Armi e bagagli per lo scorso fine settimana da mamma. Lungo le scale incontro la mia vicina. Una vera single: di quelle che non portano mai due volte a letto lo stesso uomo. Claudicante (in minigonna), era sostenuta dal suo praticante di studio (si era slogata una caviglia). Espletati i convenevoli, li ho lasciati mentre chiudevano la porta alle loro spalle (il praticante avrà di fronte dello straordinario). La invidio. Io da single ho spesso sbracato bissando (me lo sono riportato a letto). Delle volte sono arrivata alla cinquina (comunque mai alla tombola! Quella mai).
Il sabato si è concluso con le telefonate di due ex (neanche si fossero accordati).
Prima l’“ex-tutto”, con cui ho convissuto qualche mese (in modo complicato): uno insopportabile, antipatico, intelligente, sgobbone e molto in carriera. Siccome, credo, che le ultime tre fossero caratteristiche in comune, a stonare erano le prime due. Non è andata, e siamo passati all’amicizia. Ben presto, è diventato anche un amante (quindi ex-ragazzo, ex-amico) a causa di alcune cessioni (random) alla mera carnalità (senza impegno). Sabato mi chiedeva se il prossimo fine settimana fossi stata libera di raggiungerlo a Londra. Ho declinato e spiegato che sono stabilmente quasi-fidanzata. Adesso, è pure diventato un ex-amante. Chissà cosa sarà (di “ex”) domani.
In serata, mi ha (poi) chiamato Mr Banalità: colui il quale “riempiva” la mia scorsa estate. È lui che mi ha fatto venire (nuovamente) voglia di essere single (e che, indirettamente, mi ha spinto a ciarlare su FB). Era di questi tempi, lo scorso luglio, quando lo salutavo per imbarcarmi per una crociera in Corsica. L’avventura amorosa che poi è capitata, ha certificato non solo la fine di quel rapporto, ma pure la sua inutilità. Ci si lamenta delle follie che si fanno, in quel caso, mi sono lamentata dell’estrema ordinarietà della scelta. Comunque (dai), al telefono è stato carino, gentile, banale (come allora).
Dalla mamma, il piacevole fine settimana è stato tra donne: zia Cristina (accaldata), mia madre abbronzatissima (dopo tre settimane di spiaggia), la loro amica (ed ospite) Lucia. Dopo quelle telefonate (ovviamente) abbiamo parlato di ex. Mia madre ne ha approfittato per rimproverarmi (di nuovo) di avere lasciato Mr Banalità (“era tanto un bravo ragazzo”), ed io le ho fatto notare la cellulite sulle cosce (3-1 per me, così impara).
Da oggi, in Sicilia per lavoro: un altro universo rispetto alla settimana scorsa nel mezzo dell’Europa continentale. Sono accompagnata da un gentilissimo ingegnere sulla quarantina. Molto galante (direbbe mia madre): dal baciamano all’apertura delle porte. Dietro di sé ha una terra che vuole rappresentare al meglio. Sa che dal finestrino dell’auto di servizio si scorgono, di quando in quando: della sporcizia, palazzoni abusivi lungo costa, carriole a tre ruote cariche di frutta e poveri cristiani accaldati, periferie sgarrupate ed abbandonate. Poi, saltano fuori paesaggi carchi di dura armonia, mare blu, cielo profondo sopra campi di grano, frutteti e vallate di roccia. Una terra meravigliosa e impolverata. Quando ti aprono la porta e le scarpe lucide si appoggiano sulla pietra bianca, ti vedi più bella di quella che sei, più elegante di quella che sei, più donna di quella sei. Vedi lontano un camion che mercanteggia verdure, un vecchio in canottiera che ti guarda in cerca di una cliente. Ti fa sentire una privilegiata alzandosi il cappello. Sembra che tutto sia fatto per esaltare e lusingare. Sei una dea venuta in una terra che desidera darsi. È uno di quei pochi luoghi al mondo, in cui essere ospite, e forestiera, rappresenta un privilegio. L’ambulante vuole servirti in cambio di uno spicciolo. Il tuo autista-ingegnere ti lusinga con le sue maniere e vuole farsi capire: è lì per servirti. Ma se te lo portassi a letto, probabilmente, si lancerebbe in cento rituali per sottometterti (perché sei “fimmina”), ma sarebbe solo il rovescio delle stessa medaglia: una cultura millenaria che esalta oltre ogni buon senso: la tua superiorità gerarchica, la tua inferiorità femminile, domani, la tua superiorità materna, tutto insieme, tutto esageratamente. Senza un progetto preciso di lungo termine, se si esclude il più semplice: vivi ora. Vivi tanto. Tra gentilezza, arroganza, possessività, galanteria, supponenza, cortesia, disordine, bellezza e passione, questo è il Mediterraneo siculo. Così, infondo, ne scriveva Goethe.

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