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Banche Venete e azionisti. Siamo messi molto male… e non ci sono uscite?

di Vincenzo Donvito | 5 Giugno 2017

Ora che il Fondo Atlante (1) ha detto no al salvataggio di Banca popolare Vicenza e Veneto Banca (2), che cosa succede per gli azionisti? Male, molto male.
E’ bene ricordare che gli azionisti, nella maggior pare dei casi sono diventati tali per motivi diversi da quelli che dovrebbero spingere un risparmiatore all’investimento dei propri risparmi. Il cliché non e’ una novita’. Ogni volta che una banca sta per tirare le cuoia, come anche in questa occasione, ecco la pletora di risparmiatori/azionisti che: “ci fidavamo del direttore con cui spesso andavamo a prendere il caffe’ nella piazza del nostro paese”, “per noi era come il parroco”, e via cosi’. Tutte persone che magari avevano investito ingenti somme (per loro) e tutte in una sola banca, che e’ il massimo del cattivo investimento che, invece, andrebbe sempre diversificato… ma, per l’appunto, sono rimasti vittime dei promotori di quella banca (che promuovo il prodotto/denaro del loro datore di lavoro come un venditore promuove un aspirapolvere), e non si sono rivolti, magari, ad un consulente indipendente; vittime spesso anche di ricatti tipo “ti faccio
il mutuo se compri un po’ di azioni”, etc, piu’ o meno spacciati come passi “obbligatori” per l’avvio del rapporto; e tutto, ovviamente, non prendendo spesso in considerazione le norme che prevedono la profilazione dell’investitore per saggiare tipologia e consapevolezza al tipo di investimento (3).
In questo contesto, la vittima, oltre a chiedere l’intervento delle Autorita’ (Bankitalia e Consob) che avrebbero dovuto vigilare e che pare lo abbiano fatto poco e male, se non aderisce alle varie proposte che vengono fatte per dargli “quattro centesimi” al posto delle migliaia di euro che aveva a suo tempo devoluto alla specifica banca (4), gli rimane solo la possibilita’ della causa individuale, valutando gli eventuali risvolti anche penali di cui e’ stato vittima nella fase di convincimento e induzione dell’investimento.
Per capire in quale contesto ci stiamo muovendo, visto il rifiuto del Fondo Atlante di intervenire in attesa che un qualche privato si faccia avanti, il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, per il salvataggio di queste banche ha escluso il ricorso al bail-in (il prelievo forzato di somme per chi ha un deposito superiore a 100.000 euro)… ma fino a quando? Non sarebbe la prima volta che un ministro cambia idea o viene smentito da altri che decidono per lui. E, se cio’ avvenisse, capiremmo tutti meglio come questa norma comunitaria sia massacrante del concetto e della pratica del risparmio, nonostante l’art. 47 della Costituzione ci dica che: la Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l’esercizio del credito. Un massacro che al momento, nonostante tutto, vede sempre i risparmiatori nella veste di pagatori obbligati, e i responsabili delle gestioni di queste banche sempre premiati (stipendi alti, buonuscite,
trasferimenti ad altri istituti, e approdi di vario tipo alla politica, economica e non solo).

1 – https://it.wikipedia.org/wiki/Fondo_Atlante
2 – http://www.aduc.it/notizia/salvataggio+banche+venete+no+fondo+atlante_133851.php
3 – vedi qui: http://investire.aduc.it/editoriale/profilo+rischio+investitori+principio+adeguatezza_25760.php
e qui: http://investire.aduc.it/editoriale/chimera+dell+educazione+finanziaria_25647.php
4 – http://investire.aduc.it/comunicato/popolare+vicenza+veneto+banca+strada+dell+arbitro_25431.php

Vincenzo Donvito, presidente Aduc

Pubblicato in : Primo pianoTag: aduc, banche, costituzione, datore di lavoro, euro, finanziaria, la repubblica, lavoro, notizia, persone, repubblica, responsabili

Info Vincenzo Donvito

Vincenzo Donvito, giornalista classe 1953, è fondatore ed animatore di Aduc (Associazione per i diritti degli utenti e consumatori), della quale è Presidente.

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