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Caro Euro quanto ci costi

di Fabrizio Binacchi | 8 Novembre 2015

La politica non ha governato nei primi tempi delicati il passaggio di valuta e adesso ci troviamo con francobolli per buste semplici a 5000 lire e pizze da 16 mila lire. Da là partono tanti nostri guai, fino alle pensioni.

Lo vedi anche dai francobolli. Sì proprio loro quelli che attacchi sulle buste che ancora ti tocca spedire ai tempi di e-mail e whatsap. Perché c’è ancora tanta burocrazia di carta amazzonica. Diciamo tanto che dobbiamo rendere tutto digitale e poi c’è tanta burocrazia che ci chiede carta, carta, bolli, francobolli e via cartando.  Ebbene quanto ci costa l’euro lo vedi anche da un bollo che devi applicare ad una busta che pesa dai 20 ai 50 grammi, e fai presto a superare 20 grammi bastano tre fogli: 2 euro e 55. Quando avreste messo un francobollo da 5000 lire su una busta. Caro Euro quanto ci sei costato e quanto ci costi. Allora con 5000 lire ci facevi due colazioni o una pizza e birra piccola. Oggi ci fai una colazione striminzita, tipo  cappuccino e cornetto senza acqua, e nemmeno un trancio di pizza.

Ammenoché tu non sia in qualche vicolo di Firenze o Mantova di Verona o di Siena dove per miracolo, non quelli Vaticani di questi giorni, puoi trovare un trancio di margherita a un euro e mezzo o due, ma se la prendi farcita arrivi il trancio costa anche a tre. Le pizze tonde in una pizzeria arrivano anche a 10 euro, un media farcita 16 mila lire.

La politica non ha governato nei primi tempi delicati il passaggio lira euro e adesso ci troviamo, com’è successo anche all’Expo Milano 2015, con proposte di tramezzino, soft drink, e magari caffè a 9 euro e 90, che sarebbero sempre 18 mila lire.

A parte la curiosa definizione del soft drink, e cioè un goccio di bevanda leggera, se facciamo una rapido confronto arriviamo a ricordare che con 18 mila lire ci facevi un signor pranzo con antipasto, primo secondo contorno, caffè e ammazzacaffè.

Perché quella politica non ha governato il passaggio valuta lira-euro e ha lasciato che nella misurazione corrente arrivassimo empiricamente ed erroneamente conteggiare tutto nel terribile rapporto 1 euro uguale mille lire.

Da là partono molti dei nostri guai contabili ed economici familiari, fino alle pensioni.

Ancora in buona parte da spiegare è il rapporto di cambio scelto con quei decimali che hanno consentito gli arrotondamenti più imbarazzanti e scandalosi.

Quel cambio di 1 euro a 1936,27 lire sembra(va) tanto ricordare quei cartelli di saldo di fine stagione quando vuoi vendere qualcosa ed ammicchi con una cifra vicina a quella tonda che fa impressione. 19,90 non è come dire 20, 1950 non è come dire 2000, e così ci siamo cascati. Iin pochi mesi sono scomparsi tutti i decimali, quelle monetine da 1 o due centesimi ci hanno fatto subito impressione e non abbiamo capito che già un centesimo o 2 centesimi e ancor di più i 5 centesimi valevano le vecchie utilizzate 20 o cinquanta lire.

Diciamocelo: consideriamo 50 centesimi cinquanta lire ed invece sono quasi mille lire. Caro euro quanto ci costi, e quanto ci hai ristretto pensioni e stipendi visto che quelle pensioni e quegli stipendi sono la matematica operazione di divisione euro lire mentre i costi quotidiani e non quotidiani sono praticamente raddoppiati.

Gli analisti e gli studiosi ci dicono e ci diranno con fior di studi e documenti che non potevano fare altrimenti, che questa era l’unica strada, ma rimane il fatto che qualcuno della politica non ha vigilato e nel giro di qualche anno quello che si comprava con un milione di lire non si comprava più con 550 euro.

E’ un fatto, è un dato. Siamo diventati in tanti un po’ più poveri e un po’  danneggiati ma qualcuno è diventato più ricco e più favorito. Mancata vigilanza, mancato buonsenso e anche ennesima speculazione?

Pensierino finale: sarebbe un miracolo non dover pagare per un miracolo e avere un santo senza miracoli pagati.

Pubblicato in : CornerBlog, EditorialeTag: costi, euro, firenze, impressione, lira, mantova, milano, pensioni, siena

Info Fabrizio Binacchi

Fabrizio Binacchi, giornalista economico @Tg1, poi in giro per l’Italia a dirigere redazioni e sedi regionali. Ha realizzato e curato varie trasmissioni su @RaiUno e @RaiTre. Ha condotto Linea Verde finendo in acqua e su Striscia, Paperissima, Blob, facendo passare quel poco di popolarità dai palazzi della politica ai supermercati. Insegna in vari master, ha scritto tre libri e ha vissuto in sette città ma solo in due si trova a casa: Bologna e Firenze.

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