Con la decisione di non partecipare al Festival di Cannes ( dove avrebbe dovuto rappresentare il governo italiano ), per protesta contro il film “documentario”sul terremoto dell’Aquila , il berlusconiano ministro Sandro Bondi ha trovato il modo di ottenere insieme due risultati : scontrarsi con l’omologo francese Jack Lang e con
il governo Sarkozy ( e fin qui, verrebbe da dire, fatti suoi; anzi, loro ) ; fare propaganda, grossa e gratis , a Sabina Guzzanti, la regista del “documentario” ( e qui, viene da dire, fatti di straordinaria berlusconaggine ) .
Lei , la Sabina , interessata e sguaiata, faziosa e rumorosa, già gongola prevedendo incassi : il mio film – declama – è una riflessione “sulla deriva autoritaria che sta prendendo questo Paese “ ; che poi sarebbe il nostro e , ahimè, il suo Paese.
Ha ragione Pasquale Squitieri , che ricorda :” quando è uscito “Fahrenheit 9/11 “ di Michael Moore sono andato a vederlo, poi ho scritto un articolo per spiegare i motivi per cui non lo condividevo; ritenevo che quegli stessi materiali, montati diversamente, avrebbero fatto apparire Bush come un eroe “ . E aggiunge : se e si è uomini di cultura, bisogna esser disposti a leggere e a vedere tutto ; e non si può dire , per esempio , “ il Mein Kampf io non lo leggo “ . Perché, per rigettarlo, bisogna conoscerlo.
Ben detto .
E, al ministro, i nostri complimenti. Per fare un piacere a una Guzzanti , di (questa)
sinistra, ci voleva proprio un Bondi , di (questa) destra: un’aquila.
Adalberto Scarlino

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