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Azioni Banca Agricola Popolare di Ragusa (Bapr), una su tre in vendita senza acquirenti: per l’irreparabile è solo questione di tempo

di Anna D'Antuono | 7 Marzo 2021

Il 26 febbraio, la Banca Agricola Popolare di Ragusa (Bapr) ha comunicato l’approvazione del progetto di bilancio 2020 individuale e di Gruppo.
—https://www.emarketstorage.com/storage/20210226/20210226_90746.1708817.pdf—
Nel comunicato si evidenziano “la grande resilienza all’emergenza pandemica assieme alla conferma della redditività e della sostenibilità”. La “solidità patrimoniale è in decisa crescita, come anche gli impieghi alla clientela”. Significativo “l’incremento anche riguardo la qualità dell’attivo, che ha consentito di raggiungere con un anno di anticipo gli obiettivi prefissati”.
L’utile di Gruppo al netto delle componenti non ricorrenti e straordinarie cresce del +33,2%. Ciò consente la conferma del medesimo dividendo approvato lo scorso anno ma non erogato. Ad aprile saranno distribuiti sei centesimi, e dopo il 30 settembre i sei centesimi in sospeso.

Tutto in regola, quindi. Almeno pare. Gli azionisti della Banca Agricola Popolare di Ragusa, però, vivono una situazione alquanto differente.
Le azioni totali che compongono il capitale sono 5.774.370. Di queste, oltre 1.900.000 sono in vendita, come si vede dal book di negoziazione del circuito Hi-Mtf.
Una azione su tre è in vendita, in pratica. E non ci sono quasi compratori.



Come si è giunti ad una simile situazione?
Lo abbiamo indicato nel precedente articolo sulla Bapr, quello in cui abbiamo messo in risalto alcuni casi di vendite “allegre” di azioni ai clienti per le quali si è provveduto a procedere per le vie legali. https://investire.aduc.it/articolo/azioni+banca+agricola+popolare+ragusa+bapr_32222.php
Riassumendo, la possibilità di vendere le azioni è stata impedita per anni, da quando la normativa sul Fondo Azioni Proprie delle banche popolari è stata modificata.
Ancora, il prezzo espresso dal mercato, attualmente 15,40 euro, risulta ancora altissimo rispetto al valore dell’istituto se comparato con altri analoghi quotati. Ed infatti è un prezzo quasi teorico a cui avvengono pochi scambi, la maggior parte dei quali avviene tramite il liquidity provider incaricato da Bapr. Si tratta di Equita Sim che, dalle relazioni periodiche al mercato, acquista tra la metà ed i due terzi dei titoli che passano di mano. Sulla carta l’incarico di Equita Sim è quello di supportare la liquidità, ma nella sostanza non fanno altro che comprare una piccolissima parte delle azioni in vendita utilizzando le somme che la stessa Bapr mette a disposizione. Per il 2020 la somma è stata di 2,6 milioni di euro. Presto o tardi, Bapr non avrà più la possibilità di sborsare a vuoto milioni di euro, ed a quel punto inizierà il tracollo del prezzo che ad oggi ancora non si è compiuto se non in parte.
Il prezzo massimo delle azioni fissato dal C.d.A. (rettificato dopo il frazionamento della scorsa estate) è stato di 23,48 euro, valido dall’esercizio 2015 a quello 2018. La perdita attuale è pertanto del 34,4%. Da notare come dal 2008 (anno della grande crisi) e fino al 2015, il CdA abbia stabilito valori dell’azione sempre crescenti. Come se l’area di operatività della banca non fosse stata toccata.

Gli acquisti di Equita Sim, tra l’altro, riescono a far sì che il prezzo delle azioni non tracolli come sarebbe logico. Alla fine di ogni bimestre, infatti, all’Hi-Mtf si verifica se il totale dei pezzi scambiati ha raggiunto o meno la soglia minima di negoziazione stabilita. Si tratta di una soglia che, se non raggiunta, comporta l’ampliamento dei Limiti di Inserimento Ordini e di Validazione Asta. In altri termini, in caso di mancato raggiungimento a fine bimestre del controvalore previsto, la banda di oscillazione viene allargata ed il prezzo delle azioni messe in vendita può calare. Ebbene, sono proprio gli acquisti di Equita Sim a consentire al prezzo di rimanere fermo e non calare ogni due mesi.

Altri acquisti sono fatti da clienti invogliati a diventare soci della banca, e come per altre banche anche stavolta domandiamo se i nuovi soci sono avvisati della situazione in essere. Un socio ha diritto ad agevolazioni di vario genere sui prodotti ed i servizi della banca, ma viene avvisato che un terzo delle azioni della banca è in vendita e che il prezzo non è ancora precipitato solo per via del particolare regolamento dell’Hi-Mtf e dell’intervento provvidenziale di Equita Sim?

Per tutti gli azionisti ed obbligazionisti della Banca Agricola Popolare di Ragusa, Aduc mette a disposizione il proprio servizio di consulenza/assistenza specifica. https://www.aduc.it/info/consulenza.php

Anna D’Antuono, legale, consulente Aduc

Pubblicato in : Tutela e diritti - A cura di ADUCTag: aduc, anni, banche, crisi, disposizione, euro, grande crisi, mercato, patrimoniale

Info Anna D’Antuono

Legale ADUC

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