Adriano Olivetti nasce nel 1901 ad Ivrea.
Ricordate? “Ivrea la bella che le rosse torri / specchia sognando a la cerulea Dora / nel largo seno, fosca intorno è l’ombra / di Re Arduino …”.
Dai suoi scritti – è stato un grande imprenditore, come sapete, di singolare e profonda cultura – torno a proporvi, cari Amici, un estratto del Discorso di Natale ai lavoratori di Ivrea pronunciato a Ivrea, nel “nobile Piemonte”, il 24 dicembre 1955 (1955!).
“… in questi ultimi anni, con le nostre consociate, il nome di OLIVETTI è diventato una bandiera che onora il lavoro italiano nel mondo…
Uno scopo solo: assicurare a questa fabbrica e a chi vi lavora più sicurezza, più libertà, più benessere …
E voglio anche ricordare come in questa fabbrica in questi anni non abbiamo mai chiesto a nessuno a quale fede religiosa credesse, in quale partito militasse o ancora da quale regione d’Italia egli e la sua famiglia provenissero …
Organizzando le biblioteche, le borse di studio e i corsi di molta natura in una misura che nessuna fabbrica ha mai operato abbiamo voluto indicare la nostra fede nella virtù liberatrice della cultura, affinché i lavoratori, ancora troppo sacrificati da mille difficoltà, superassero giorno per giorno una inferiorità di cui è colpevole la società italiana. Anche gli istruttori e i maestri e i giovani del nostro Centro Formazione Meccanici sanno che importa costruire degli uomini, forgiare dei caratteri senza i quali è vana e istruzione e cultura, perché il volto degli uomini onesti è così importante come il nodo divino che annoda tutte le cose del mondo …
Ed è altrettanto importante adoperarsi per far si che la potenza e i poteri della fabbrica siano rivolti oltre che ai fini del vostro benessere, al civile progresso dei luoghi ove siete nati e in cui vivete … perciò io credo – anche – in una società rinnovata; che esalti e non opprima, che riconosca e non disprezzi, che accetti e non respinga l’ordine umano e divino che risplende nella verità, nell’arte, nella giustizia e sopra ogni altra cosa nella tolleranza e nell’amore …
In questo periodo il desiderio di rinnovamento e di salvezza raggiunge una più grande intensità; e la luce di un’epoca nuova per un ordine più giusto e più umano si accende come una fiamma che c’è stata consegnata e che bisogna alimentare e proteggere, perché le speranze dei nostri figli non vadano deluse”.
Adriano Olivetti, DISCORSO PER IL NATALE, Edizioni di Comunità
Allegate due immagini: la Pieve di Santa Maria a Dicomano, ricordata già nel 1100, e la Natività di Cosimo Giamberucci (1695) custodita nella Pieve stessa: nella cornice lo stemma di Ercole Dalle Pozze, Signore di quei luoghi.
Adalberto Scarlino



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