Casi come quelli che hanno coinvolto la senatrice Monica Cirinnà ed il di lei marito Esterino Montino, esponente di rilievo del PD laziale, oggi Sindaco di Fiumicino ma in passato investito di altri importanti incarichi, sembrano fatti apposta per stimolare l’ipocrisia generale: dei politici, della stampa e della gente comune. Cominciamo con i ventiquattromila euro nella cuccia del cane. Tra ironie raffinate e sghignazzi indecenti, tutti ci hanno tenuto ad ostentano magnanimamente indifferenza per eventuali risvolti penali. E, invece, poiché la politica ormai si è ridotta a questo, c’è da giurarlo: è proprio ciò che una parte teme e l’altra parte spera.
Non avendo la passione per la politica manettara, a me interessa un altro aspetto della vicenda. E, cioè, la mutazione ormai scoperta dell’ex partito della “classe operaia” e del “proletariato” nel suo opposto. Intendiamoci, la sinistra “chic” o, se preferite “al caviale”, c’è sempre stata. Ma sembrava, in un tempo ormai lontano, una sorta di stato di necessità. Avere, nel partito comunista, esponenti della grande borghesia, industriali, intellettuali, professionisti e professori universitari, era funzionale per entrambi. Serviva al PCI per rompere il suo isolamento, per sbiadire l’idea che i suoi avversari accreditavano di partito antisistema e al servizio di Mosca. In Parlamento presero così vita gruppi che si definivano della “sinistra Indipendente”. A ragione, perché ognuno faceva i propri interessi indipendentemente dall’altro: il PCI per perseguire la via del governo sottraendo voti al campo avversario attraverso esponenti della “borghesia”, della “intellighentia”, dell’arte ovviamente “rivoluzionaria”; questi ultimi per raggiungere vette, nelle carriere, che soltanto con i loro scarponi mai avrebbero saputo scalare.
Il sindaco di Fiumicino, Esterino Montino e la senatrice Monica Cirinnà sono oggi una sintesi mirabile di quell’antico binomio che alcuni decenni fa marciava fianco a fianco (parte classe lavoratrice, parte classe privilegiata) verso la immancabile rivoluzione, foriera per tutti di benessere e uguaglianza. Hanno dedicato tutta la vita alla politica di sinistra senza trascurare gli agi che spettano alle persone di rango elevato. Proprio la sinistra chic, è il caso di ricordare, storceva la bocca di fronte alle esortazioni del fondatore della Socialdemocrazia italiana Giuseppe Saragat che esortava a costruire “case, scuole, ospedali” per elevare le condizioni di vita dei lavoratori. Replicavano che erano piccole cose. E che “ben altro” occorreva per assicurare il progresso. Come minimo “cambiare il sistema” se proprio si doveva rinunciare alla rivoluzione. Da riformista, all’epoca, pensavo si trattasse di velleitari e falsi rivoluzionari che non avevano capito niente. Oggi temo che avessero capito tutto loro, ma sono contento di non avere capito io. Quanto al modo in cui la senatrice Cirinnà ha parlato dei rapporti con la sua domestica, non concordo minimamente con chi afferma che una esponente della sinistra non dovrebbe usare simile linguaggio di tenore classista. La mia opinione è che siffatta signora dovrebbe restare lontana anni luce dalla politica tout court: di sinistra, di destra, di centro ed anche di quella senza orientamenti.
Nicola Cariglia

Ottimo articolo di Nicola Cariglia al quale mi permetto di rivolgere l’invito a tenere viva la memoria del pensiero e dell’azione politica di Giuseppe Saragat e dei fatti ha hanno impedito alla socialdemocrazia di diventare la forza più importante della sinistra italiana come in Europa.
Sono d’accordo con Nicola Cariglia sulla onestà non solo intellettuale di certi politici della prima Repubblica , a confronto quelli di oggi fanno schifo , o perlomeno il 98% di loro , Il vecchio Saragat era bistrattato dalla “sinistra” . Inoltre anche nella prima Repubblica c’erano numerosi lestofanti ,sparsi in tutti i partiti ma si limitavano ad un 60%. L’aumento della percentuale è l’unico successo della seconda repubblica . Per quanto riguardano invece capacità ed onestà delle atre due categorie di potere : magistratura e burocrazia non è cambiato niente ! Loro si erano già “attestati” a quota 98%-
Progressisti soli noi; retrogradi tutti gli altri; Onesti solo noi, delinquenti tutti gli altri; Antifascisti solo noi, fascisti tutti gli altri.
Ma si può andare avanti cosi? Sono passati 100 anni dalla “Marcia su Roma di quattro sgangherati a cui è stato consentito di fare tutto per circa un ventennio tra una guerra e l’altra. Della serie SE LA FANNO E SE LA GODONO, E ovviamente le stelle stanno a guardare! Questo per chi non l’avesse capito è diventato un fatto “commerciale”!
Poi mi fa da ridere lo slogan ormai consolidato: il latte buono è solo italiano, la farina buona è sola italiana, il polli buono è solo italiano. E nessuno ferma questo falsi slogan che fanno passare per fessi tutti gli altri.
Ma quand’è che riprenderemo la sincerità?. Come dice lo slogan: LO CHIEDO PER UN AMICO!.
Meriterebbe che qualcuno dedicasse la sua attenzione al quel mirabile mondo che è Capalbio, dove sinistra dei media, piddina e intellettualità dell’indignazione si incontrano e si sostengono vicendevolmente.