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Che fare? Alcune proposte per l’ultimo anno di legislatura

Che fare? Superata l’amara sconfitta referendaria, il governo deve provare ad assumere un’iniziativa politica: decidere come affrontare l’ultimo anno di legislatura e, in particolare, la redazione della legge di bilancio per il 2027. Data la congiuntura internazionale, abbiamo davanti mesi difficili, durante i quali la tentazione di usare la spesa pubblica come arma di sostegno indiscriminato e, in realtà, di mantenimento di clientele sarà fortissima. 

di Istituto Bruno Leoni | 1 Aprile 2026

Che fare? Superata l’amara sconfitta referendaria, il governo deve provare ad assumere un’iniziativa politica: decidere come affrontare l’ultimo anno di legislatura e, in particolare, la redazione della legge di bilancio per il 2027. Data la congiuntura internazionale, abbiamo davanti mesi difficili, durante i quali la tentazione di usare la spesa pubblica come arma di sostegno indiscriminato e, in realtà, di mantenimento di clientele sarà fortissima. 

Ma non è questa l’unica strada che il governo ha davanti né, a conti fatti, la più promettente per le prossime elezioni. Allargare i cordoni della spesa nell’anno precedente le votazioni è ciò che hanno fatto tutti gli esecutivi dal 1994 a oggi: sia quelli a guida politica sia quelli a guida tecnica, che anch’essi, in qualche modo, accarezzavano il consenso dell’elettorato. L’esito non è mai stato quello atteso. Gli italiani hanno sempre votato contro chi li governava nella legislatura precedente. Forse, allora, è il caso di scegliere una strada diversa.

Fortunatamente, è possibile coniugare il rigore dei conti – l’eredità più importante e, per certi versi, più sorprendente che il governo potrà lasciare in dote – con interventi che, pur senza essere rivoluzionari, siano incisivi. Come Istituto Bruno Leoni, ci siamo pertanto esercitati nella redazione di una sorta di programma di politica economica per i prossimi 365 giorni: il documento, i cui contenuti sono stati anticipati sabato dal quotidiano Il Tempo sabato scorso e che da oggi è liberamente scaricabile (PDF) dal nostro sito, propone una pluralità di interventi in diversi ambiti. Ci sono idee per rafforzare i diritti e i servizi fondamentali, facendo leva sulla concorrenza nei settori della sanità, della scuola e della casa. Altre si concentrano sul mondo del lavoro e riguardano la competizione tra le agenzie di collocamento, nonché la detassazione dei premi aziendali e degli utili distribuiti ai lavoratori. Si può, poi, favorire la crescita attraverso riduzioni degli oneri parafiscali nelle bollette elettriche, semplificazioni edilizie e l’uso delle tecnologie digitali in ambiti come il food delivery e il ride sharing. Infine, sul fronte fiscale, si può mettere mano tanto ad alcune distorsioni che derivano dal disegno delle imposte (l’unificazione delle aliquote sulle rendite finanziarie, la compensabilità tra plusvalenze e minusvalenze, la piena deducibilità degli interessi passivi da parte delle imprese) quanto al rapporto tra Stato e contribuente (la modifica degli incentivi nella riscossione, la revisione delle norme che rendono alcuni avvisi di accertamento titolo esecutivo e la doppia presunzione che porta a considerare alcuni prelevamenti bancari alla stregua di un reddito).

Nessuna di queste misure può, singolarmente, fare una differenza radicale rispetto al passato. Sappiamo che servirebbero riforme ben più radicali. Ma riforme più radicali in un anno si fanno a fatica, e questo insieme di provvedimenti potrebbe, nel suo complesso, dare l’impressione di un (tardivo) cambio di passo nel rapporto fra Stato e cittadino. Il momento buono per fare le riforme è sempre un altro. E se provassimo, per una volta, a farle adesso?

Istituto Bruno Leoni

Pubblicato in : Editoriale

Info Istituto Bruno Leoni

L’Istituto Bruno Leoni è nato nel 2003 per promuovere le “idee per il libero mercato”.
L’IBL vuole dare il suo contributo alla cultura politica italiana, affinché siano meglio compresi il ruolo della libertà e dell’iniziativa privata, fondamentali per una società davvero prospera e aperta.

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