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Cannabis legale meglio che illegale? Sembra di sì anche per gli adolescenti, e non solo

di Vincenzo Donvito | 30 Novembre 2020

Una domanda base della nostra vita: qualcosa che può o potrebbe farci male, è meglio che sia legale o illegale? Risposta standard: dipende da questo “qualcosa”. Il “dipende”, anche se può sembrare di buon senso, crediamo che spesso sia proprio il contrario del “buon senso”.
Facciamo alcuni esempi banali: un coltello, oltre che per tagliare a tavola/cucina, può essere utilizzato per far male ad una persona. Altrettanto per un martello, un cacciavite, una corda, una scarpa, una busta di plastica, un mattone, un qualunque oggetto contundente, un’automobile, un’altalena… insomma, tutti gli oggetti di uso quotidiano. Ciò che quasi sempre ci “impedisce” di non usarli in maniera cosiddetta impropria, è che siamo stati educati ad usarli in altro modo, per non offendere ma per servircene e renderci la vita più semplice. Educazione che presuppone una informazione e formazione sin da quando siamo infanti: mai ci verrebbe in testa di allarmarci se nostro figlio di 15 anni brandisce un coltello a tavola, allarme che invece scatterebbe se il figlio avesse pochi anni.

C’è uno studio Usa di questi giorni che ci ha fatto sapere che il consumo di cannabis, presso gli adolescenti, è calato in quegli Stati dove l’erba ad uso ricreativo è legale (1). Legale per i maggiorenni, non per gli adolescenti che, comunque, per farsi uno spinello (e da adolescenti gli spinelli si consumano…) devono continuare ad infrangere la legge. Ma, nonostante questa loro esclusione dal diritto al consumo, questi adolescenti consumano meno marijuana di quando quest’ultima era illegale.
Dove l’erba è legale, è altrettanto legale l’informazione sulla stessa, così come nei Paesi in cui l’erba non è legale si hanno informazioni su tabacco e alcool, e tagagismo ed alcolismo sono mediamente in calo negli adolescenti di questi Paesi (anche se i numeri continuano ad essere alti), mentre non è in calo il consumo di marijuana.
Si può pensare, quindi, che due aspetti della legalità della cannabis inducano gli adolescenti a consumarne meno: 1) le informazioni che circolano inducono ad essere più informati sui presunti problemi di consumo. Quando invece c’è il mercato nero, fanno solo fede i “sentito dire” di varia origine; 2) talvolta il consumo di cannabis è legato al desiderio di trasgressione, che verrebbe meno quando non si tratterebbe più di trasgressione in assoluto, ma solo “in attesa” della maggiore età (la cannabis, dove è legale, lo è sempre e solo per i maggiorenni).

Lo studio americano a cui ci riferiamo (1) è uno dei primi e ancora molto parziale, ma sicuramente fa tendenza. Non solo. Ma visto che sono sempre più gli Stati e le Nazioni dove si sta procedendo alla legalizzazione, anche gli studi, le ricerche e le analisi si svilupperanno di conseguenza (è più credibile, per esempio, una risposta per una statistica di consumo per una sostanza legale che non per una illegale) e saranno più raffinati. Ovviamente non possiamo escludere che poi vadano anche in senso contrario rispetto a questi primi risultati… ma al momento la tendenza è quella su cui stiamo ragionando.

A tutto questo, va da sé che occorre aggiungere che, siccome la marijuana – legale o meno che sia – si consuma, è meglio che ciò accada in un contesto di legalità. Con queste ricadute sugli adolescenti e non solo: i propri desideri di “sballo” che si esprimono in ambito legale e non illegale, rapporti legali con commercianti altrettanto legali invece che spacciatori, mercato nero e garanzie sanitarie affidate al sorriso del pusher.

Ovviamente questo è solo un aspetto del consumo di marijuana legato ai comportamenti individuali degli adolescenti, ché sulla materia, per chi vuole approfondire, ci sono da considerare i vantaggi della legalizzazione in ambito economico (produttori, posti di lavoro e commercio), sanitario, giustizia, lotta al grande e piccolo crimine organizzato, finanziamento del narco-mercato per i vari destabilizzatori (terroristi).


1 – https://www.aduc.it/notizia/cannabis+legale+sembra+che+induca+adolescenti_137580.php

Vincenzo Donvito, presidente Aduc

Pubblicato in : Tutela e diritti - A cura di ADUCTag: aduc, anni, buon senso, figlio, informazione, lavoro, mercato, notizia, posti di lavoro, usa

Info Vincenzo Donvito

Vincenzo Donvito, giornalista classe 1953, è fondatore ed animatore di Aduc (Associazione per i diritti degli utenti e consumatori), della quale è Presidente.

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