Non è stato un bello spettacolo quello offerto, alla Camera dei Deputati, dal dibattito sull’amnistia. Banchi deserti o quasi. Non erano nemmeno presenti i 208 parlamentari che avevano firmato per l’autoconvocazione. Le ragioni addette da molti, una volta interpellati dai giornalisti, sono state ancora peggiori dell’assenza. Ne abbiamo sentite di tutti i colori. Dal giorno scelto, il primo dopo la pausa natalizia, ma come si fa ad essere a Roma subito dopo le feste?, all’ora, davvero impossibile della convocazione, pensate un po’ la seduta iniziava alle 9.30 di mattina. Insomma, una vergogna. I 136 parlamentari presenti, su 630, hanno comunque discusso, in modo anche serio, del problema. Non ne è uscito niente. Come ha detto al termine della riunione il presidente Casini, “qualcuno è favorevole all’amnistia, qualcun altro all’indulto, altri a nessuno dei due” non resta altro da fare che prendere atto delle profonde differenze in materia. Se ne riparlerà in Commissione Giustizia il 10 gennaio. In quella sede si cercherà di trovare l’accordo su un testo da sottoporre al giudizio dell’Aula. La discussione inizierà da una proposta base che prevede un indulto di due anni. Poi si vedrà. Difficilmente comunque se ne farà qualcosa. I tempi sono ristretti. La campagna elettorale è vicina e le esigenze politiche, di tutte le parti, prevarranno sulla logica dei fatti. Intanto ricordiamo i dati: 9 milioni i processi pendenti, 60 mila le persone in carcere a fronte di una capienza di poco superiore ai 40 mila posti. Il pianeta giustizia è allo sfascio. E’ vero quanto sostengono alcuni che non è con l’amnistia che si risolvono i problemi carcerari ma è altrettanto vero che a fronte di questa situazione l’amnistia è un provvedimento non eludibile. L’ideale, certo, sarebbe stato abbinare l’amnistia ad una riforma generale del codice penale. Ma anche questa è stata un’altra delle occasioni perse.
Autogol della Camera
Una vera e propria autorete per i 208 firmatari dell’autoconvocazione della Camera dei Deputati per discutere dell’amnistia; disertori loro per primi, insieme alla maggior parte dei propri colleghi. La risposta al sovraffollamento delle carceri sta dunque nel deserto di Montecitorio.

Il vero paradosso dell’ episodio in parola è che certi signori amano definirsi “onorevoli”…..a dispetto dei tanti ,troppi episodi nei quali si manifestano molto meno dotati di quanto pretenderebbero.
Quanto al problema del sovraffollamento delle carceri ,occorre notare due cose : la prima è che se non c’è posto , sarebbe bene crearlo ….e la seconda è che i carcerati in attesa di giudizio risultano –nelle statistiche –almeno il 40% del totale ………Quali considerazioni possono indurre questi due fatti ?
Deplorevole l’atteggiamento dei deputati. Forse alzarsi alle 8 del giorno dopo santo Stefano non fa parte del loro modo di vivere… hanno visto un bel mondo.