La guerra scatenata da Putin è una barbarie che riporta alla mente le immagini in bianco nero drammatiche e tristi della seconda guerra mondiale, mancano i colori, tutto sembra adombrato, la stessa civiltà sembra spenta.
Nessuna ragione o meglio fobia strategica può giustificare la morte cruenta di un bambino, di un ragazzo di vent’anni, il pianto di una madre, di una nonna, di un anziano rimasto senza la casa frutto di una vita di lavoro e sacrifici.
Questo però non giustifica che qui da noi, presuntuosi detentori unici della democrazie e più volte esportatori armati della stessa, si formi il pensiero unico.
Bisogna essere allineati: il demonio russo, l’angioletto americano, il diavolo e l’acqua santa.
Abbiamo un ministro degli esteri che si a scomuniche, usando frasi perentorie che rimarranno scolpite nella pietra come i dieci comandamenti anche quando questa guerra sarà finita, quando invece dovrebbe andare alla cause per cercare una mediazione anzichè buttare benzina sul fuoco.
Il dovere di un ministro, ma anche del primo ministro, in un momento così drammatico sarebbe quello di porsi domande e trovare mediazioni, soluzioni, non frasi ad effetto sull’uomo nero sovietico.
Mai come in questo caso “un buon tacer non fu mai scritto”. Avete visto una sola frase in merito della fresca pensionata Angela Merkel o una frase offensiva diretta contro Putin di Olaf Scholz?
La domanda da porsi è la seguente: chi sta guadagnando miliardi di dollari da questo conflitto? La risposta semplice ci dirà Russia, Stati Uniti, Qatar, Arabia Saudita e non ultimo il Regno Unito.
Il gas dalla Russia parte con lo stesso flusso di un mese fa, parola del ministro Cingolani, ma la Russia sulle eccedenze incassa prezzi tripli, se non più, rispetto a prima e noi paghiamo, sanzioni o non sanzioni, in caso contrario il flusso cessa in pochi minuti. Gli oligarchi dai loro paradisi soffrono per il sequestro di un panfilo che possono ricomprarsi con le plusvalenze di un giorno?
Gli Stati Uniti vendono il loro petrolio e il loro gas oltre tre volte il prezzo di prima, se non più e noi paghiamo. Non ci forniscono nulla in aiuto, nessun regalo, sconto, tutto al prezzo attuale e noi paghiamo. Così anche per Qatar e altri produttori, fra i quali non marginale anche il Regno Unito, dove Boris Johnson fa un passo avanti e due indietro perchè i bilanci della BP sono ogni giorno più esaltanti.
Chi ha interesse a far tacere le armi? Al momento nessuno di questi. Ogni parola pesante contro il demone sovietico sortisce un solo risultato? Mediazione ancora più lontana e miliardi di euro di più in cassa degli “amici” di cui sopra e di meno nelle tasche già vuote della povera gente.
Non ultimo il vergognoso mercato delle armi. Qualcuno le paga a chi le fabbrica. Chi? Ancora una volta noi.
Un vero barbaro spietato Putin, ma è in buona compagnia.
Richiamate Angela Merkel di urgenza. È rimasta l’ultimo statista credibile e capace che può risolvere la situazione perché conosce bene il diavolo russo, ma anche il cannibalismo speculativo.
Fiorenzo Da Ros
Caro Da Ros,
questo è uno dei rari casi che ci vede in disaccordo. Distribuire torti in qua e là, come distribuire perdite e guadagni, rischia di fare smarrire l’unica verità sulla quale è impossibile discutere e che è sotto gli occhi di tutti coloro che intendono vedere. C’è da un lato Putin che invade, bombarda e uccide. Ci sono, dall’altro, gli Ucraini che si difendono, hanno bisogno di aiuti per difendersi, e vogliono difendere la loro libertà e la loro autonomia. Ci sono anche altre cose. Ma partiamo dalla realtà indiscutibile, per favore e per non creare diversivi. (n.c.)
Caro Nicola,
ho ricevuto con piacere la tua “Caro Da Ros,
questo è uno dei rari casi che ci vede in disaccordo…”.
Il tono aperto, affettuoso, mi mette a mio agio pur da una posizione che
tu consideri diversa in merito al dramma di questa guerra assurda.
Questa è democrazia.
In realtà io penso e ritenevo di averlo scritto in modo chiaro, che il
barbaro che ha iniziato questa guerra e che la conduce con sistemi
trogloditi, non abbia alcuna giustificazione, né che ci siano “concorsi
di colpa”.
Ho qui a Treviso ospiti in questi giorni amici di Kharkiv, città ove ho
realizzato con la mia azienda cinque piazze meravigliose di cui allego
alcune immagini, prima delle quali Piazza del Teatro dell’Opera e dove
sono sempre stato accolto e ospitato da vero amico.
Questi amici mi hanno trasmesso il loro terrore e disperazione in
diretta whatasapp, quando con la loro bambina di un anno e mezzo e la
suocera stavano sotto i bombardamenti nascosti in uno scantinato.
Il mio non era e non è un ragionamento di geopolitica, ma semplicemente
umanitario.
Il bisogno primario è salvare vite e sofferenze.
Ricordo che quando è stato rapito Moro ero un giovane socialista a
contatto diretto con Gianni De Michelis e Bettino Craxi.
Ricordo i loro umori in rapporto ai brigatisti, li avrebbero mangiati
vivi, ma contro tutto e contro tutti hanno inghiottito parole come rospi
e tentato di tenere tutti i canali aperti pur di salvare la vita di Moro.
Qui (e io e te lo possiamo dire serenamente perchè non abbiamo posizioni
di potere apicali) abbiamo di fronte un nano bastardo che vuole
annientare un popolo, è la quasi letterale risposta che ha dato ad
Abramovic che portava un messaggio di apertura del presidente Ucraino.
Urge salvare vite dalle bombe di questo sadico, salvare la popolazione
da sofferenze immani. Ogni parola storta è un missile in più che cade
sulla testa di questa povera gente. Questa la psicologia dello psicopatico.
Per questo fine i nostri politici, soprattutto il ministro degli esteri,
diplomatico per eccellenza, devono soppesare le parole come un
farmacista con gli ingredienti di una medicina.
Anche il primo ministro, anche il gaffeur americano: inghiottire le
parole derivate da pensieri sacrosanti per salvare vite.
Poi a parte, in via riservata, direi ermetica, si penserà ad una
strategia per eliminare alla base questo enorme spada di Damocle che
pende sulla testa di tutti noi, minacciata per la prima volta nella
storia a viso aperto e cervello chiuso da questo demente: la guerra
nucleare.
Poi purtroppo ogni guerra ha un aspetto economico: tutte nella storia e
questa più di altre.
Miliardi di speculazioni ingiustificate e ingiustificabili. Guarda i
diagrammi di borsa delle materie prime di questi giorni. E’ la realtà.
Dobbiamo tacerla? E i colpevoli qui da noi, non provocano morti e feriti
da fuoco e fiamme, ma povertà e sofferenza.
Noi che non siamo in prima linea,” noi che li armiamo ma non siamo
partiti”, dovremmo avere almeno il coraggio di punire questi gaglioffi.
Siamo in grado o sono troppo potenti?
Con stima perchè il tuo Pensalibero è veramente Pensalibero con la P
maiuscola.
Un saluto cordiale
Fiorenzo Da Ros

I miei complimenti a Fiorenzo da Ros, una delle pochissime voci libere in circolazione e non allineate all’odioso pensiero unico, di fronte al quale il sistema oppressivo di Putin diventa una palestra di democrazia.