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Bio On: mancata vigilanza, scarsa regolamentazione o scaricare sui risparmiatori un core business?

di Marco Solferini | 25 Novembre 2019

Il caso Bio On non accenna a sgonfiarsi.
Tuttavia i contenuti paiono molto più articolati e complessi per quanto riguarda la possibile difesa dei diritti dei risparmiatori.
Quest’ultimi infatti sembrerebbero molto numerosi.
Una platea di investitori che pur non possedendo i requisiti in termini di propensione al rischio e di conoscenza finanziaria hanno ottenuto ugualmente di poter comperare le azioni della società, grazie agli intermediari.
La Bio On forse rappresenta il caso più emblematico su scala Italiana di un progetto altamente innovativo, il cui “core business” è talmente rivoluzionario da essere nella fase iniziale persino sottostimato e come tale potrebbe essere stato promosso per l’alto valore sociale e ambientale che effettivamente le bio plastiche sono in grado di dimostrare avendo un tasso di crescita e di penetrazione del mercato particolarmente alto.
Il tutto ha spinto forse la società a cercare finanziamenti per raggiungere quella produttività che avrebbe innescato un meccanismo di profittabilità. Come peraltro logico quando ci si rivolge al mercato di capitali.
Tuttavia, qualora così fosse, ci troveremmo di fronte ad una scommessa di investire in una società ad alto tasso di crescita più credendo nella sua capacità di produrre utili grazie agli investimenti raccolti.
L’apparente assenza di informazioni che andassero oltre, non ha reso possibile per i piccoli investitori compiere una scelta realisticamente consapevole secondo le norme a tutela degli investimenti dei risparmiatori, e nel contempo potrebbe aver ingenerato la necessità dei creditori / grandi investitori della società di cautelarsi dal possibile default dovuto a una strozzatura modello collo di bottiglia che ne avrebbe impedito il raggiungimento di quelle dimensioni adatte a implementare effettivamente il business model.
Una sorta di circolo vizioso che si sarebbe autoalimentato e di cui gli intermediari autorizzati difficilmente non avrebbero potuto rendersi conto fin dal momento in cui la società è stata quotata nel 2014 sul segmento AIM di Borsa Italiana.
AIM (1) si dice e si ripete spesso, è un mercato non regolamentato pensato per società PMI ad alto tasso di crescita esponenziale. Da un lato è corretto affermare che la procedura di ammissione è più leggera e veloce ma nel contempo non è del tutto vero che mancando l’obbligo diretto della Consob di autorizzare la quotazione viene meno la responsabilità da prospetto.
Infatti la procedura stessa prevede comunque alcuni obblighi anzitutto di bilancio e di informazione che proseguono oltre la quotazione. Esiste poi un attività di verifica che è diversa da quella autorizzativa.
Sarebbe molto più corretto parlare di minor regolamentazione e non di assenza vera e proprio anche perchè alcune norme, come per esempio la Market Abuse Regulation che si applicano al mercato AIM prevedono un attività che dovrebbe essere svolta dall’Autorità (ma potrebbe essere difficile sciogliere il nodo se “direttamente” da questa) fra cui l’enforcement e oversight.
Trattandosi di un mercato alternativo assume un ruolo essenziale l’advisor come pure la pubblicazione di una serie di informazioni che si riassumono in andamenti degli indici che riguardano il titolo quotato e che devono suonare, perchè di fatto lo sono, come campanelli d’allarme.
Ad ogni buon conto chiunque può controllare i requisiti del mercato AIM dal sito di Borsa Valori (2):
La sensazione che si rinviene è quella che il sistema stesso sia stato bypassato dal punto di vista oggettivo e che in un clima di timore da parte degli investitori istituzionali i rischi del piano industriale siano stato scaricati sui risparmiatori.
Invitiamo pertanto gli interessati a prendere contatto con le sedi Aduc (3) per esporre le proprie storie essendo in questa fase molto importate e per capire dettagliatamente che cosa è accaduto di fatto nell’ultimo anno prima della sospensione per eccesso di ribasso delle azioni.

1 – https://www.borsaitaliana.it/azioni/mercati/aim-italia/home/aim-italia.htm
2 – https://www.borsaitaliana.it/azioni/mercati/aim-italia/requisitiaimitalia/requisitiaimitalia.htm
3 – https://www.aduc.it/info/consedi.php


Marco Solferini, legale, consulente Aduc

Pubblicato in : Tutela e diritti - A cura di ADUCTag: aduc, borsa, capitali, finanziaria, informazione, italia, mercati, mercato, punto di vista

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