
Caro Nicola,
seguo di tanto in tanto l’iniziativa del vostro giornale online e dei convegni tenuti negli ultimi mesi. Me ne compiaccio anche se dissento da una impostazione,la Vostra, dominata da un retropensiero: vale a dire una indulgenza sempre incombente verso Berlusconi e la sua “eroica armata”.Una propensione assolutoria che fa ombra ad ogni serio discorso “liberale laico,socialista” come vi autodefinite,e ad ogni progetto o proposta politica di cui vogliate farvi promotori. Ma come si fà a parlare ancora oggi – all’indomani della solenne sberla che le urne hanno riservato ai giusti propositi del Pd di proporsi alla guida di una possibile opera di “ricostruzione” del Paese; dopo circa un ventennio di nefasta predominanza ,nello Stato,nell’apparato burocratico,nell’etica pubblica,nella Rai, etc, da parte del Cavaliere – a parlare ancora di patti ed alleanze col Pdl? Si tratta di un incontrovertibile “non senso”. 1-perche oltretutto si offrirebbe a Grillo lo spunto per un altro “rimbalzo” elettorale alle prossime non lontane elezioni;
2-perchè non si capisce davvero su quale terreno si potrebbe trovare una base d’intesa col Pdl.Tenuto conto che come sempre il Partito del Cavaliere resta legato prioritariamente al tema della Giustizia(ad personam) e scenderà appositamente in piazza il 23 prossimo.
Ed allora quale è la ragione di questa tenace benevolenza “azzurra”?
Antonio Ciampaglia – Roma
Caro Antonio,
ci conosciamo da moltissimo tempo (non lo voglio nemmeno dire, quanto…) e abbiamo condiviso esperienze politiche e professionali. Quindi, sai benissimo che se avessi una propensione per Berlusconi non la terrei segreta ma la rivendicherei, come ho sempre fatto per la nostra comune e scomoda adesione alla socialdemocrazia che ci ha accompagnato per tutta la vita. Pensalibero e tutte le altre iniziative che abbiamo intrapreso per testimoniare l’esistenza di un filone culturale laico, liberale e socialista sono talmente coerenti e disinteressate da metterci al riparo da qualsiasi accusa di fiancheggiamento a questo o a quello. Fittonate ne possiamo prendere ed errori di valutazione ancora di più. Ma ti assicuro che mai abbiamo messo la mordacchia per non disturbare. Basterebbe scorrere il nostro archivio ( abbiamo compiuto dieci anni) per scoprire una cosa evidentissima: abbiamo criticato molto Berlusconi negli anni del suo potere, e abbiamo fatto la stessa cosa con il centrosinistra quando ha governato. Senza limitarci alla critica agli uni e agli altri. Anche noi potremmo dire che le nostre proposte, da anni, sono quelle che proprio perché inascoltate hanno portato alla crisi attuale: per fare un esempio, il porcellum, la nostra oscena legge elettorale, lo combattemmo quando nacque come legge elettorale regionale, qui in Toscana, nel 2004, cioè due anni prima che venisse adottata a livello nazionale. Certo non potevamo tacere che in Toscana la porcata aveva le impronte del centrosinistra (con l’adesione del centrodestra) e che a livello nazionale le impronte le aveva lasciate il centrodestra (con la finta opposizione del centrosinistra).
Ma questo, caro Antonio, non significa che siamo equidistanti. In quanto laici e liberalsocialisti ci sentiamo e siamo di sinistra. A modo nostro, da indipendenti. Per quanto riguarda Berlusconi è vera una cosa: ci da fastidio la demonizzazione, al di la dei suoi demeriti, che ne viene fatta troppo spesso da una certa sinistra piddina incapace di formulare proposte in positivo, allo scopo di nascondere le contraddizioni identitarie che, tra l’altro, impediscono al PD di aderire al PSE (partito socialista europeo) e superare l’anomalia storica rispetto alla sinistra dei maggiori paesi d’Europa. Sarà perché ne siamo amici e fiorentini anche noi, ma il nostro è lo stesso fastidio tantissime volte denunciato da Matteo Renzi che non si stanca di invitare il suo partito ad andare oltre il mero antiberlusconismo.
L’ho fatta troppo lunga, ma è solo per il piacere che mi hai offerto di potere discutere con te. E mi farebbe un grandissimo piacere che un illustre giornalista come te onorasse delle sue riflessioni Pensalibero. Che annovera collaboratori che non nascondono mai le loro differenti valutazioni (quando le hanno) sui temi del momento.
Un grande e grato abbraccio,
Nicola Cariglia
P.S: per quanto riguarda la situazione attuale penso e ho scritto cose non originali, essendo la crisi sotto gli occhi di tutti. Ciò di cui ha bisogno l’Italia non può essere fatto dal Parlamento uscito dalle elezioni del 24 e 25 febbraio. Tre mesi per una nuova elegge elettorale sono sufficienti. Il presidente della Repubblica dovrebbe incaricare -lo dice la Costituzione- una persona capace di ottenere la fiducia. Una capacità da misurare non con la palla di vetro ma con le indicazioni dei partiti. A me non sembra inciucio un patto esplicito per sostenere un governo (a due, a tre, o a quattro) che consenta di approvare una nuova legge elettorale per andare immediatamente al voto. Sarebbe invece inciucio, dei peggiori, adottare il principio secondo cui “si fa ma non si dice”.

Ottima risposta, direttore. Hai fatto bene a ricordare il precedente toscano:
Quando ci sono state da fare porcherie PD e berlusconiani hanno trovato l’accordo. Sono stati complici delle peggiori decisioni: come quella del progetto criminale della alta velocità, con il costoso, dannoso, pericoloso, scandaloso megatunnel sotto Firenze. Ora vedremo se i grllini da una parte,
e/o un ripensamento dei due mandanti dall’altra, porteranno ad utilizzare criteri diversi: quelli della compatibilità ambientale, che governi e amministrazioni oneste dovrebbero volere e sapere imporre anche – e soprattutto – nella realizzazione dele grosse opere pubbliche
Al Sig. Antonio Ciampaglia, con stima!
Siamo alle solite: questi Compagni pd (ex,ex,ex) sono ancora convinti di esser riusciti ad attrarre nella loro orbita i veri e seri socialisti, solo perchè una parte di questi ultimi ha aderito al PD. Ma siamo proprio sicuri che i “vecchi ” socialisti abbiano dimenticato in che modo è stato tolto di mezzo dal panorama politico il partito socialista?? Qualcuno conserva ancora buona memoria di quelli che li definivano disonesti. La storia, dopo l’eliminazione del psi, ha dimostrato che le varie sigle precedenti il PD, non hanno certo brillato di onestà, come tutti sanno. E poi, alla fine, non capisco la questione della superiorità di tale partito (PD), e lo scarso rispetto di qualsiasi altro ideale politico, come se non esistesse nella testa di ogni uomo una normale intelligenza ed una esperienza di vita che può permettersi di non esser d’accordo con la loro dottrina. Il rispetto per ogni uomo e per ogni suo ideale dovrebbe far riflettere che ogni partito è formato da uomini con proprie idee ed esperienze e guai mancar di rispetto o anche costruire teoremi strani per distruggere l’avversario politico. Altrimenti addio democrazia! Storia docet…