
Pensare di poter distinguere i pochi violenti dalle migliaia e migliaia di persone che pacificamente protestano nelle piazze per le ragioni più nobili è come credere di poter distinguere una volta giunti in paradiso, il sesso degli angeli. Non operare una distinzione, significa strumentalizzare la giusta lotta contro il carovita? Certo che si, benvenuti nel mondo reale. I bolscevichi, nel 1917, non strumentalizzarono, forse, l’avversione dei russi alla guerra?
Non basta nemmeno dire scusate, il movimento è perfettamente pacifico e legale, e non centra niente con coloro che il giorno dopo la manifestazione si sono ripresentati in piazza per saccheggiare la città di Milano. Alla lezione di teoria, segue la prassi. Sono almeno due anni di strascichi violenti alle manifestazioni di piazza dove si riproducono gli stessi gesti e slogan inequivocabili, con tanto di scontri con le forze dell’ordine e caccia al poliziotto. Come poter credere che il movimento e la violenza siano fenomeni diversi? Basta mettersi un cappuccio in testa per seminare il panico. Il movimento non è in grado di controllare la piazza. Può avere tutte le ragioni che vuole, questo è l’unico risultato davanti all’opinione pubblica. Condannate pure tutto quello che vi pare, non serve a niente. Se si vorrà uscirne, bisognerà stroncare il movimento.
Il ministro Piantedosi non ha fatto nulla. Bell’argomento davvero e scusate, che cosa ci si aspettava che facesse? E il sindaco di Milano, cosa avrebbe fatto? Il governo sarà pur contento di poter screditare come violenti ed irresponsabili i suoi oppositori, accusandoli di fomentare il caos ed il saccheggio. Non ci sono forse rapporti fra giunte comunali e centri sociali che operano al limite dell’illegalità? Guardate Casa Pound come ha scelto il profilo basso. Gli agenti schierati non erano sufficienti. Esatto. Serviva l’esercito, i corpi speciali, i parà per fermare le bande di minorenni scatenate. Meglio una vetrina sfasciata che il morto. Per ora.
Qualcuno davvero credeva che sventolando per anni le bandiere palestinesi e bruciando quelle israeliane e americane, accusando il governo italiano di essere complice di un genocidio o di fomentare la guerra, i giovani eccitati si placassero? Le piazze hanno iniziato il processo all’Occidente, salvando la Russia e l’Iran e allora hanno ragione di comportarsi come meglio credono. Se è finita la democrazia, o è stata compromessa, persino in America con quel farabutto di Trump, tutto torna lecito. Presto bisognerà armarsi, entrare in clandestinità. Come si diceva nel 1968? Ce n’est pas qu’un début. Anche la Francia è protagonista. La Spagna, che all’epoca era ancora sotto Franco.
Qualche giorno fa una giovane e bella studentessa di filosofia in un video pubblicato sui principali social, citava elegantemente Hegel e la sua concezione della storia che non riusciva ad insegnare nulla. Non perché siamo stupidi, ma perché la storia è sempre diversa, anche quando sembra la stessa. Insomma. Non sottovalutate troppo la stupidità.
Riccardo Bruno
Direttore politico de “La Voce Repubblicana”

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