• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Banca d’Italia: non di sola Tasi ha parlato il Governatore!

di Beppe Facchetti | 8 Giugno 2014

Quello che Bankitalia chiede nell’immediato è il rilancio degli “investimenti fissi”: infrastrutture pubbliche e strumenti di base dell’economia al servizio della piccola impresa.

bankitaliaE’ un segno dei tempi, legati all’immediato, al contingente, al maledetto problema fiscale sulla casa, il fatto che la relazione del Governatore della Banca d’Italia sia stata commentata dai media più per un capitolo dell’allegato, quello relativo all’aumento della Tasi rispetto all’IMU, che non per il senso essenziale, profondo, delle “considerazioni finali” di Ignazio Visco.

Una volta non era così. L’assemblea di Via Nazionale era una sorta di solenne lettura collettiva della Bibbia economica del Paese, da interpretare e soppesare nei toni e nelle sfumature. Quando parlavano Carli, Baffi, Ciampi l’economia si fermava, col fiato sospeso. L’Italia del potere reale, che aveva accesso privilegiato al salone del primo piano di palazzo Koch, faceva solo il rumore, sottile come un respiro, delle pagine girate all’unisono con la lezione scandita dal Governatore.

Dobbiamo sforzarci di tornare a questo spirito anche per Visco, cercando di capire quali sono le sue sottolineature e magari anche i suoi silenzi (perché nessun accenno alle privatizzazioni e al fiscal compact, che noi vediamo collegate ad esse?).

Serve per capire quando finirà il passo del gambero dell’Italia della crisi: quella in cui il reddito procapite è tornato al 1996, i consumi al 1998, gli investimenti al 1994, la produzione industriale addirittura al 1986. Tagli dal 10 al 30%. Con la disoccupazione tra il 12 e il 13% (giovanile attorno al 40%), 1,2 milioni di posti di lavoro persi, 120 mila imprese scomparse.

Il tutto in un quadro che gli economisti temono più dell’inflazione: la deflazione, frutto della stasi, dei non consumi, della non fiducia.

Qualcuno ha contato i “ma” della relazione: ce ne sono almeno una quindicina. Ogni volta che si segnala un elemento importante, magari degno di qualche spiraglio di speranza, Visco ha apposto un “ma” di contrasto, di preoccupazione, di prudenza.

Mentre la Confindustria di Squinzi ha tratto dalla indubbia chiarezza del risultato elettorale uno spunto positivo verso maggiore stabilità e continuità, Bankitalia non ha voluto giudicare il Governo.

Ha però accennato a fatti eloquenti: se di tutte le 69 riforme varate da Monti in poi, solo una metà è stata implementata e (parzialmente) attuata, vuol dire che la politica, non solo il Governo, deve ancora vincere la partita con la burocrazia.

Visco ci ha peraltro risparmiato la retorica della luce in fondo al tunnel. Siamo ancora in piena crisi e si è ben guardato dal dare consigli al suo predecessore Draghi, oggi a Francoforte, le cui imminenti decisioni riguardano il bivio decisivo tra austerità e sviluppo, grande interrogativo critico e autocritico uscito dalle elezioni europee. Con un occhio agli effetti della stretta europea e uno ai risultati di crescita (ora però in rallentamento) di USA, Giappone e Regno Unito, paesi che hanno una banca centrale con pieni poteri.

Ha solo detto che lo sviluppo degli investimenti sarà decisivo, visto che sono caduti in questi ultimi anni del 26% (ancor più quelli pubblici) e qui si è svelata la sostanza delle sue “considerazioni”, perché si è rivolto con forza a Banche e imprese. Quello che Bankitalia chiede nell’immediato è il rilancio degli “investimenti fissi”: infrastrutture pubbliche e strumenti di base dell’economia al servizio della piccola impresa. La produttività, che è la vera chiave per rispondere alla caduta del Pil (il -0,1 diventerà +0,4?), passa da qui.

Bankitalia sembra intenzionata a fare la sua parte, favorendo la liquidità, con accesso a prestiti in conto corrente, i più graditi dai piccoli, a fronte di una maggior libertà di accesso delle banche ad interventi BCE (per gli addetti ai lavori: il loro “collaterale”).

Ma c’è una cifra chiave su cui meditare: i 200 miliardi che mancano alla capitalizzazione delle imprese. Devono essere sottratti a quei 1400 miliardi che rappresentano l’esposizione (il debito) verso il credito. Lo sforzo deve essere fatto dagli imprenditori, anche con mezzi propri, perché il ricorso al credito bancario del 64% è davvero troppo elevato. Si spiega anche così il fatto che alle imprese italiane il denaro costi il 5% più che alle loro omologhe tedesche.

E’ un impegno severo, che si iscrive in un quadro in cui troppo forte è il peso sostenuto dalle banche (a loro volta gravate da una fiscalità pesante), alle prese con sofferenze in forte crescita (solo negli ultimi tre anni oltre 120 miliardi) e con bilanci riveduti e corretti dalla drastica pulizia voluta proprio da via Nazionale.

Un forte monito, insomma, per la classe imprenditoriale italiana, ancora restia ad allargare la partecipazione al capitale, come se fosse meglio avere come socio non occulto, oltre allo Stato, il proprio banchiere…

Pubblicato in : Primo pianoTag: caro alzeglio ciampi

Info Beppe Facchetti

Beppe Facchetti è stato deputato al Parlamento e responsabile economico del PLI. E’ attualmente vicepresidente di Confindustria Intellect, che federa le associazioni della comunicazione e della consulenza.

Ha sempre lavorato, in aziende, associazioni e istituzioni, nell’ambito della comunicazione d’impresa, materia che ha insegnato all’Università di Perugia e attualmente di Milano. Editorialista di politica economica per “L’Eco di Bergamo”, ha ricevuto nel 2015 la medaglia dell’Ordine per 50 anni di attività pubblicistica. Già membro della Giunta esecutiva dell’ENI, vicepresidente di Sacis Rai, ASM Brescia. Consigliere comunale, provinciale di Bergamo, candidato alla presidenza della Provincia per il centrosinistra.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti