
Mi hanno dato ospitalita’ nella ‘Care Port’ unity e devo aspettare che qualcuno si appalesi e mi porti all’aeroplano con un mezzo speciale alla faccia di tutti gli altri passeggeri che stanno bene.
Entra nella stanza una operatrice che accompagna un non vedente.
Ve la faccio breve: questo signore con il quale immediatamente ho stretto un rapporto di amicizia, e’ il famoso Wolfang Fasser definito dal Corriere della Sera “L’uomo che cura i bambini con la musica del bosco”.
Un grande personaggio di cui troverete su questo blog tra poco notizie e informazioni.
Parte lo Embraer 190 della Swiss Air (gran bella macchina brasiliana sulla quale vola il mio giovane amico, capitano Alexiss Scarcella per Blue Jet).
Il comandante dice che arriveremo a Firenze dopo 45 minuti.
In effetti arriviamo sopra Firenze in 45 minuti e giriamo sopra la citta’ per altri 45 minuti fino a quando il nostro comandante decide di atterrare a Pisa.
E da li’ a Firenze con il solito bus.
Sembra che l’aeroporto di Peretola sia afflitto da dirottamenti per la nebbia molte volte all’anno.
E mi viene da ricordare quando tanti anni fa in consiglio comunale a Palazzo Vecchio discutevamo accalorandoci, della necessita’ di dare a Firenze un nuovo vero aeroporto, quello nell’area di San Giorgio a Colonica.
Ma i lottizzatori ebbero il sopravvento e Peretola, nonostante l’allungamento della pista, resta (a detta dei piloti che devono volarci), uno degli scali piu’ difficili e pericolosi a livello planetario, stretta come e’ da una parte dal monte Morello e dall’altra dall’autostrada.
Speriamo nella nuova pista che dovrebbe essere parallela all’autostrada. Boh.
Grande la mia Firenze: i problemi non cambiano con il passare del tempo ed uno si sente ancora giovane, a questo punto.
Oscar Bartoli

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