• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Caro Orsini ti scrivo

Caro professor Orsini, ho letto il suo ragionamento sulla presunta superiorità morale dell’Iran rispetto a Israele e alle democrazie occidentali. Capisco l’intento provocatorio: mettere in discussione il senso comune può essere utile. Ma il problema non è la provocazione; è la fragilità dell’argomento. Lei costruisce tutto il suo giudizio morale attorno a una cifra ripetuta ossessivamente: 30.000 bambini. Una tragedia, se fosse confermata, che qualunque coscienza civile deve guardare con orrore. Ma trasformare un numero – peraltro non verificabile in modo indipendente durante una guerra – nel fondamento di una gerarchia morale tra Stati è una semplificazione che non regge a un’analisi seria.

di Nico Kir | 9 Marzo 2026
Il professor Alessandro Orsini

Caro professor Orsini,

ho letto il suo ragionamento sulla presunta superiorità morale dell’Iran rispetto a Israele e alle democrazie occidentali. Capisco l’intento provocatorio: mettere in discussione il senso comune può essere utile. Ma il problema non è la provocazione; è la fragilità dell’argomento.

Lei costruisce tutto il suo giudizio morale attorno a una cifra ripetuta ossessivamente: 30.000 bambini. Una tragedia, se fosse confermata, che qualunque coscienza civile deve guardare con orrore. Ma trasformare un numero – peraltro non verificabile in modo indipendente durante una guerra – nel fondamento di una gerarchia morale tra Stati è una semplificazione che non regge a un’analisi seria. Le cifre diffuse nel dibattito pubblico provengono principalmente dal Ministero della Sanità della Striscia di Gaza, controllato da Hamas. In ogni conflitto i numeri iniziali vengono corretti, verificati, rivisti negli anni successivi. Usarli come arma retorica assoluta significa sostituire l’analisi con la propaganda emotiva.

Ma anche accettando la cifra senza discuterla, il ragionamento resta metodologicamente debole. Se la moralità di uno Stato fosse misurata esclusivamente dal numero di vittime civili in una guerra specifica, allora qualsiasi dittatura non coinvolta direttamente in quel conflitto risulterebbe automaticamente più morale di qualunque democrazia impegnata militarmente. È una conclusione paradossale che rivela l’inconsistenza del criterio.

Israele non può essere ridotto alla caricatura morale che lei propone. È una democrazia con elezioni libere, pluralismo politico, stampa indipendente, magistratura autonoma e una società civile capace di criticare apertamente il proprio governo. In Israele centinaia di migliaia di cittadini scendono in piazza contro il primo ministro; i giornali lo attaccano; i giudici possono bloccare decisioni politiche. In Iran, invece, chi critica il potere rischia il carcere. Già questo basterebbe a rendere problematica la sua tesi sulla superiorità morale della teocrazia iraniana.

C’è poi il contesto strategico che nel suo ragionamento scompare completamente. Israele vive da decenni sotto minaccia militare e terrorismo. Razzi lanciati contro città, organizzazioni armate che dichiarano apertamente di voler distruggere lo Stato ebraico, attacchi deliberati contro civili. La guerra non nasce nel vuoto morale che la sua argomentazione suggerisce. Ignorare questo contesto significa amputare la realtà.

Infine c’è una dimensione storica che non dovrebbe mai essere rimossa dal discorso. Israele è nato come rifugio per un popolo perseguitato per secoli e quasi annientato nel Novecento. Questo non lo rende immune da critiche, ma rende intellettualmente superficiale qualunque tentativo di ridurre la sua esistenza a una formula polemica dentro un dibattito ideologico.

Mettere in discussione il senso comune è un esercizio utile. Ma il pensiero critico richiede rigore, fonti solide e onestà intellettuale. Quando la complessità della storia e della politica viene sostituita da uno slogan ripetuto più volte, non siamo più nel campo della scienza politica. Siamo nel campo della retorica. E la retorica, per quanto efficace, non è mai un buon sostituto della realtà.

Nico Kir

Pubblicato in : Editoriale, Esteri

Info Nico Kir

Nico Kir è un collaboratore ed editorialista di Pensalibero.it.
“Mi chiamo Niccolò Kirschenbaum, sono nato a Siena nel 1983 da padre israeliano e made italiana. Sono laureato in storia dell’arte, sono un fotografo ho pubblicato con Crodbokkd ed esposto a Milano alla Tadini, ho all’attivo diverse personali e pubblicazioni. La mia ricerca in fotografia intreccia memoria personale, identità ebraica ed esperienza contemporanea, muovendomi tra intimità e conflitto. Appassionato di letteratura europea del 900”.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti