Mordono il sedere, ossequiosi prima, a chi ha perso il potere
Premetto: non e’ che Matteo Renzi lo annoveri tra le mie simpatie.
Non mi fa impazzire. Mi sento un po’ nei suoi confronti come chi si sente tradito da una donna dopo averla amata. E’ stato un buon presidente della , Provincia un ottimo sindaco, un po’ meno l’ho stimato come Presidente del Consiglio.
Non gli perdono di essersi creato terra bruciata nei confronti della minoranza interna del partito (Cuperlo, Civati). Credo che ciò non gli abbia giovato.
Forse anche per la giovane età ha perso di vista un po’ il buon senso tirando dritto per la sua strada. Limite o pregio, con un po’ di arroganza verso la sua meta, non ascoltando nessuno.
Comunque questo accanimento giudiziario, questa cosidetta gogna mediatica a cui oggi è sottoposto non mi piace per niente.
Questa novella caccia alle streghe, di cui si sa e si ripete comunque da tempo, circa trent’anni, da Bettino in poi. Questo dalli all’untore ma anche ai familiari, non la considero onesta e proprio in virtu’ della mia onestà intellettuale difendo adesso il nemico.
C’e’ a mio avviso a mo’ di Diogene una ricerca forsennata di un capro espiatorio da colpire che dia un senso all’operato di certi giudici.
Questa giustizia ad orologeria la detesto.
Avrei infatti voluto vedere quando Matteo era al potere PRESIDENTE DEL CONSIGLIO se gli sarebbe stato riservato un simile trattamento.
Mi sono sempre professato garantista e ritengo questo stillicidio uno sputtanamento gratuito.
Paolo Ceretelli

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