Qualche giorno fa, mentre attendevo il mio turno all’ufficio postale, ho ascoltato, senza volerlo, le imprecazioni di un cittadino che stava pagando una multa per aver superato di una sola unità percentuale il limite di velocità consentito nei centri abitati: i fatidici 50 orari. La riflessione che mi è venuta spontanea ha riguardato le centinaia di migliaia di multe che tutti i giorni vengono inflitte attraverso le apparecchiature elettroniche agli automobilisti.
Nel giro di pochi lustri tutto è cambiato; la violazione al Codice della strada è affidata ad una macchina chiamata autovelox; non è più l’uomo a decidere. Un tutore dell’ordine, con un minimo di discrezionalità non darebbe la multa ad un automobilista che transita in città a 51 chilometri orari.
La verità è che queste piccole infrazioni consentono ai comuni di incassare somme ingenti, che spendono male. Abbiamo più volte affermato su queste pagine, che fare cassa con le multe è immorale; vogliamo ribadirlo ancora una volta. Gli introiti provenienti dalle contravvenzioni dovrebbero essere utilizzati unicamente per pagare i vigili; in tal modo si creerebbero posti di lavoro in funzione rieducativa. Il governo dovrebbe varare una legge per vietare ai comuni e alle province di utilizzare il ricavato delle multe per spese che non riguardino la sicurezza stradale.
Anche in materia fiscale, quelle cartelle esattoriali disumane che infilano decine di voci, sono “sparate” dalle macchine, senza che nessuno le controlli e le firmi una per una. Purtroppo le cose vanno avanti in modo sbagliato; non è più l’uomo con la sua intelligenza a decidere il destino del suo prossimo, ma la “macchina”, il computer. Le cosiddette autorità, i governanti, si sono mai chiesti quante sono le persone che si sono suicidate dopo aver ricevuto cartelle esattoriali “pazze”relative alle multe? Tutto questo è molto triste e porta alla disumanizzazione dei rapporti. La macchina diventa arbitro di vita e di morte.
Noi non vogliamo perdere la speranza; auspichiamo che si ritorni alla valutazione dell’uomo per tutto quanto riguarda i cittadini, rifuggendo dal facile ricorso al computer.
Roberto Fronzuti

Fronzuti Roberto, da abbraccio accademico ! E’ molto tempo che non prendo una multa, e mi tocco, ma com’è odioso l’autovelox…direi insopportabile. Urlo il mio disgusto Ahhhh… Meno vigili nelle pasticcerie e più a zonzo per le vie delle città!