Comuni e Province stanno approvando i bilanci preventivi per il 2006. In Toscana sta prevalendo una linea che ci riporta indietro di anni: quella dei bilanci di lotta. Come è noto infatti la Finanziaria preparata dal Governo riduce la possibilità di spesa delle Amministrazioni locali ponendo nuovi limiti al patto interno di stabilità.
Ebbene i nostri non ci stanno e stanno predisponendo documenti contabili che sforano, e non di poco, i limiti fissati. Lo scopo, evidente, è lo stesso di qualche decennio addietro: esercitare una forte pressione politica sul Governo per obbligarlo a rivedere le proprie posizioni. Appunto i bilanci di lotta.
La cosa si sta diffondendo a tal punto che il sindaco di Firenze, che è anche presidente nazionale dell’Anci, vale a dire di tutti i comuni italiani, ha chiesto ufficialmente di riaprire un confronto con il Governo perché, la motivazione è sempre la stessa, “i comuni si trovano nella oggettiva impossibilità di rispettare il patto di stabilità imposto dal governo, senza mettere in discussione l’erogazione dei servizi ai cittadini”.
Il punto è proprio questo, tagliare o non tagliare parte dei servizi pubblici. Sulla questione va fatta chiarezza e sarebbe l’ora che anche a livello politico le forze di maggioranza parlassero un linguaggio semplice e chiaro. Ci sono infatti da dire alcune cose:
1) prima di tagliare i servizi c’è ancora tanto, anzi tantissimo, da tagliare, abbiamo fatto più volte degli esempi, manifestazioni per la pace, feste e via dicendo; 2) ci sono servizi e servizi, prima di ridurre quelli essenziali vanno ridotti o eliminati quelli superflui o non altrettanto importanti.
Il centro destra parla sempre del primo punto, poco o quasi mai del secondo che è, guarda caso, quello importante.
La questione è semplice. Se vogliamo far ripartire la locomotiva economica bisogna semplificare la vita amministrativa riducendo il peso della burocrazia e dare alle persone la possibilità di avere più reddito attraverso la riduzione della pressione fiscale. Per poter ridurre le tasse bisogna però ridurre le spese.
Insomma va finalmente detto forte e chiaro che “la bestia deve essere affamata” dove per bestia è da intendersi stato, burocrazia etc. Se non si procede su questa strada anche una eventuale riduzione delle tasse non produrrà nessun effetto perché per sua natura il potere pubblico tende ad espandersi e ad occuparsi di sempre più cose. Tagliare alcuni servizi allora fa parte di una strategia.
E’ una scelta, non il risultato di una particolare momento economico negativo. Quando il meccanismo entrerà in funzione, taglio dei servizi, rilancio economico, ripresa economica, i vantaggi per il cittadino, tutti i cittadini, saranno molto maggiori di quelli che qualcuno può avere dall’erogazione diretta di alcuni servizi.
Bilanci di lotta
La Finanziaria taglia le spese e le Amministrazioni locali non ci stanno, tanto da sfiorare i limiti fissati nell’approvazione dei bilanci preventivi per il 2006. Lo scopo è quello di obbligare il Governo ad un passo indietro attraverso una forte pressione politica. E’ guerra aperta.

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