Il fatto che il partito repubblicano italiano, sia pur rimasto un brincello di quello che era esiste ancora, pare che Berlusconi non se ne abbia dato peso, al suo annuncio di costituirne uno sull’esempio americano. Potrebbe essere comprensibile che l’ex cavaliere non lo ricordi, anche perché quando era un piccolo rigoglioso partito nostrano, egli non ne ha mai fatto parte né condiviso almeno un’idea. L’uomo si confonde con quello americano, forse, ma anche questo non ha nulla a che vedere con lui. Bush, al quale vorrebbe accostarsi, finiti i suoi mandati da presidente, come da esemplare Cincinnato si è ritirato in buon ordine dalla politica attiva. Non solo tra i repubblicani americani e Putin non corre buon sangue, mentre il nostro disinvolto Silvio, gli è amico; solo per citare due delle più evidenti differenze. Insomma Berlusconi e i repubblicani non hanno nulla in comune. Chiariamo, almeno per i più giovani, che esistono differenze anche tra quello italiano e quello americano e che se dovessimo accostare il vecchio PRI, lo potremmo avvicinare al partito democratico di Obama. La tradizione repubblicana, inoltre, ha radici storiche profondissime che attraverso lunghi percorsi carsici, per dirla alla Spadolini, ha attraversato la Storia dell’uomo dalla Grecia antica ai giorni nostri. Il repubblicanesimo risale, infatti, a secoli di battaglie sociali e di emancipazione popolare, dai fratelli Gracchi, a Cicerone. Il suo pensiero anche con contraddizioni e accese prese di posizione trovò nuovo vigore con i Ciompi a Firenze e nel Rinascimento con Machiavelli che ne teorizzò la forma. Lo teorizzò anche Montesquieu “Nello spirito delle Leggi” nel settecento e prima di lui il repubblicano inglese James Harrington (1611 – 1677), mentre lo praticò il puritano Oliver Cromwell fino a che l’Inghilterra non si trasformò in una monarchia costituzionale del 1689, con Guglielmo d’Orange. Risalendo la china, la forma repubblicana moderna si affermò nelle colonie britanniche dell’America settentrionale, in Europa in seguito alla rivoluzione francese. In Italia, dopo la restaurazione, Mazzini fu l’indiscusso apostolo del repubblicanesimo che ebbe dall’esperienza cartista inglese, la forza sociale di un nuovo mondo industriale che ancora in Italia era sconosciuta. Mazzini fu anche il padre teorico dell’Europa dei popoli; la Giovane Europa del 1836 fu fondata a Berna. Nelle lettere di Tocqueville, il principio repubblicano ritrovò il suo centro nelle istituzioni Comunali, mentre nell’ottica federale quella di Cattaneo e dei federalisti lombardi. Nel 1895 si costituì il PRI sulla base delle Consociazioni regionali e delle Società Artigiane ed Operaie del patto di Fratellanza che porterà poi Ghisleri e Turati, già collaboratore della “ Rivista Repubblicana”, a rafforzare i loro rapporti nell’ottica della “Questione sociale”. Insomma, ci sarebbero da raccontare tante cose attraversano l’evoluzione del pensiero repubblicano in Italia e in Europa, dall’esperienza di Ernesto Nathan sindaco di Roma tra il 1907 e il 1913 a Giovanni Conti segretario del partito ai tempi di Matteotti cofondatore con Turati del Partito Socialista Unitario. Di tutta questa breve e lacunosa galoppata che tralascia tanta Storia anche quella recente, dalle eroiche imprese di Pacciardi in Spagna, a Ferruccio Parri, fino a Ugo La Malfa e Spadolini, dove una certa idea dell’Italia minoritaria tentò di risolvere e dare alla situazione italiana post bellica, basi di sviluppo certe che oggi per gravi errori del passato mancano, Berlusconi non ne ha coscienza ed è storia che non gli appartiene. Per questi motivi l’ex Cavaliere non potrà mai rifondare un partito che esiste, almeno sulla carta ancora. Nemmeno quando, se per consunzione si estinguessero quei pochi epigoni rimasti.
Berlusconi non è repubblicano
Pubblicato in : Maidan
Info Enrico Martelloni
Fiorentino di nascita ma senese d’adozione, disegna su qualsiasi elemento gli capiti in mano, passando da una vignetta pungente ed irridente ad un ritratto del proprio interlocutore con estrema naturalezza. Nasconde una profonda sensibilità ai temi ucraini, ben raccontati su questo sito.

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