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Calenda al Dal Verme di Milano

Una serata di successo dove però, chi aveva sensibilità politica, poteva notare sullo sfondo le difficoltà e i problemi del centro sinistra italiano. Si notavano anche, all’occhio attento, figurette caratteristiche della Prima Repubblica.

di Giacomo Properzj | 18 Marzo 2019

Il Teatro Dal Verme, storico teatro di Milano, nel 1907, stipato all’inverosimile, accolse con enorme successo la prima in Italia de La vedova allegra di Franz Lehár: ieri, stipato quasi come allora, ha accolto per iniziativa dell’associazione Per Italia con l’Europa un dibattito tra l’ex ministro Calenda e altri autorevoli personaggi del fronte europeista italiano (Della Vedova segretario di +Europa, Beatrice Lorenzin già ministro della sanità, bravissima, Andrea Venzon del gruppo dei giovani di Volt, Paola Testori Coggi espressione diretta di Per l’Italia con l’Europa, molto preparata).

Il pubblico, raccolto attraverso il sistema porta a porta via telefono, era molto omogeneo e la gran parte sembrava conoscersi tra di loro. Larghi applausi per Calenda il quale però non ha nascosto nel suo intervento di essere irritato. Tutto l’intervento appunto è stato dedicato al fatto che la classe dirigente politica democratica italiana e i governi precedenti all’attuale non avevano saputo fermare il nazional sovranismo che ha conquistato la maggioranza di governo e il distacco della classe dirigente dai reali problemi dei cittadini impoveriti sopratutto nel medio ceto. Calenda, che non si è trattenuto dal definire l’Italia un paese di merda, ha terminato dichiarando che non si riusciva neanche a fare una lista unitaria per combattere il sovranismo dilagante.

Non tutti applaudivano in particolare Della Vedova che sostiene con +Europa la formazione di una lista alternativa rispetto al listone che sarebbe egemonizzato dal PD.

Insomma una serata di successo dove però, chi aveva sensibilità politica, poteva notare sullo sfondo le difficoltà e i problemi del centro sinistra italiano. Si notavano anche, all’occhio attento, figurette caratteristiche della Prima Repubblica che si insinuavano nelle prime file della sala con l’obbiettivo di mettersi in luce eventualmente per qualche candidatura o incarico. Gli amici di Per l’Italia con l’Europa sono diffidenti dei partiti con cui non vogliono avere somiglianze ma la politica non è eliminabile e più la si respinge e peggio si presenta perché non si può eliminare quello che la Storia ha sempre confermato cioè la nascita, la vita e, talvolta, anche la morte dei partiti ma essi esisteranno sempre come dimostra persino l’agglomerato di idioti seguaci del comico Grillo.

A Roma nelle prossime settimane seguiranno incontri frenetici per valutare la possibilità di costituire una lista unitaria o più liste combattenti alla ricerca di superare il 4%. La Bonino, che ha idee chiare e ben radicate, vuole dar vita a un partito di opposizione alternativo al Partito Democratico che ha dimostrato nel corso degli ultimi anni di non essere in grado di resistere alla pressione sovranista: marciare divisi, colpire uniti.

Non è semplice perché la gente, a cominciare dalla folla del Dal Verme, non ha la pazienza necessaria per una lotta che sarà lunga e dura e pensa solo ai traguardi elettorali come a una corsa a ostacoli per cavalli dove gli elettori puntano su questo o quel puledro senza pensare al domani e sopratutto al dopodomani. Calenda ha ragione nel definire con la parola di Cambronne il nostro disgraziato Paese. La folla del Teatro Dal Verme corrisponderà nelle urne o saremo, come al solito, sempre più isolati nella cerchia dei navigli?

Giacomo Properzj

Pubblicato in : Primo pianoTag: anni, centro sinistra, classe dirigente, espressione, europa, giovani, governo, italia, milano, opposizione, partito democratico, pd, personaggi, prima repubblica, repubblica, roma, sanità

Info Giacomo Properzj

Giacomo Properzj Incisa Beccaria di Santo Stefano è un politico, imprenditore e giornalista italiano. E’ stato sindaco di Segrate (Milano 2 agli albori dell’avvento del quartiere residenziale realizzato dall’Edilnord di Silvio Berlusconi) e Presidente della Provincia di Milano per il Partito Repubblicano Italiano. Dirigente delle Federazioni milanese e provinciale del PRI è stato anche presidente di AEM (l’azienda elettrica municipalizzata di Milano) e di ATM (l’azienda dei trasporti pubblici del milanese).

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