Al momento non ci importa se 3milioni e mezzo di euro del dittatore venezuelano Maduro siano entrati o no nella casse di Casaleggio per favorire i 5 stelle. E fino a quando non sarà definitivamente accertato, per noi si tratta di una semplice ipotesi che non cambia di un microgrammo il nostro giudizio sul movimento di Grillo. Che è pessimo perché si tratta di un movimento fondato sull’odio sociale, sulla presunzione di rappresentare il bene assoluto in lotta contro chi, essendo in disaccordo con loro, rappresenterebbe il male altrettanto assoluto. Ma, peggio ancora, perché è anche basato sulla ignoranza senza rimedio. E, infine, perché messo alla prova in città importanti come Roma e Torino e persino al governo della Nazione in ruoli chiave, ha dato prove di disarmante incapacità. Un movimento che ha smentito con i fatti i roboanti proclami sulla onestà, sulla trasparenza e sul rispetto degli individui, dei quali “uno vale uno”. Sulla vicenda del momento, la valigia zeppa di soldi in arrivo dal Venezuela, ci atteniamo a quanto abbiamo già manifestato in occasione delle altrettanto presunte tangenti, russe in questo caso, che sarebbero state trattate al Metropol di Mosca dagli amici di Salvini. Soldi o non soldi, la svendita degli interessi italiani dei sovranisti e populisti alla matriciana a favore di potenze straniere come, ad esempio, Russia e Cina è nei fatti. E’ avvenuta e avviene attraverso i loro comportamenti politici, prima ancora che a seguito di euro, rubli o dollari in viaggio da una parte all’altra del globo. Parlano documenti, voti e comportamenti esplicitamente in appoggio a potenze in conflitto di interessi con l’Europa o, ancora peggio, direttamente volti a indebolire l’Europa stessa. Sono tutte cose che non vi abbiamo mai perdonato. E poco ci importava che dietro di voi seguisse il 25 o, sinanco, il 33% degli Italiani. Perciò, ora che molti di loro vi hanno voltato le spalle, non corriamo alcun rischio di essere considerati maramaldi se vi reindirizziamo il vostro squallidissimo grido di battaglia: in “quel posto” andateci voi.
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