
“Ma avevano ragione gli uni? Avevano ragione gli altri? Forse entrambi.”
Il ministro degli esteri tedesco Johann Wadephul ha detto in un’intervista al Sueddeutsche Zeitung che Berlino potrebbe decidere di non inviare ulteriori armi ad Israele. “Israele riceve armi dalla Germania. è sempre stato così. Israele è esposto a gravi minacce alla sua sicurezza ed esistenza: anche dagli Houthi, Hezbollah, Iran. E deve essere in grado di difendersi, anche con sistemi d’arma tedeschi. Un’altra questione è se quanto sta accadendo nella Striscia di Gaza sia compatibile con il diritto internazionale. Stiamo esaminando la questione e sulla base di questa valutazione, autorizzeremo nel caso ulteriori consegne di armi”. Il Presidente israeliano, Isaac Herzog, ha condannato l’aggressione ai danni degli autisti di autobus arabi da parte dei tifosi del Beitar Jerusalem ieri sera a Gerusalemme, affermando: “Condanno fermamente il violento attacco ai danni di due autisti di autobus arabi ieri sera a Gerusalemme: è inaccettabile che lavoratori che svolgono diligentemente il loro lavoro debbano temere per la propria vita solo a causa della loro identità”.
Israele ha accusato il presidente francese Emmanuel Macron di aver intrapreso una “crociata contro lo Stato ebraico”, dopo aver chiesto ai paesi europei di inasprire la loro posizione nei confronti di Israele se la situazione umanitaria a Gaza non fosse migliorata. “Non esiste alcun blocco umanitario. Questa è una palese menzogna”, ha dichiarato il ministero degli esteri israeliano Gideon Saar in una nota, difendendo i suoi sforzi per consentire l’ingresso degli aiuti. Il ministro della Difesa, Israel Katz, durante la sua visita all’insediamento di Sa-Nur, attacca duramente il presidente francese Emmanuel Macron, che ieri ha affermato che il riconoscimento di uno Stato palestinese, a determinate condizioni, è un “dovere morale”. La visita di Katz in Cisgiordania segue l’approvazione da parte del governo israeliano della costruzione di 22 nuovi insediamenti, tra cui il ripristino di Sa-Nur, evacuato nel 2005 contestualmente al disimpegno di Israele dalla Striscia di Gaza. Il Ministero della Salute si è immediatamente attivato per dare attuazione all’impegno del Governo, annunciato dal Ministro Tajani, per accogliere e garantire tutte le cure necessarie al piccolo Adam, l’ultimo dei 10 figli della dottoressa di Gaza Alaa Al-Najjar. Un portavoce dell’ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (Ocha) ha dichiarato venerdì che “Gaza è il posto più affamato del mondo”, dove “il 100% della popolazione è a rischio di fame”. “È l’unica area demarcata, un paese o un territorio definito all’interno di un paese, dove l’intera popolazione è a rischio di fame. Ha dichiarato Jens Laerke durante la consueta conferenza stampa delle Nazioni Unite a Ginevra. Almeno 20 persone sono state colpite dal fuoco israeliano a Gaza mentre cercavano di raggiungere un punto di distribuzione di aiuti allestito dalla Gaza Humanitarian Foundation (Ghf): lo hanno reso noto fonti mediche ad Al Jazeera. Il sito di distribuzione si trova nella zona del Corridoio di Netzarim, a sud di Gaza City. “Gli aiuti devono essere autorizzati ad entrare a Gaza su larga scala e devono essere distribuiti immediatamente attraverso l’attuale sistema umanitario, per prevenire ulteriori scene di caos e fermare la carestia”. Lo ribadisce ActionAid, che insieme ad altre organizzazioni umanitarie lancia “da settimane l’allarme: il nuovo e controverso meccanismo di distribuzione degli aiuti, gestito dalla Fondazione umanitaria per Gaza, recentemente istituita con il sostegno dei governi statunitense e israeliano, è inadeguato e contrasta con i principi fondamentali dell’azione umanitaria, come imparzialità, neutralità e indipendenza. Inoltre, esiste il rischio concreto che venga utilizzato come strumento per favorire una pulizia etnica, incentivando lo sfollamento forzato e su larga scala della popolazione dal nord al sud della Striscia di Gaza”. “Riconoscere uno Stato palestinese non è semplicemente un dovere morale, ma un’esigenza politica”. Lo ha detto il presidente francese Emmanuel Macron durante una conferenza stampa a Singapore, elencando diverse condizioni per compiere questo passo. Ha anche aggiunto che “gli europei devono rafforzare la loro posizione collettiva contro Israele se non ci sarà una risposta commisurata alla situazione umanitaria che verrà fornita nelle prossime ore e nei prossimi giorni nella Striscia di Gaza”. Il coraggio, l’astuzia, e la forza.
Giuseppe Basilico

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