Toccasse a me, ci sarebbero in permanenza una decina di poliziotti e carabinieri in via Arenula, a Roma. La loro consegna, rigidissima, impedire di avvicinarsi alla sede del Ministero di Grazia e Giustizia, all’avvocato Alfonso Bonafede, ai suoi collaboratori stretti, a quelli che si sono dimessi, a quelli che lui ha dimesso, ed ancora più a quelli che avrebbe dovuto nominare ma che poi non ha nominato avendo legittimamente cambiato idea. E’ l’unico modo di impedire che l’avvocato, onorevole e ministro di Grazia e Giustizia porti a compimento il suo lucido piano di demolire i principi di civiltà, umanità e buonsenso che dovrebbero ispirare chiunque pretenda di agire in nome del popolo italiano. Grazie al ministro Bonafede, la dea bendata che un tempo recava in una mano la bilancia e nell’altra la spada ha smarrito benda e bilancia, cioè imparzialità ed equilibrio, per mostrare agli smarriti cittadini esclusivamente il volto (e la spada) della ferocia. Purtroppo, il Parlamento italiano, per codardia o per opportunismo, ha respinto entrambe le mozioni di sfiducia che da diversi punti di vista chiedevano di porre termine alla sua opera di stalking. Ed è per questo che mi sono permesso di evocare la presenza della polizia e dei carabinieri come misura estrema per fare cessare i maltrattamenti alla giustizia italiana, quali i processi penali che non hanno mai fine, l’abuso della carcerazione preventiva e immotivata, la detenzione in condizioni che offendono umanità e giustizia in modo tale che nemmeno i rischi dell’attuale pandemia hanno indotto ad attenuare il sovraffollamento illegale e follemente rischioso.
Qualcuno aveva creduto che il risultato su almeno una delle due mozioni di sfiducia al giocondo ministro Bonafede potesse essere diverso grazie al voto di Matteo Renzi e dei senatori di Italia Viva. Ma ancora una volta le parole del senatore di Scandicci non sono state seguite dai fatti. Si è trattato di una manovra di “politica politicante”, in un momento nel quale la grave situazione sanitaria ed economica del Paese dovrebbero sconsigliarle, se non altro perché controproducenti. In questo caso, sempre se toccasse a me provvedere, si potrebbe tentare un unico rimedio per Renzi. Le misure di contenzione, talvolta utili per attenuare le conseguenze degli atti sconsiderati dei soggetti predisposti all’autolesionismo.
Tuttocchiali

Caro Silla e Caro Frasson,
certo che Renzi avrà ottenuto qualcosina. Presto si saprà cosa e penso che a quel punto tutta la sua manfrina gli si ritorcerà ancora di più contro. Per fare bella figura dovrebbe, come minimo, ottenere il ripristino della prescrizione ed altre inversioni di indirizzo della sciagurata linea manettara del ministro. Non credo che avverrà e nemmeno che a Renzi interessi più di tanto.
Non sono d’accordo. Renzi ha ottenuto quello che chiedeva, da Conte ieri, non so cosa ma ottenuto. D’altra parte con i M5S bisogna agire così. Loro dicono di no! su tutto, preventivamente, poi mollano su tutta l linea.
Sono anch’io d’accordo a non essere d’accordo. Renzi era a conoscenza perfettamente dei limiti della mozione, ma ha ottenuto, senza rischi, quello che voleva, cioè la magra figura del ministro, che è fuori discussione, probabilmente qualche aggiustamento di presenza in sede parlamentare, ma soprattutto la conferma davanti all’opinione pubblica di una totale assenza di politica nel partito democratico.. Come riuscirà a sfruttarlo nei rapporti di forza non è dato sapere. Anzi sì, non cambierà nulla.
Non sono d’accordo. Renzi ha ottenuto quello che chiedeva, non so cosa. Con questi M5S che partono dicendo no! su tutto bisogna stringerli e alla fine mollano! S’è già visto. Pareva un azzardo è invece è una prassi.