
Ho contato una cinquantina di persone dell’agiata borghesia di provincia, sempre le stesse, che a Natale partecipano alle cene degli Auguri: una volta le vedi al Lions, qualche giorno dopo allo Zonta club e poi alla serata degli Industriali perché amici di amici, e così via per tutte le altre ambite Associazioni dove le carovane degli iscritti fanno tappe forzate fino ad arrivare esauste alla vecchia, classica, tradizionale ‘Viglia‘ trascorsa in casa con gli zii, i nipoti, le sorelle, i fratelli e più sono numerosi meglio è! Anche le parole sono sempre le stesse: passate queste feste mi metto a dieta!
Quello che mi incuriosisce è: ma cosa si raccontano i pionieri che bivaccano una sera si è quell’altra pure in questi banchetti, e soprattutto cosa mangiano? Beh, ho constatato che una gran parte dei pasti viene servita dai cosiddetti catering con menu identici e, udite, udite, anche gli ospiti illustri sono sempre gli stessi, poverini, costretti, per non fare torti, a partecipare all’abbuffata di risotti, solo perché tengono bene la cottura, dicendo: è una vita che non lo mangio! Ed ecco che tra i 50€ e i 70€ sperperiamo un capitale. Bene, qual’è la proposta per l’anno prossimo?! Ecco quella cinquantina di borghesi potrebbero partecipare ad una sola cena dove ognuno di loro porterà il vessillo del proprio club, e così i soldi delle altre abbuffate possono essere offerti in beneficenza a chi davvero non ha da mangiare. Non mi riferisco ai soliti bonifici in giro per il mondo…spesso sarebbe sufficiente guardare al pianerottolo di casa dove uno dei coniugi che abita la porta accanto magari ha perso il lavoro. Ma noi provinciali benestanti siamo sempre più attenti a tutto ciò che luccica e dove possiamo dire: c’ero anch’io. Oppure, così come facciamo abitualmente con i regali, ricicliamo anche le cene di Natale all’amico smanioso di farsi conoscere: vuoi andare tu al posto mio?! Guarda che c’è il Sindaco!
Altrimenti ecco l’ideona: ci troviamo al Concerto di Natale dove le persone si incontrano e dicono: carissimo, come stai?! Veramente ci siamo visti ieri sera al Rotary…e dal sorriso finto ecco apparire la rabbia nella risposta perché beccato in fragranza d’ipocrisia: ah, è vero, non avevo legato il viso alla tua voce! Insomma, tutte le persone che indicavo prima si ritrovano al Teatro per assistere ad uno spettacolo di cui non importa nulla a nessuno, però possono dire: io ero seduto in prima fila! Importante è che i quattrini dei pasti inutili vengano devoluti a coloro che hanno fame veramente. Ecco, questa è una buona proposta alternativa per le cene di Natale dell’anno prossimo.
Angelo Santoro

Lascia un commento