzò allora?

Un bel corpo da assessore – pardon da consigliera – come direbbe Cetto…
Io al Camillo faccio una domanda banale : perchè una Minetti deve essere considerata al livello di…”escort” ,mentre un Calearo no . Come si spiega ?
Quanto alla “degenerazione del sistema politico ” ,dato che la responsabilità deve essere accreditata agli stessi corifei della “moralità” personale ,si presenta come una impasse difficilmente superabile …parlare di “arroganza del capo-bastone” non giustifica nè prima nè dopo.
Desidererei che l’autore, invece di accuse generiche, facesse i nomi di tutti i casi analoghi alla Minetti.
Io conosco l’on Calearo imposto da Veltroni ed ora passato ad altro schieramento: sembra un caso analogo alla Minetti, ma non lo è: Calearo é e resta un investimento sbagliato da parte di Veltroni, fatto con l’arroganza che la legge attribuisce al capo-bastone.