Il convegno di Bertinoro, del 2 e 3 marzo 2007, ha rappresentato un labile tentativo di formazione di un nuovo soggetto politico di sinistra in apparente contrasto con il futuro Partito Democratico, voluto fortemente da una parte dei DS e dalla Margherita.
Il documento approvato a fine lavori, ha tenuto poco conto delle diverse realtà politiche presenti al Convegno, e ha sancito l’impegno a collocare nel socialismo europeo la nuova entità politica.
Le buone intenzioni manifestate dai protagonisti del Convegno, per un nuovo corso politico, non trovano riscontro favorevole nell’opinione pubblica, che vuole un cambiamento vero, radicale, della situazione politica attuale. La maggioranza della popolazione non ha più fiducia dei vecchi e consumati attori politici, vuole vedere facce nuove, con idee adeguate ai tempi nostri e idonee a risolvere i problemi quotidiani della collettività.
L’aspetto negativo del convegno di Bertinoro è rappresentato proprio dalla presenza essenziale di politici di lungo corso e dall’assenza di forze giovani. Il Convegno ha risposto bene all’esigenza di taluni, che dovevano dimostrare d’essere presenti sulla scena politica e capaci di creare raggruppamenti di un certo rilievo, sia pure senza un definito collegamento ideologico con la storia recente. La presentazione frettolosa del simbolo risponde solo all’esigenza della visibilità esterna, trascurando pericolosamente l’approvazione di chi è chiamato a sostenerlo.
I primi commenti su un simbolo indecifrabile sono negativi, soprattutto da parte dei socialisti, affatto disponibili ad annullare storia e identità, attraverso i simboli.
E’ difficile accettare la linea politica, di Bertinoro, da parte di chi a Firenze, il 16.6.06, decise di creare un nuovo soggetto politico, fuori dei due poli e in piena autonomia culturale ed organizzativa.
La prima vittima di Bertinoro è stata il NPSI, teatro di una terribile rissa nel Consiglio Nazionale del 31.3.07, tra chi ha accettato le indicazioni di Bertinoro e chi rivendica la coerenza con la decisione presa in Consiglio Nazionale e, prima ancora, dalla Direzione Nazionale, di rimanere fuori dei due Poli e rigorosamente autonomi.
Uguale rischio corre il Gruppo politico sorto a Firenze il 16.6.006, tenuto presente che non tutti potranno accettare quanto stabilito a Bertinoro.
Non è sbagliato considerare Bertinoro un incidente di percorso. E’ bene che ognuno torni al proprio posto.
La Direzione Nazionale del Polo laico Liberal-socialista, convocata per il 15.4.07 a Padova, affronterà seriamente la questione relativa al rapporto tra Firenze e Bertinoro.
Domenico Civitano

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