«L’Europa non dispone ancora di una legislazione-quadro per combattere le pratiche commerciali sleali in modo efficace. È tempo che la Commissione presenti una proposta in merito».
È quanto chiede in un’interrogazione alla Commissione europea l’eurodeputato del Partito Democratico Nicola Danti, dopo la sentenza con cui il Tribunale del commercio belga ha respinto la denuncia di Ferrero contro la catena di supermercati Delhaize, accusata di aver prodotto e commercializzato una crema spalmabile priva di cioccolato ma chiaramente evocante la Nutella. Un evidente caso di “italian sounding”, la pratica commerciale scorretta diffusa in Europa e nel mondo volta a storpiare parole e marchi del Made in Italy alimentare.
«Questo – commenta Danti – non è altro che l’ennesimo caso di scorrettezza nei confronti dei consumatori europei, ai danni delle produzioni italiane di eccellenza. È di qualche giorno fa, ad esempio, la notizia per cui il pomodoro “San Marzano”, venduto sempre in Belgio, secondo la stessa Commissione europea non sarebbe appannaggio dei produttori italiani se coltivato al di fuori dell’area delimitata dalla Dop “Pomodoro San Marzano dell’Agro Sarnese-Nocerino”. È ora che l’Europa si pronunci chiaramente su questo tema. Il fenomeno dell’”italian sounding”, il cui impatto sulla nostra produzione agroalimentare è stimato in oltre 70 miliardi di euro ogni anno, non può più essere tollerato».
«Continueremo a mantenere alta l’attenzione su questo problema – prosegue – finché le Istituzioni europee non si doteranno di un sistema adeguato di tutela, per evitare che si presentino ancora una volta simili azioni ingannevoli e fuorvianti. Sbaglia chi pensa che la nostra sia solo una battaglia a difesa delle produzioni agroalimentari italiane: è una battaglia a difesa di tutti i consumatori europei, che hanno il diritto di ricevere informazioni accurate e trasparenti su ciò che acquistano ogni giorno al supermercato.»

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