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Chi canta, fa app racconta la storia di Giro e La, Vania e Pa?

di Redazione Pensalibero.it | 2 Giugno 2014

Non sono serviti i 279 km infaticabili di due maratoneti, Cinquepalmi e Gallo, percorsi da Loreto a piazza San Pietro per il ritorno dall’India dei marò Girone e Latorre. Si conta sulla camminata promossa per il 14 giugno sotto palazzo Chigi dalle mogli Vania e Paola.
Maro-perche-non-devono-essere-condannati-a-morte_h_partbòNon sono serviti i 279 km infaticabili di due maratoneti, Cinquepalmi e Gallo, percorsi da Loreto a piazza San Pietro per il ritorno dall’India dei marò Girone e Latorre. Si conta sulla camminata promossa per il 14 giugno sotto palazzo Chigi dalle mogli Vania e Paola, giunte sotto l’appello, esposto a caratteri cubitali sul palazzo de Il Tempo, di liberazione per i loro uomini, prigionieri da due anni e mezzo. Dall’altra parte del mondo nelle elezioni indiane l’hindutva fondamentalista del nazionalista Narendra Modì, l’India delle stragi del 2002, ha stracciato il gandhiano Satyagraha a colpi di $5 miliardi di campagna elettorale e di promesse per 250 milioni di posti di lavoro. L’Italia è divisa su tutto a partire dall’interpretazione delle parole del vittorioso governatore del Gujarat che sui marò nei comizi non l’ha mandata a dire: “perché non sono in prigione? Il mondo è cambiato. I terzomondisti che vedono l’extraeuropa attraverso le lenti delle tragedie degli sbarchi non se ne sono accorti. La Cina ha appena superato, dopo 142 anni di predominio, gli States in ricchezza. L’India che 4 anni fa valeva un terzo dell’Europa, la supera per diventare la terza economia mondiale. La Russia domina nella tecnologia spaziale. Bollywood supera Hollywood e Cinecittà sparisce. Sull’Italia ed i suoi uomini di fegato, incombe il sistema gudiziario di un nuovo colosso, paragonabile a quello americano del 1927 scatenatosi contro Sacco e Vanzetti. Come allora, l’Italia di base è attonita, stupita, addolorata in attesa per la sorte dei suoi. Da twitter ai blog fino alle lettere tradizionali, scrivono in tanti, tantissimi. E-mail della grande proletaria pascoliana. Si legge qua e là: cari Salvatore e Max, ho sempre apprezzato la Vostra Dignità, scrive Giovanni Battista R; Parlo da moglie di un carabiniere in missione, attualmente in Afghanistan spero tantissimo che l’ormai imminente ritorno in patria di mio marito coincida magicamente con il vostro, sarebbe bellissimo! Lara M. non passa giorno che non preghi Umberto M. Cari Marò, siete l’orgoglio, la dignità e l’onestà della nostra Italia Alessandro B. sono la moglie di un militare con una bimba di 6 anni e posso capire cosa significhi stare lontani dal proprio caro Sono sdegnata Valeria e la piccola Simona Cari, un applauso per il vostro comportamento nel prolungarsi all’infinito dell’ incredibile vicenda in India Stefano T. vi aspetto per offrirvi una birrac, onvinta solidarietà con i marò e una affettuosa vicinanza, Annibale M. L’ India dovrà smettere questa assurda ingiustizia, Valeria. Un abbraccio grande come il cuore di questa Italia che vi aspetta a casa. Presto.Miriam T. Le notizie dall’India sono una ferita aperta, Paola B. Da questa Paese nascono anche Uomini in grado di affrontare a testa alta le avversità.Carlo M., Se potessi, scriverei tutti i giorni. Filippo C., Andate a riprenderli anche con la forza, Antonio D., In un momento di sconforto per l’economia e la politica, ritroviamo l’orgoglio nella fierezza dei nostri Marò. Marco C., Vi ho visto a testa alta. Ogni giorno ascolto tutte le notizie sulla vostra vicenda Fabio U., Ai prigionieri dopo una missione in Oceano Straniero penso e credo che il rivolgere i Vostri Pensieri al Buon Cielo possa fare magri qualche piccolo Miracolo.Claudio P. e Mamma Maria. Parole semplici a volte retoriche, altre liriche che non sfondano il tetto della cultura e dello spettacolo. Possibile che manchi qualunque slancio da parte degli artisti? Addirittura alla figlia di uno dei marò si è chiusa la porta del Grande Fratello (“Non speculiamo su certe cose”). Quello che manca sui marò, per dare voce al popolo, sono le canzoni, gli spettacoli, le apps, le sonate tenorili, i rap, i film, gli sketch, le pubblicità, i flashmob, le nudità femminili maschili e terze, i manifesti, le poesie, i romanzi su questa vicenda lunga, terribile, tragica, umana, ma anche romantica, dolorosa e dolcemente dignitosa. Dopo tante produzioni, inni alle scorte, usate per denunciare questo o quel complotto, per santificare questo o quell’eccellente, questa volta si può cantare solo una storia, senza nomi celebri, da donne e uomini comuni, eccezionali in quanto tali. Dignitosi e poco arrivisti, al contrario dei terzi apicalmente coinvolti. L’ arte appare egoisticamente sorda al cuore popolare, lontana dai suoi strazi.. Chi reciterà per Salvo e Mà, una storia da limbo infinito, da prigione senza neanche un’accusa. Chi dichiarerà per Giro and La – Ogni stigma ed ogni onta vengano per sempre cancellati? Chi ripeterà-Mai più in giro là – Missioni Mai più, lungo le tournèè dalla Russia al Sudamerica? Chi il refrain Siamo gente stanchissimi, di aspettare la gomorra degli altri? Chi con le mogli dei marò, Vania e Pà, pendolari continentali con pochi soldi, salterà e –urlerà per dar voce a un’ingiustia? “Questo è per voi Salvo e Mà, siete sempre nei nostri cuori, ogni momento è il vostro, anche il peggiore, domani il migliore” Se i quattro amici dal bar passati a spadroneggiare su Siae, radio e musica, faranno ancora gli gnorri, ci saranno flashmob autoconvocati, ci saranno barcamp e contest di apps per cantare e raccontare nelle metro, nelle piazze, sui autobus la storia di Giro e Là, di Vania e Pà

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