• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Barbari dentro

La guerra non distrugge soltanto vite umane. Distrugge anche la memoria. Ogni bomba che cade su una città antica, ogni sito archeologico trasformato in polvere, cancella una pagina della storia comune. In Iran, come già accadde in Iraq e in Libia, il patrimonio culturale rischia di essere travolto dalla logica brutale del conflitto e ridotto a un semplice effetto collaterale. Eppure quei luoghi non appartengono solo a una nazione: sono capitoli della storia dell’umanità, tracce di civiltà millenarie che hanno contribuito a costruire ciò che siamo. Di fronte a questo scenario colpisce la distanza che talvolta separa il potere politico dalla consapevolezza del valore della storia.

di Angelo Santoro | 12 Marzo 2026

La guerra non distrugge soltanto vite umane. Distrugge anche la memoria. Ogni bomba che cade su una città antica, ogni sito archeologico trasformato in polvere, cancella una pagina della storia comune. In Iran, come già accadde in Iraq e in Libia, il patrimonio culturale rischia di essere travolto dalla logica brutale del conflitto e ridotto a un semplice effetto collaterale. Eppure quei luoghi non appartengono solo a una nazione: sono capitoli della storia dell’umanità, tracce di civiltà millenarie che hanno contribuito a costruire ciò che siamo. Di fronte a questo scenario colpisce la distanza che talvolta separa il potere politico dalla consapevolezza del valore della storia. Territori che custodiscono alcune delle radici più profonde della civiltà vengono trattati come scacchiere strategiche, spazi astratti su cui muovere pedine militari. È difficile non provare inquietudine di fronte a questa leggerezza. Perché la storia quando viene distrutta non può essere ricostruita. Una statua abbattuta, una città antica rasa al suolo, un sito archeologico cancellato non tornano più. Ancora più paradossale appare tutto questo quando accade nel cuore stesso del Medio Oriente, una regione che rappresenta una delle culle della civiltà. Qui sono nate scritture, religioni, sistemi politici, idee che hanno plasmato il mondo. Governi e leader che operano in questa parte del pianeta dovrebbero sentire sulle proprie spalle il peso di una responsabilità particolare: custodire una memoria che non appartiene soltanto al presente, ma ai millenni. Nel frattempo la guerra cambia volto. Missili sempre più sofisticati, sistemi guidati dall’intelligenza artificiale, armi progettate per essere “intelligenti” promettono precisione e controllo. Ma la tecnologia non ha mai reso la guerra davvero pulita. Anche gli strumenti più avanzati continuano a produrre rovine, dolore e devastazione. La promessa di una guerra chirurgica resta un’illusione, mentre sul terreno rimangono città ferite, civili colpiti e patrimoni culturali distrutti. Rimane allora una domanda semplice e terribile insieme: perché leader destinati a attraversare solo per pochi decenni la scena della storia sentono il bisogno di lasciare dietro di sé macerie? Il potere politico è per sua natura temporaneo; le civiltà invece parlano ai secoli. Distruggere ciò che appartiene alla memoria comune significa impoverire il futuro. Il 7 ottobre 2023 è stato uno dei giorni più tragici della storia recente del Medio Oriente. L’uccisione brutale di oltre un migliaio di civili israeliani innocenti ha segnato una ferita profonda che nessuna coscienza può ignorare. Ma proprio perché quella violenza è stata così crudele la risposta della storia dovrebbe sottrarsi alla logica della spirale infinita. Quando il conflitto si allarga e travolge popolazioni, città e memorie, la sconfitta non è soltanto di una parte. È una sconfitta dell’umanità. Perché quando la guerra diventa capace di cancellare anche la memoria dei popoli allora ciò che perdiamo non è solo il passato: è una parte del nostro futuro.

Angelo Santoro

Pubblicato in : Editoriale, Esteri

Info Angelo Santoro

Angelo Santoro è un giornalista e scrittore. Editorialista di “Avanti Online”

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti