Riconoscere la centralità della persona e della famiglia nella gestione dei servizi e delle iniziative ad esse rivolte; garantire la libertà di scelta dei servizi sanitari e sociali e una pari dignità fra pubblico e privato nella programmazione e nell’erogazione dei servizi; potenziare l’assistenza domiciliare agli anziani in modo che diventi un’alternativa reale all’istituzionalizzazione e al ricovero.
Queste, in estrema sintesi, le richieste contenute in una mozione sul documento preliminare al “Piano integrato sociale regionale 2006-2010” presentata dalla consigliera regionale di Forza Italia, Anna Maria Celesti, vicepresidente della commissione “Sanità”, e sottoscritta da tutti partiti della Cdl.
“Le proposte della giunta Martini sono decisamente insufficienti – ha dichiarato Celesti – Il modello di welfare che secondo noi si deve adottare oltre a garantire equità, solidarietà e soddisfacimento dei bisogni primari di assistenza sanitaria e di sostegno sociale, deve avere come principio ispiratore la centralità della persona e la libertà di scelta dei servizi sanitari e sociali. In tal senso riteniamo, sia per quanto riguarda l’attività di programmazione sia per quanto concerne la produzione dei servizi socio-sanitari e sociali, che sia necessario porre sullo stesso piano le Istituzioni e la società civile.
E’ inoltre necessario che il Piano integrato sociale riconosca un ruolo centrale della famiglia come soggetto attivo soprattutto verso categorie deboli quali anziani e disabili, non solo nell’analisi del bisogno ma anche nella partecipazione alla gestione dei servizi e delle iniziative ad essa rivolta, riconoscendo e sostenendo il ruolo dell’associazionismo familiare nelle sedi decisionali (vedi piano di zona) in cui appunto vengono definiti programmi e progetti ad hoc.
Dunque – prosegue la consigliera azzurra – alla gestione e all’offerta dei servizi devono provvedere, in qualità di soggetti attivi nella progettazione e nella realizzazione concertata degli interventi, non solo soggetti pubblici ma anche organismi non lucrativi di utilità sociale, organismi della cooperazione, organizzazione di volontariato, associazioni ed enti di promozione sociale, fondazioni, enti di patronato e altri soggetti privati.
Considerato infine il progressivo invecchiamento della popolazione è opportuno, accanto ad interventi di integrazione sociale e culturale a favore di cittadini anziani autosufficienti, sviluppare strategie per tutelare la fragilità legata all’invecchiamento o alla disabilità potenziando l’assistenza domiciliare. Di fatto andranno ridotti i tempi di istituzionalizzazione e di ricovero tramite la realizzazione di una rete di riabilitazione afferente al sistema socio-sanitario creando così le condizioni per alternare periodi di cura all’interno delle istituzioni con periodi di cura a domicilio”.

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