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Buon compleanno Presidente Emerito!

Giuliano Amato ricorda giustamente che grazie a Giorgio Napolitano  si aprì  la prospettiva di un innesto   dello stesso partito comunista nel grande  filone del socialismo europeo. “Fu una prospettiva  – ha scritto il presidente emerito della Corte Costituzionale – per affermare la quale il “migliorista” Napolitano subì diverse sconfitte, e tuttavia fu lui a renderla concreta promuovendo l’ingresso di Altiero Spinelli nel primo Parlamento Europeo eletto dai cittadini, come indipendente nella lista del Pci. Il patrimonio culturale del riformismo veniva così legato all’ideale europeo e su questo legame Napolitano avrebbe costruito tutto il suo percorso successivo” .

di Marco Mayer | 29 Giugno 2023

Gli auguri formulati da Giuliano Amato http://www.radioradicale.it/scheda/702341/tra-giorgio-napolitano-e-vladimir-putin-intervista-a-giuliano-amato.  

a Giorgio Napolitano per il  suo 98° compleanno mi hanno profondamente emozionato e coinvolto. 

Per più di un decennio per me (e per il mio maestro di politica,  Gianfranco Bartolini, stimatissimo presidente della Regione Toscana https://www.regione.toscana.it/-/gianfranco-bartolini)  le posizioni di  Giorgio Napolitano sono stato il punto di riferimento costante. 

 Amato ricorda giustamente che grazie a Napolitano  si aprì  la prospettiva di un innesto   dello stesso partito comunista nel grande  filone del socialismo europeo. “Fu una prospettiva  – ha scritto il presidente emerito della Corte Costituzionale – 

https://www.repubblica.it/cultura/2023/06/28/news/giorgio_napolitano_compie_98_anni_faro_riformismo_europeo-406019963/

per affermare la quale il “migliorista” Napolitano subì diverse sconfitte, e tuttavia fu lui a renderla concreta promuovendo l’ingresso di Altiero Spinelli nel primo Parlamento Europeo eletto dai cittadini, come indipendente nella lista del Pci. Il patrimonio culturale del riformismo veniva così legato all’ideale europeo e su questo legame Napolitano avrebbe costruito tutto il suo percorso successivo” .

Io fui particolarmente contento della decisione di candidare  Altiero Spinelli anche perché quella scelta europeista rievocava  la mia primissima  precoce miltanza politica nel 1967/68  nel Movimento Federalista Europeo di Firenze. 

Per me  fu una garanzia di grande significato   che  nel 1976 Spinelli venisse  eletto deputato come indipendente nelle file del PCI e tre anni dopo (10 giugno del 1979) membro del primo Parlamento  Europeo a elezione diretta. 

A tanti anni distanza mi é ancora difficile spiegare perché le posizioni riformiste di Napolitano e di altri esponenti del PCI (Gerardo Chiaromonte, Emanuele Macaluso, Luciano Lama, Nilde Jotti, ecc. )  fossero così fortemente osteggiate nel partito. Ricordo  che la componente riformista era oggetto di attacchi velenosi della stampa di partito  (penso alle tante vignette e agli acidi corsivi  che l’Unità dedicava ai “miglioristi”). 

Sulla emarginazione della componente del PCI ha pesato certamente il cosiddetto “partito di Repubblica” per cui Bettino Craxi era il nemico numero uno, anche quando le posizioni del PSI erano condivisibili. 

Ma penso che il punto cruciale della demonizzazione dei riformisti fosse identitario. Nella maggioranza drgli iscritti del  retroterra  comunista era rimasta l’idea quasi religiosa di appartenere ad una comunità diversa e per certi aspetti superiore ai cittadini comuni.

Al pragmatismo persino eccessivo dei comportamenti parlamentari corrispondeva, infatti,  un senso -scarsamente laico – dell’ “appartenenza”. A questo proposito non a caso i più “feroci”  avversari dei miglioristi erano  gli iscritti al partito che avevano una duplice identità: erano comunisti e cattolici.  Non é la prima volta che in  politica la dimensione della fede produce  miopia ideologica e integralismo. 

Il fattore identitario é a mio avviso quello  che spiega più di ogni altro  le sconfitte di Giorgio Napolitano (che anche io nel mio piccolo ho vissuto  in diretta perché tra il il 1979 e il 1982 ero capogruppo del PCI in Toscana e successivamente Assessore Regionale) .  

Devo dire che all’epoca non mi resi conto che questo attaccamento identitario fosse  cosi diffuso: rimasi assolutamente sorpreso (e deluso)   dopo la Bolognina quando nel PCI scoppiò un drammatico psicodramma per il cambiamento di nome. 

Gli iscritti e i  militanti del PCI   erano molto più attaccati a bandiere, simboli e credenze di quando mi ero immaginato. L’esempio più banale era un aggettivo: partito riformatore era consentito, partito riformista no, era un termine impronunciabile,  era bandito, era come pronunciare una bestemmia. 

Per queste grandi difficoltà dobbiamo ringraziare tantissimo Giorgio Napolitano nel giorno del suo compleanno (e insieme a lui  minoranza combattiva che era vicino  alle sue posizioni): il Presidente Napolitano é stato un grande e coraggioso anticipatore  e dobbiamo essergli grati per  aver ancorato la sinistra italiana al riformismo, all’europeismo e al mondo libero delle democrazie, 

 senza se e senza ma. 

Marco Mayer   

Pubblicato in : EditorialeTag: anni, bettino craxi, corte costituzionale, craxi, firenze, giorgio napolitano, giuliano amato, intervista, macaluso, mondo, movimento, napolitano, parlamento, psi, putin, repubblica, riformismo, sinistra italiana, socialismo, toscana

Info Marco Mayer

Nell’arco degli ultimi trenta anni Marco Mayer ha svolto un’ intensa attività in campo internazionale, ricoprendo una molteplicità di ruoli : dalle relazioni commerciali alla promozione del Made in Italy, dalle operazioni civili e militari di pace alle attività di ricostruzione e riconciliazione post/conflitto; dall’emergenza umanitaria alla cooperazione allo sviluppo . Nell’ultimo decennio Marco Mayer, a lungo negli anni Ottanta Assessore alla Cultura della Regione Toscana, ha messo a frutto la sua esperienza sul campo, dedicandosi prevalentemente alla ricerca ed all’insegnamento universitario presso l’Università di Firenze dove insegna “Politica Internazionale” Dal 2003 insegna, inoltre, “Responsibility to Protect” and Post Conflict Management al Master “Human Rights and Genocide Studies” , promosso dall’Università di Siena, Kingston University – Londra , Collegium Civitas – Varsavia, Universität Viadrina – Francoforte. . Dal 2011 partecipa, infine, al programma di ricerca “Global Governance Programme” promosso dal Robert Schuman Centre for Advanced Studies dell’Istituto Universitario Europeo di Fiesole.

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