
C’era una volta colui il quale portò il Partito Socialista Italiano ai suoi massimi storici.
C’era una volta colui il quale rammenterà ai socialisti le loro origini operaie e libertarie, contrapponendosi da una parte al materialismo comunista e dall’altra al becero capitalismo.
C’era una volta il finanziatore dei Movimenti di Liberazione Nazionale del Terzo Mondo: dai sandinisti all’OLP, i quali anche grazie ai suoi aiuti tenteranno di liberarsi dal giogo imperialista.
C’era una volta il decisionista che metterà a zittire le mezze calzette persino nel suo partito (da tempo tornate in auge, a destra e a sinistra, purtroppo anche in ruoli di rilievo che ai tempi mai avrebbero né avuto né tantomeno meritato).
C’era una volta colui il quale si batterà per la sovranità nazionale, senza cedere di un passo all’imperialismo yankee.
C’era una volta colui il quale abbatterà l’inflazione e favorirà il Made in Italy nel mondo.
C’era una volta colui il quale si batterà contro le privatizzazioni selvagge ed anche per questo sarà fatto fuori da quel capitalismo finanziario in combutta con Poteri Forti e cattocomunisti.
C’era una volta un socialista con i controfiocchi in un’epoca in cui il socialismo era ancora un ideale concreto di emancipazione sociale, a differenza di oggi in cui le “sinistre” europee hanno preferito perdere la loro sovranità in favore dell’americanismo, del cosmopolitismo modernista, del capitalismo che affama i popoli.
C’era una volta Bettino, l’amico sia dei Radicali che di Democrazia Proletaria e di Lotta Continua.
C’era una volta.
Oggi, invece, al governo ed all’opposizione, non è rimasto che il nulla.

Unico errore di Craxi fu non aver capito che il comunismo italiano non fu mai veramente marxista, e quindi non aver capito quale bestia camaleontica si nascondesse nel cattocomunismo, errore perdurante nell’incomprensione delle attuali metamorfosi zoologiche del lapirismo, del dossettismo ecc.ecc., Altrimenti a Palazzo Chigi starebbero altre figure. Per il resto l’articolo è corretto e condivisibile.
Vi è da dire che nemmeno il comunismo sovietico fu marxista e, invero, nessun Paese al mondo è mai stato realmente marxista…fatta eccezione forse per Cuba che pur ha importato molte delle prospettive libertarie di Proudhon e del titoismo.
Il cattocomunismo italiano è forse stata l’anticipazione della mutazione antropologica e politica che subirà il socialismo europeo dalla fine degli Anni ’80 ad oggi, diventando, come ricordano lo scrittore Alain De Benoist ed il filosofo Jean-Claude Michéa, una nuova forma di capitalismo. Al servizio della BCE e del Fondo Monetario Internazionale (già retto dallo scandalosissimo “social-capitalista Dominique Strauss-Kahn).