
La proposta di Matteo Salvini, di tradurre in una proposta di legge “la cosiddetta pace fiscale”, ha acceso il dibattito politico, con polemiche, anche nell’ambito della maggioranza di centro destra. Ma vediamo di cosa si tratta!
La sanatoria dei 16 milioni di cartelle esattoriali sospese, per un importo di 1.100 miliardi è un vecchio cavallo di battaglia di Matteo Salvini, ma fino ad oggi ha ottenuto scarsi risultati. All’inizio della propria azione, il governo di Giorgia Meloni ha dato a Salvini un contentino, con due forti limiti: l’importo di soli 1000 euro e il tempo fino al 2015, che ha lasciato scoperti 8 anni.
Si è trattato di una “mancetta”; di una legge che non ha risolto nulla.
Dopo questa doverosa promessa, si spera che questo ritorno alla carica di Matteo Salvini porti il governo ad affrontare con la dovuta serietà un grande problema che affligge famiglie, e imprese. L’agenzia delle Entrate non ha alcuna realistica possibilità di smaltire l’arretrato, se non attraverso la prescrizione.
Lungi dall’essere salviniani, bisogna ammettere che il vice presidente del Consiglio porta avanti una battaglia sacrosanta.
I perbenisti, coloro ai quali non è mai mancato nulla, che non sanno cosa vuol dire la parola disperazione, sostengono il contrario?
Con un sistema fiscale aggressivo come il nostro, che dà sconfinati poteri coercitivi all’agenzia dell’Entrate – pignorare il conto corrente del contribuente, la sua casa e se occorre anche il mobilio e di intimare il fermo amministrativo della propria vettura – possiamo realmente ipotizzare che il cittadino corra questi rischi per non aver pagato le tasse?
Solo i garantisti del menga possono avere una mente così distorta, da pensare il contrario.
La speranza è che questa volta Matteo Salvini si batta per un provvedimento serio e risolutivo: chi ha gravi difficoltà, potrà pagare solo una cifra simbolica. Se la famiglia non ha avuto la possibilità di pagare dopo anni e anni, non potrà certamente invocare il miracolo.
Il leader della Lega ha parlato di importi fino a 30mila euro; è un limite che sembra equo.
Altro aspetto importante è l’arco temporale della sanatoria, che dovrebbe escludere solo l’anno in corso. Dovrebbe trattarsi di una pace fiscale che arriva al 2022, per essere efficace. Staremo a vedere, se questa volta, Matteo Salvini saprà farsi valere.
Roberto Fronzuti

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