
San Paolo – I manifesti elettorali, che riempiono e sporcano le strade della città, annunciavano l’arrivo del giorno delle votazioni. A San Paolo, la maggiore metropoli dell’America Latina, si evidenzia la capacità di influenzare non solo le elezioni municipali di quest’anno, ma anche le elezioni nazionali previste tra due anni.
Sul podio, dopo la prima votazione, ci sono Nunes e Boulos, simboli della sfida tra la destra di Bolsonaro e la sinistra di Lula. Dopo lo scrutinio, la vittoria conferma Ricardo Nunes (con il 59,25% dei voti validi contro il 40,65% di Boulos) come sindaco della città più ricca del Sud America.
Nunes è in carica da tre anni; era vicesindaco di Bruno Covas, scomparso a causa di un tumore aggressivo. Negli ultimi anni, Ricardo è stato duramente criticato, risultando, almeno in teoria, quasi sconosciuto a gran parte della città. Durante il suo governo, innumerevoli casi di corruzione e una possibile relazione con il crimine organizzato hanno suscitato una certa insicurezza sul futuro. Ma perché ha vinto lui? La risposta può arrivare dall’opposizione.
Guilherme Boulos era nella corsa elettorale per la seconda volta. Figlio di due medici, ha scelto di vivere nella periferia e di lottare insieme ai movimenti sociali per garantire una casa alle famiglie meno abbienti. L’opposizione lo accusa di essere un “invasore”, associando il movimento dei senzatetto all’occupazione abusiva di proprietà.
Questa pecca ha reso difficile per Boulos crescere nei sondaggi. La propaganda di Nunes ha puntato a costruire l’immagine di Boulos come un ‘cattivo’, ritraendolo come un candidato che potrebbe rappresentare un pericolo per la città e per la proprietà privata.
Il timore e la fantasia propagandistica hanno nascosto, o messo in secondo piano, i veri problemi della città. Un numero considerevole di elettori ha scelto di non votare, con un’astensione al 30%, un dato allarmante.
San Paolo ha vissuto momenti di grande difficoltà negli ultimi 15 giorni: almeno 3 milioni di persone sono rimaste senza elettricità a causa di un guasto dovuto a una forte tempesta che ha attraversato la città, evento che è diventato un vero scandalo. Il blackout è durato più di 3 giorni, e almeno 50 mila persone sono ancora oggi senza corrente elettrica.
La colpa? Difficile attribuirla a un solo responsabile, ma tutti concordano sul fatto che ENEL, azienda italiana responsabile della concessione pubblica a San Paolo, abbia una grande parte della responsabilità. L’ENEL offre un servizio costoso e di pessima qualità, ma sarebbe un errore dire che è l’unica colpevole.
La prefettura di San Paolo ha l’obbligo di fare la manutenzione del verde urbano, ma non ha adempiuto a questo compito. Secondo i dati, più di 7 mila richieste di potatura sono state presentate, ma meno di mille sono state eseguite dall’amministrazione pubblica. La maggior parte delle interruzioni di corrente è stata causata dalla caduta di alberi.
Il sindaco Ricardo Nunes non si assume la responsabilità e attribuisce tutta la colpa a ENEL. Tuttavia, non è la prima volta che accade: a novembre dell’anno scorso, oltre 2 milioni di persone hanno vissuto la stessa situazione. All’epoca, il sindaco era impegnato in un evento di Formula 1 in Brasile e sembra non aver fatto nulla per cambiare le cose.
È innegabile che l’elezione nella maggiore metropoli dell’America Latina possa influenzare il futuro del Brasile. Si tratta di una città con più di 46 milioni di abitanti e capitale dello stato più ricco del paese, ma la ricchezza della produzione industriale della città contrasta con la povertà assoluta in cui vive una grande parte della popolazione.
Secondo le informazioni della prefettura, a marzo 2023 più di 792 mila famiglie vivevano in condizioni di povertà, con un reddito mensile pro capite inferiore a 105 reais, cioè 17 euro per persona al mese. A questo si aggiungono oltre 80 mila persone senza fissa dimora, che vivono per le strade della città più ricca del Brasile. Una grave crisi abitativa che fa parte del quotidiano e del paesaggio di San Paolo sin dall’inizio dell’ultimo secolo.
Durante la campagna elettorale si è detto poco sulle proposte per cambiare il futuro della città. Nunes, durante i dibattiti, sembrava distante dai problemi della città e questo potrebbe rappresentare un vero rischio per i prossimi quattro anni.
LA NUOVA DESTRA NASCE, LA SINISTRA DEVE RIPENSARE LA STRADA
Nunes era appoggiato da Bolsonaro e Tarcísio, governatore dello stato di San Paolo, ma si può dire che Bolsonaro abbia avuto poca influenza nella rielezione del sindaco di San Paolo. Al contrario, è corretto affermare che la destra, senza Bolsonaro, è rinata.
Nel contesto nazionale, il PL, partito dell’ex presidente, ha perso nelle grandi città. Ad esempio, a Fortaleza, capoluogo del Ceará, Evandro Leitão, del PT di Lula, ha sconfitto André Fernandes, del PL, con una differenza inferiore all’1%, segno che l’estremismo di Bolsonaro ha ormai perso terreno, anche nella destra.
Per la sinistra rimane più di una lezione, una missione: creare nuovi leader, figure capaci di parlare del mondo del futuro e di rispondere alle necessità della società contemporanea. È importante essere indipendenti dalla figura di Lula, ma imparare da lui. Per vincere è urgente comunicare con chi è al di là del muro.
Boulos ha dichiarato dopo la sconfitta: “Non farei un discorso da sconfitto, perché abbiamo riconquistato la dignità della sinistra”. Resta da capire come ricostruire la capacità di coalizione. Boulos potrà essere il nuovo volto della sinistra? Solo il futuro lo dirà.

Lascia un commento