• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Basta con la routine: Renzi usi la ruspa per trovare i soldi necessari

di Beppe Facchetti | 2 Marzo 2014

Resta appunto la possibilità di incoraggiare l’acquisto di patrimonio pubblico da parte del risparmio privato interno, ma anche internazionale, che nelle ultime sette settimane ha portato in Europa 24 miliardi di dollari.

matteo-renziCon che soldi? Con che soldi, Matteo Renzi pensa di risolvere le priorità economiche che ha evocato?

Veniamo da un anno di salti mortali per trovare spiccioli, Letta si è immolato sui 4 miliardi dell’IMU, ma ora la spesa del nuovo governo sfiora, solo per le cose urgenti, i 100 miliardi (debiti PA, scudo fiscale, credito alle piccole imprese, Irap, investimenti sulle scuole).

Eppure, anche se il tono è napoleonico, non è megalomania. Possiamo dubitare del “come” e del “dove” trovare i soldi, ma il “quanto” è persino poco. Grandi problemi, grandi salvadanai da rompere. Il “cacciavite” di Letta era sempre in attesa della luce in fondo al tunnel. Ma proprio ieri, l’Europa ha rivisto al ribasso le striminzite previsioni della nostra economia (+0,6 dopo un calo del 9%!). Persino l’export ha un piccolo segno meno, in questa Italia bifronte, in cui la domanda mondiale di qualità (lusso, moda), non può compensare la caduta dei mercati rionali, quelli della gente normale.

Se dobbiamo rilanciare questi consumi, occorre tagliare lo scudo fiscale. Se dobbiamo aiutare le imprese, dobbiamo rivedere l’IRAP e usare la leva dei crediti d’imposta. L’analisi di Renzi è giusta. I 10 miliardi in meno di cuneo danno a 17 milioni di lavoratori circa 50 euro netti al mese in più. Non sono i 100 necessari per rianimare i negozi, ma Saccomanni si era fermato a 10, una beffa. Corrado Passera ha indicato in alternativa la possibilità di mettere in busta il tfr, ma oggi questi accantonamenti autofinanziano le imprese. Meglio il cuneo.

Il guaio è che l’elenco di Renzi è persino insufficiente. Ci sono priorità da Paese arretrato, come l’edilizia scolastica, o la prevenzione dei disastri ambientali e del suolo, e priorità da Paese moderno: ricerca, banda larga, infrastrutture (meno 50% negli ultimi due anni). E poi ancora priorità tipicamente italiane: turismo, beni culturali, agricoltura.

Torniamo dunque al punto: con che soldi? Un Governo che già avrà le sue grane maggiori nel versante politico (legge elettorale, riforme costituzionali, risposte all’anti europeismo da bar o da blog, abolizione amara e avara delle Province), come farà a reperire queste risorse?

Accantonato un po’ brutalmente il cacciavite, occorre la ruspa, cioè tutto il coraggio e l’incoscienza giovanile del presidente e del suo governo beautiful (copyright: direttore de “Il sole 24 Ore”), innanzitutto per non ripetere solo vecchi ritornelli.  Ad esempio spending review e lotta all’evasione fiscale sono cose talmente giuste e doverose che vanno fatte per obbligo, ma è meglio che il gallo non canti finchè non sorge davvero il sole.

E allora, la scelta è tra la semplice accelerazione dell’ordinario, e il coraggio delle cose straordinarie.

Ricordiamoci sempre che le urgenze, come le tegole da riparare della scuola di Pontassieve, pesano per circa 100 miliardi, ma dal 2015 siamo obbligati (fiscal compact) a mettere via altri 50 miliardi/anno per 20 anni. E questo è anche il motivo per cui non possiamo toccare il tetto del deficit, cosa che in Spagna ha invece ben funzionato.

C’è la via della patrimoniale, suggestiva e demagogica, ma al fisco gli italiani hanno già dato abbastanza, anche con l’IMU, a meno di non percorrere in alternativa l’idea di “Società aperta” di Enrico Cisnetto, che prevede un prestito obbligatorio per l’acquisto di quote di patrimonio statale da mettere sul mercato (e magari guadagnarci, meglio che tasse a fondo perduto).

Resta appunto la possibilità di incoraggiare l’acquisto di patrimonio pubblico da parte del risparmio privato interno, ma anche internazionale, che nelle ultime sette settimane ha portato in Europa 24 miliardi di dollari, e non si capisce perché debba andare solo in Spagna. Non è scandaloso che i cinesi comprino Krizia, se  Krizia investe poi qui da noi il ricavato per dare più valore aggiunto al suo ruolo direzionale.

l primo che ne parlò fu il ministro Guarino nel 1993: creare un contenitore da mettere sul mercato non per vendere tutto insieme (impossibile), ma per una leva finanziaria in cambio di cessioni graduali del patrimonio statale. E’ un esercizio che hanno fatto in tanti: da ultimo Alan Friedman, nel suo libro con scoop incorporato.

Corrado Passera sostiene che è possibile mettere in circolo ben 400 miliardi agendo su produzione e lavoro. Ad esempio, per rilanciare i consumi, il manager ora politico auspica due mensilità/anno in più per i dipendenti, senza un solo euro di oneri fiscali e contributivi, contro crescita di produttività. E interventi meno rivoluzionari come far lavorare cantieri pubblici (50 miliardi), usare Fondi europei (40 miliardi), agevolare crediti d’imposta per innovazione e start up, o muovere 200 miliardi di Cassa Depositi e Prestiti per investimenti e consumi di famiglie e imprese.

Le idee ci sono, occorre però il coraggio della straordinarietà. Enrico è caduto sulla routine. Matteo ha tracciato il solco, con la sua ruspa verbale. Ora parli Padoan.

Pubblicato in : Primo piano

Info Beppe Facchetti

Beppe Facchetti è stato deputato al Parlamento e responsabile economico del PLI. E’ attualmente vicepresidente di Confindustria Intellect, che federa le associazioni della comunicazione e della consulenza.

Ha sempre lavorato, in aziende, associazioni e istituzioni, nell’ambito della comunicazione d’impresa, materia che ha insegnato all’Università di Perugia e attualmente di Milano. Editorialista di politica economica per “L’Eco di Bergamo”, ha ricevuto nel 2015 la medaglia dell’Ordine per 50 anni di attività pubblicistica. Già membro della Giunta esecutiva dell’ENI, vicepresidente di Sacis Rai, ASM Brescia. Consigliere comunale, provinciale di Bergamo, candidato alla presidenza della Provincia per il centrosinistra.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Antonio di Meco su Fermare le macchine per salvare la democrazia
  • Angioletta Massimino su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Angioletta Massimino su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Luca Bagatin su Trump e Putin, l’asse dell’arroganza contro un’Europa che non si piega
  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti