
La Germania ha ribadito che sosterrà l’Ucraina con il finanziamento di un numero elevato di missili a lungo raggio: lo ha annunciato ieri sera all’emittente pubblica tedesca Zdf il generale Christian Freuding, responsabile del coordinamento del sostegno militare all’Ucraina per il ministero della Difesa. La situazione in Ucraina è attualmente “sicuramente tesa dal punto di vista militare”, le forze armate russe sono “da diverse settimane, se non mesi (…) all’attacco”, ha affermato Freuding. Negli ultimi giorni la situazione aerea dell’Ucraina è peggiorata, soprattutto nelle grandi città. Già alla fine di luglio dovrebbero essere consegnati i primi sistemi d’arma a lungo raggio: si tratta di un accordo tra il ministero della Difesa ucraino e l’industria locale, avviato dalla Germania solo alla fine di maggio e finanziato dalla stessa, afferma Freuding. “E poi seguiranno centinaia di pezzi”, aggiunge il generale. Il militare non ha chiarito se si tratti dei missili Taurus sul cui invio in Ucraina la Germania dibatte da anni. Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha incontrato il leader nordcoreano Kim Jong Un durante una visita in Corea del Nord sabato, ha affermato il ministero degli Esteri russo. Il ministero ha pubblicato su Telegram una foto dei due uomini insieme, in un incontro che secondo quanto riferito avrebbe avuto luogo nella città portuale nordcoreana di Wonsan. La Russia e la Corea del Nord hanno approfondito le loro relazioni nel contesto del conflitto in Ucraina. Migliaia di soldati nordcoreani sono stati schierati durante la campagna durata mesi per cacciare le forze ucraine dalla regione russa di Kursk. Donald Trump si è mostrato sempre più frustrato nei confronti del presidente russo Vladimir Putin, al punto da esprimere pubblicamente la sua ira e minacciare nuove misure. Secondo il Financial Times, si tratta di un “netto cambio di tono” da parte della Casa Bianca, ma resta da vedere se queste parole si tradurranno in un reale sostegno all’Ucraina. Permangono scetticismi a Washington, dove parte dell’amministrazione spinge per concentrare l’attenzione sull’Asia e prevale una visione non interventista. Nel frattempo, il Segretario di Stato Marco Rubio ha incontrato il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov in Malesia, ma senza alcuna svolta. Secondo il quotidiano, Putin ritiene che il fronte occidentale a sostegno dell’Ucraina stia iniziando a frammentarsi e per questo non vede motivo di cercare un’intesa. La Slovacchia punta a raggiungere entro martedì un accordo con la Commissione europea e i partner dell’Unione europea sulle garanzie che non subirà le conseguenze della fine delle forniture di gas russo e su un nuovo pacchetto di sanzioni contro la Russia, ha dichiarato sabato il primo ministro Robert Fico. La Slovacchia ha bloccato il 18° pacchetto di sanzioni dell’Ue a causa del suo disaccordo con una proposta della Commissione di porre fine a tutte le importazioni di gas russo a partire dal 2028, che secondo la Slovacchia potrebbe causare carenze, un aumento dei prezzi e delle tariffe di transito e portare a richieste di risarcimento danni da parte del fornitore russo Gazprom. “Dobbiamo ottenere qualcosa in questa battaglia, anche se non sarà un risultato di 100 a 0”, ha affermato Fico. Il 10 giugno la Commissione europea ha proposto una nuova serie di sanzioni per l’invasione russa dell’Ucraina più di tre anni fa, mirate alle entrate energetiche, alle banche e all’industria militare di Mosca. Il pacchetto di sanzioni – che di per sé non è un problema per la Slovacchia, ha detto Fico – potrebbe essere approvato martedì dai ministri degli Esteri dell’UE se la Slovacchia revoca la sua opposizione. “Adesso c’è uno slancio” che va utilizzato al meglio sul piano diplomatico “per fare pressione sulla Russia affinché accetti il cessate il fuoco. È un passo fondamentale per ulteriori e più ampi negoziati”. Lo ha sottolineato il ministro ucraino degli Esteri Andrij Sybiha intervenendo ieri mattina al ‘Dubrovnik Forum’ in Croazia. “Noi siamo pronti – ha detto il ministro ucraino – a negoziare in vari formati, ma abbiamo bisogno di questo passo fondamentale: il cessate il fuoco, adesso. In particolare adesso abbiamo bisogno di passi decisivi da parte americana” nella forma di “sanzioni”. Lezioni di morale forse no.
Giuseppe Basilico

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