Riaperta al pubblico la Cappella Rucellai a Firenze, scrigno trecentesco che custodisce uno dei capolavori di Leon Battista Alberti: il Tempietto del Santo Sepolcro. Realizzato nel 1467, il Tempietto è la copia in scala di quello di Gerusalemme, quasi uno spot sulle imprese fiorentine alle Crociate, ed è praticamente invisibile dal 1808, quando la chiesa di San Pancrazio fu sconsacrata e l’ingresso alla Cappella fu murato aprendo un nuovo accesso da via della Spada. Sottoposta ad un lungo restauro sostenuto dalla Fondazione Marini, entra ora a far parte del percorso di visita del Museo Marino Marini, che dal 1988 occupa gli spazi di San Pancrazio. Ripristinato l’originario collegamento, la cappella sarà aperta al pubblico negli orari del museo.
Fonte ToscanaTascabile

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