Una tematica discussa quale Bagnoli è l’oggetto dell’interessante pubblicazione “Bagnoli e i Campi Flegrei – tra mito e storiografia” (Kairòs Edizioni) dell’esordiente Irene Quaresima, studiosa delle problematiche socio-economiche riguardanti il territorio partenopeo e campano. Nell’agile saggio la vicenda dei Campi Flegrei è affrontata prima sul piano scientifico-letterario e poi su quello sociologico, collegando così l’avventura siderurgica di Bagnoli agli eventi storici ed economici dell’Italia del ventesimo secolo.
Preceduto da un’introduzione di Mario Sirpettino, il volume contiene dei cenni relativi all’origine geologica di Bagnoli, quella formazione vulcanica che ha segnato il destino di questo luogo misterioso, originariamente ricco di acque termali e di lussureggiante vegetazione e poi, alle soglie del Novecento, vittima di una mutazione in funzione della destinazione industriale che ne stravolgerà le caratteristiche.
Opportunamente Giovanni Musella constata nella breve quanto esaustiva prefazione al libro che “occuparsi del destino di Bagnoli in questi giorni, in questi anni, significa mettersi nei guai: perché è un tema fastidioso, un argomento che scotta, tocca interessi vitali, genera ansie, crea aspettative, stimola nuovi bisogni”. Il libro, edito nella collana “All’ombra del Vulcano” risponde all’esigenza avvertita da questa giovane casa editrice napoletana di far conoscere, nel modo meno oleografico possibile, le tante sfaccettature della cultura partenopea.
A corredo dell’opera una ricca bibliografia ed un indice cronologico che, a mò di guida, ripercorre le principali tappe susseguitesi dal 1853 fino al 1993, anno in cui l’Italsider terminò definitivamente le proprie attività produttive negli stabilimenti collocati a Bagnoli.
Monica Florio

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