“Già da oltre un anno avremmo dovuto prendere tutte le iniziative tendenti a risolvere in via autoritativa e contenziosa la vertenza, quali la escussione della fideiussione rispetto al contratto di affitto e il ricorso all’articolo 700 per la restituzione coattiva e non perseguire solo e soltanto la via della transazione”.
“Queste iniziative – spiega la consigliera azzurra – a Forza Italia erano sembrate le più logiche, dato che il gestore, fin dalla stipula del contratto, non aveva rispettato le clausole e non aveva dato attuazione al piano industriale presentato al momento della gara. Oltre ovviamente a quanto avvenuto nell’Agosto 2004 che ha fatto precipitare la situazione.
Già da tempo – continua Celesti – bisognava avere il coraggio di prendere posizioni convinte e determinate che riportassero le terme in mano pubblica.
La Regione, inoltre, avrebbe dovuto adottare un atteggiamento più determinato accompagnando ad una politica di attesa per la transazione l’azione legale.
Così la transazione, oggi, non ha più valore perché il gestore ha palesemente dimostrato di non voler transare e semmai questo avverrà sarà solo nei termini che più a lui saranno favorevoli.
Quindi – conclude Anna Maria Celesti – insistere su questa strada significa continuare a manifestare debolezza nei confronti di chi ha voluto gettare discredito sulla città dimostrando scarso interesse nei confronti dei lavoratori e dell’indotto termale”.

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