Paper clay tradotto significa letteralmente “carta e argilla”, cioè argilla in cui è stata
dispersa della polpa di carta, ovvero della cellulosa.
L’impasto ottenuto con questa aggiunta, acquista delle incredibili nuove qualità e
potenzialità.
Ma quali sono le caratteristiche e i vantaggi di questa tecnica?
Innanzitutto si possono ottenere forme difficilmente realizzabili con altre tecniche. In particolare:
– La paper clay si può lavorare senza problemi con spessori anche molto sottili.
– Asciuga rapidamente.
– Durante la cottura le fibre di carta bruciano lasciando piccolissimi vuoti che rendono il pezzo più leggero e trasparente ma comunque resistente.
– Si attacca a secco semplicemente bagnandola nel punto di saldatura.
– In caso di rottura a secco è possibile restaurarla
– Si possono fare applicazioni di Paper Clay fresca su di una forma secca.
– OSX possono attaccare tra loro parti biscottate.
– Si può estruderla a filo per fare strutture forate senza problemi di rotture.
– Nella tecnica a colaggio si possono usare anche stampi di carta a perdere con i quali si ottengono effetti particolari.
– Si possono fare sculture di grandi dimensioni grazie alla sua leggerezza.
– Si possono ricoprire con l’impasto forme ed elementi naturali che restano all’interno fino ad essicamento e bruceranno durante la cottura.
– Si possono smaltare le ceramiche a secco e quindi fare una monocottura invece di passare dallo stadio intermedio del biscotto.
Le argille impiegate con la tecnica a Paper Clay non perdono le loro caratteristiche precedenti d’appartenenza, quindi anche la cottura non varia a livello di temperatura. Tuttavia i risultati più brillanti si ottengono probabilmente usando la porcellana. Con questo materiale si potranno sfruttare al massimo i principali vantaggi della paper clay: sottigliezza e trasparenza.
La lavorazione a Paper Clay ha tuttavia alcune limitazioni e problematiche quali:
– Il vuoto lasciato dalla cellulosa, dopo la cottura, genera una maggiore porosità del pezzo che provoca una maggiore fragilità.
– La cellulosa dispersa nell’argilla col tempo si decompone scurendo ed emanando un cattivo odore. La decomposizione è più o meno veloce in ragione della temperatura ambientale; per ovviare basta aggiungere un cucchiaino di candeggina ma non bisogna lasciar avanzare troppo il processo altrimenti l’impasto perde le sue caratteristiche perchè le fibre di cellulosa decomposte diventano inservibili. Un altro sistema per rallentare la decomposizione è conservare l’impasto al fresco o addirittura in frigorifero.
CENNI STORICI
La Paper Clay non è il primo esempio di mescola all’argilla di altri materiali.
Nei secoli, per motivi pratici, sono stati aggiunti all’argilla i seguenti materiali:
– paglia, impiegata dai Fenici nella fabbricazione di mattoni.
– sabbia e graniglie inerti (chamotte) per realizzare grandi forme.
Tuttavia l’introduzione di materiali diversi a scopo puramente artistico, in particolare della cellulosa, è abbastanza recente.
In Italia il primo a importare questa tecnica è stato Antonio Cimatti, famoso ceramista faentino. Egli narra che, nel 1992, si recò in Giappone dove venne a conoscenza di alcune esperienze di Origami fatto con fogli di pasta di carta e porcellana dal Prof. Yasuo Ohhashi. Sempre secondo Cimatti, i primi esperimenti probabilmente sono da rintracciare in questo articolo: di Farrow, C., (1987) Paper/Clay, Artists Newsletter, United Kingdom, April, 20. All’estero intanto si stava diffondendo questa tecnica ad opera di alcuni appassionati ceramisti, come ad esempio la statunitense Rebecca Hutchinson e Rosette Gault, ed ora è particolarmente usata in ambito Anglosassone, Statunitense ed Orientale.
TECNOLOGIA DELLA PAPER CLAY
Come funziona la Paper Clay? Di fatto le fibre di cellulosa, piccolissimi tubicini vuoti che hanno una lunghezza media entro 4 – 5 mm, formano nell’argilla una rete che lega l’argilla stessa con una specie d’armatura continua simile a quella del ferro nel cemento armato. Una volta cotta queste fibre, che ci aiutano nella modellazione e ci permettono spessori molto sottili, bruciano lasciano una rete di canalini vuoti che strutturano l’oggetto internamente, donandogli maggiore leggerezza e trasparenza.
Ecco perchè le argille più adatte per la tecnica Paper Clay sono il Grés e la Porcellana: la maggiore porosità dopo cottura è qui compensata dalla vetrificazione dell’argilla.
Ogni tipo di carta in teoria va bene per ottenere la cellulosa, ma dobbiamo preferire quelle che possiedono grande facilità di dissoluzione in acqua.
Se usiamo carte stampate o riciclate, come quelle da giornali o riviste, occorre soprattutto controllare l’eventuale presenza di film plastici, inchiostri, colla, che possono creare effetti indesiderati. Meglio quindi orientarsi sulla carta igienica bianca, che non contiene inchiostri e si sfalda molto facilmente.
Per produrre l’impasto di Paper Clay è necessario avere un trapano e una punta per la frantumazione della carta e la miscelazione con l’argilla (vanno bene quelle per mescolare le vernici). Per piccole quantità va benissimo una frusta elettrica o un miscelatore a immersione in acciaio.
FORMULA
La quantità di pasta di carta inseribile nell’argilla è molto variabile e dipende molto dal tipo di argilla e dal risultato che si vuole ottenere. Per porcellana di Limoges o Bone China consiglio di usare il 2 o il 3% di carta (pesata a secco, così come la porcellana) per realizzare oggetti sottili.
Maggiore è lo spessore dei vostri pezzi e maggiore dovrà essere la percentuale di carta da inserire nell’impasto. Si deve tener presente però che un’alta percentuale di carta comporta una maggiore forza ed elasticità a secco ma per contro una minore plasticità dell’impasto ed un’eccessiva porosità dopo la cottura.
PROCEDIMENTO TIPO
Mettere la carta scelta e già ridotta a strisce in un secchio di plastica con molta acqua calda.
Attendere in ragione del tipo di carta per permettere l’assorbimento dell’acqua e agitare velocemente e lungamente con una frusta o elica applicata ad un trapano.
A questo punto avverrà la dispersione delle fibre in flocculi.
Filtrare la cellulosa dall’acqua per mezzo di un setaccio e strizzarla leggermente come fosse una ricotta. Ripetere l’operazione due o tre volte finchè la polpa di cellulosa appare come una nuvola leggera e soffice. Evitare di strizzare forte, basta far perdere il grosso dell’acqua.
Intanto fate sciogliere la vostra argilla tagliata a pezzetti con un po’ di acqua, magari iniziando il procedimento quando cominciate quello di ammollamento della carta, in modo che l’argilla in forma plastica abbia tempo di ammorbidirsi. Volendo si può usare della porcellana da colaggio già pronta in polvere.
Cominciate ad ammorbidire l’argilla con il miscelatore, poi mescolate la cellulosa all’argilla, sempre mescolando con la frusta facendo attenzione a non introdurre bolle d’aria.
A questo punto avrete una Paper Clay morbida e cremosa che potete usare direttamente con pennello o spatola o parzialmente asciugare su di una forma assorbente (tipo asse di legno o lastra di gesso) per ottenere un panetto. Se usate la porcellana, diluendola maggiormente, con un po’ di deflocculante al 2-3%, otterrete la Paper Clay da colaggio ma dovrete fare attenzione al materiale di partenza. Informatevi presso il produttore o l’importatore per sapere se occorrono particolari precauzioni per trasformare quel tipo di porcellana plastica in porcellana da colaggio. Questo indipendentemente dal fatto che la si usi per realizzare la Paper Clay: se non si seguono le istruzioni si rischia infatti di andare incontro a rotture durante la cottura. Solitamente per la porcellana di Limoges non ci sono problemi e basta aggiungere un po’ di deflocculante o silicato di sodio.
STABILITA’ E CONSERVAZIONE
Come detto in precedenza, una volta preparata la paper clay si deve fare attenzione alla deperibilità della cellulosa. Meglio conservare l’impasto al fresco.
Si può ovviare a questo introducendo all’impasto dei conservanti anche di tipo alimentare che ne rallentano la decomposizione. Nel caso sia già iniziata, basterà aggiungere un cucchiaino di candeggina e mescolare bene.
Una volta essiccata e mantenuta all’asciutto, la Paper Clay è conservabile all’infinito.
Per riutilizzarla basterà inumidire bene la superficie e rimescolare.
IMPASTI PRONTI DI PAPER CLAY
Vi sono diverse aziende estere che producono Paper Clay già pronta e alcuni importatori la rendono disponibile anche in Italia; ovviamente a costi più elevati rispetto alle argille convenzionali.
Questi impasti di Paper Clay sono stabilizzati con antifermentativi e quindi non creano problemi per la conservazione ma, a mio parere, le fibre di carta sono talmente sottili che alcune lavorazioni particolari possono diventare difficoltose o addirittura impossibili.
TECNICHE REALIZZATIVE
La Paper Clay ci dà una grande libertà espressiva e ci permette di realizzare forme inusuali. Ma quali sono le principali tecniche che possono essere usate?
- La tecnica del palloncino. L’impasto morbido può essere spalmato su un palloncino facendo così assumere all’oggetto una forma semisferica. La superficie esterna può essere poi trattata in vari modi, magari aggiungendo decori realizzati a filigrana con una piccola pompetta.
- La tecnica del colaggio in stampi di cartone a perdere. Vengono realizzate forme di cartone o cartoncino millerighe che lascia la sua texture sull’oggetto una volta cotto. La caratteristica principale dei pezzi così ottenuti è che sono tutti diversi uno dall’altro e piuttosto irregolari in quanto il cartone tende a deformarsi quando viene a contatto con l’impasto umido. Si possono realizzare le forme più svariate.
- La tecnica della filigrana. Mediante un erogatore (una pompettina con serbatoio) possiamo realizzare oggetti “a filo”, estrudendo il composto dentro a forme di vario tipo o anche sopra, avendo cura di interporre un foglio di alluminio o di carta da cucina o di pellicola alimentare.
- La tecnica della lastra. Con la paper clay si possono realizzare lastre molto sottili, tagliarle e assemblarle una volta asciugate con un po’ di barbottina. Qui le possibilità sono davvero infinite…
COTTURA
Come scritto in precedenza, le caratteristiche dell’argilla usata determinano il tipo di cottura dei nostri pezzi in Paper Clay. Bisogna fare dunque riferimento alle caratteristiche tecniche dell’argilla scelta. Tuttavia sono necessari alcuni accorgimenti. Va tenuto presente che pezzi troppo sottili realizzati con porcellana potrebbero collassare nel forno a causa delle dilatazioni e restringimenti che avvengono durante la cottura. Per cuocere adeguatamente le forme rotonde sottili bisogna inserirle in ciotole di grès o refrattario contenenti allumina in sferette, che sosterrà l’oggetto permettendo comunque lo scorrimento assorbendone le dilatazioni e le contrazioni. Bisogna anche ricordare che, dopo la cottura, i pezzi subiranno una riduzione del 20% circa delle loro dimensioni originarie.
Luciana Menegazzi


grazie bellissima intervento dell’uso di questa tecnica xhe mi ata affascinando.
C.F.
Bellissima lezione, ricca di informazioni, grazie !