
Questa destra sovranista non può fare a meno di litigare con i vicini alleati, come fosse una pulsione irrefrenabile ad alzare la voce, a compiacersi dell’avergliele cantate, a gonfiare il petto contro un nemico perfido che con le sue azioni vorrebbe se non distruggere almeno sminuire la potenza italiana.
La famiglia allargata di Meloni sembra specializzata in questo esercizio: dal compagno Giambruno che litiga con i tedeschi che ci vorrebbero insegnare a vivere, al cognato Lollobrigida che critica le politiche dell’immigrazione della Francia e della Germania, fino a lei, Giorgia Meloni, la nuova donna del destino, insuperabile nelle espressioni di ira che, più astutamente, alternativamente scatena contro i capi di Stato delle due nazioni.
Così una volta tocca alla Francia con cui si rischiano crisi diplomatiche e un’altra volta tocca alla Germania.
Ieri l’impeto nazionalista della premier si è indirizzato, sulla scia del ministro della difesa Crosetto, contro il cancelliere Scholz, reo di avere stanziato fondi per le ong che salvano vite umane nel Mediterraneo.
Scholz, che è una persona seria, ha risposto che “Roma sapeva”, ma ancor meglio ha replicato il ministro tedesco degli esteri affermando che salvare i migranti in mare è un “dovere giuridico e morale”.
Spero di non essere additato come traditore se dico di condividere questa opinione e se plaudo al sostegno tedesco alle ong di cui il governo Meloni ostacola con ogni mezzo il lavoro, impedendogli di salvare più vite umane.
La verità è che il governo Meloni, per evitare di ammettere il fallimento della sua politica sull’immigrazione, deve trovare un nemico all’estero su cui scaricare la responsabilità degli insuccessi.
Ma un conto è chiedere la solidarietà dell’Europa e un cambiamento delle sue politiche e un’altro invece è inveire contro questa o quella nazione.
Ai nostri governanti della destra manca la pazienza e la cultura politica per tessere un’azione diplomatica efficace e allora si lasciamo andare a gesti e parole scomposte, insulse e persino pericolose.
Infatti, tutto questo spinge il nostro Paese verso un isolamento che l’Italia finirà per pagare, oltre che sull’immigrazione anche su altri piani, a cominciare dalla nostra autorevolezza nelle istituzioni europee e, non da ultimo, dalle relazioni economiche e dai progetti europei di sviluppo e di ricerca.
Alle elezioni europee mancano ancora nove mesi.
La domanda seria è se l’Italia può sopportare per un tempo così lungo questa strumentalizzazione dell’azione politica di governo per fini elettorali di parte.
Enrico Rossi

Salvare vite in mare è un dovere, fare trasbordo e trasporto no. Le ONG fanno parte della filiera del traffico di essere umani, le prove ci sono e basterebbe cercarle e volerle portare nei tribunali. Così come si sa tutto della tratta che avviene dalla costa occidentale dell’Africa alla Sicilia transitando da Agadez in Niger dove anche noi abbiamo una missione e gli USA hanno una base di droni per il controllo. Da Agadez ogni lunedì partono i pattuglioni dell’esercito nigerino per bonificare le piste dai predoni del deserto prima del transito dei migranti. Agadez è crocevia del traffico proveniente anche, in misura minore, dal corno d’Africa. E lei vuole farci credere che le ONG stiano in mare in versione Comm. Paoloni (interpretato da un magistrale Gino Cervi) pronto a salvare l’ennesimo aspirante suicida Totò in un godibilissimo film degli anni ’50. Ma per favore la smetta di raccontare fandonie.
Lei con i Suoi sodali è stato nelle faccende dello Stato cosa ha fatto? Criticare è semplice, fare un poco meno e si è visto, Cordialità
“””Ai nostri governanti della destra manca la pazienza e la cultura politica per tessere un’azione diplomatica efficace e allora si lasciamo andare a gesti e parole scomposte, insulse e persino pericolose.”””
È vero, sono poco diplomatici; perché poco sostanzialmente rispettati come sempre accaduto nell’italica storia.
E non è vittimismo, ma la realtà non virtuale continuamente riproposta a giustificazione della > loro < idea di Europa, i cui confini geografici non sono del tutto coincidenti con quelli nostri, costruttori e difensori umani, morali e intellettuali dell'Europa stessa.