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Che cosa farà l’Ucraina?

di Enrico Martelloni | 4 Dicembre 2013

kievNella principale piazza di Kiev centomila ucraini stanno protestando contro il proprio governo che si è rifiutato dopo averli richiesti, di firmare gli accordi economici commerciali a Vilnius. Il Governo di Yanukovic, filo russo, ha annunciato alcuni giorni fa di non essere intenzionato a ratificare gli accordi proposti che avrebbero dato una boccata d’ossigeno al paese, oggi in grave difficoltà. La storia dell’Ucraina è legata a quella della Russia da secoli, per lo più da un rapporto di vassallaggio. Oggi le cose stanno ancora nella medesima misura, nonostante che da molto tempo Kiev si è resa indipendente. La situazione è molto grave e gli analisti finanziari danno per imminente il crac finanziario. Questa è la ragione della rivolta popolare e dello sciopero generale imminente capeggiato dai leaders dell’opposizione. Il ripensamento del governo e la repressione della polizia contro i manifestanti, ha scatenato una nuova ondata di proteste in tutto il paese.  Il gruppo attivista femminile di Femen ha chiesto la destituzione di Yanukovic manifestando a Parigi e nella stessa capitale ucraina all’interno della Pecerska Lavra il più antico e storico monastero della Russia, molto prima che gli zar esistevano. La situazione che si è creata non è figlia di un’improvvisa crisi, ma la conseguenza della drammatica situazione d’instabilità nazionale. Putin esercita un’esplicita pressione e non vuole assolutamente privarsi di questa sua influenza sul paese. Cerchiamo allora di capire almeno quali motivi sono in gioco. L’Ucraina ha una popolazione mista tra russi importati da Stalin e ucraini. Da questa terra passa uno dei più grandi gasdotti per l’Europa, costruito da Mosca. Parte di questo gas, è venduto alla repubblica ucraina a caro prezzo, tanto che il governo ha pensato bene di comprarlo altrove. I rapporti con Mosca sono di sudditanza senza una prospettiva di crescita industriale e commerciale per la scarsa forza della Russia stessa, ricchissima di materie prime, ma non d’organizzazione commerciale d industriale che invece l’Europa ha ed è pronta a concedere. Il braccio di ferro tra popolo e governo è diventato in chiave diplomatica, tra Europa da una parte e Putin dall’altra con reciproche accuse e ricatti. Ai toni sfumati ma decisi dell’Ue, si contrappongono quelli più inquieti di Medvedev e Putin. Un altro motivo taciuto, di questa crisi è l’importanza strategica del paese nello scacchiere europeo e mediorientale. Sebastopoli è il porto militare dove la Russia può entrare al mediterraneo attraversando lo stretto dei Dardanelli. Perdere l’influenza sull’Ucraina, potrebbe significare la perdita del porto ottenuto in affitto dal governo di Kiev.  La Russia perderebbe prestigio e influenza su di un’area sicuramente importante. Non è un caso l’attacco nel 2008, dell’esercito russo alla Giorgia, nell’Ossezia del sud. Lo scopo era, di occupare l’Abkhazia e farne della capitale di quella regione, Sukumi, il porto militare che mancava. Tutto terminò, quando l’Ucraina decise di rinnovare l’affitto del porto in Crimea. La situazione di crisi internazionale ha riaperto un problema di vasta grandezza e sta ora all’Ucraina decidere. Stare con Putin, potrebbe assicurarsi la tranquillità e la continuazione secolare del rapporto con Mosca, ma con scarse prospettive di crescita economica. Non c’è ragione per Putin, di avere una nazione alleata rafforzata ed indipendente, per questo motivo presenta il conto mostrando l’effetto che l’Ue ha provocato nelle ex nazioni satellite, Bulgaria e Romania ai confini occidentali proprio dell’Ucraina. L’Europa, però, rappresenta il futuro. E’ l’unica prospettiva valida per il paese, che è ricco di materie prime e potenzialmente adatto allo sviluppo industriale e commerciale cui l’Europa è interessata. Sta dunque agli eventi futuri del popolo di Kiev, riuscire a far valere la propria volontà con chiarezza e indipendenza d’intenti.

Pubblicato in : Primo piano

Info Enrico Martelloni

Fiorentino di nascita ma senese d’adozione, disegna su qualsiasi elemento gli capiti in mano, passando da una vignetta pungente ed irridente ad un ritratto del proprio interlocutore con estrema naturalezza. Nasconde una profonda sensibilità ai temi ucraini, ben raccontati su questo sito.

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