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AUMENTANO GLI ATTACCHI DI CUORE TRA I LICENZIATI

di Oscar Bartoli

di Oscar Bartoli | 1 Marzo 2010

Una sostanziale differenza tra l’America e l’Italia e’ che qui uno va al lavoro e si ritrova cacciato fuori dell’azienda, anche se il termine tecnico e’ meno rude: “Lay off”. I sindacati contano poco nelle grandi aziende. Nelle piccole non esistono. Negli Stati Uniti non ci sono gli ammortizzatori sociali del mondo del lavoro italiano. Ad esempio la cassa integrazione che puo’ andare avanti per anni consentendo di avere l’80 per cento del proprio mensile e di fare magari un altro lavoro esentasse. In America per sei mesi il licenziato avra’ diritto all’ “unemployment” un assegno mensile che viene dato dallo stato nel quale il lavoratore risiede. (Sempre che abbia lavorato in quell’azienda piu’ di quattro mesi. Altrimenti dovra’ arrangiarsi). C’e’ da dire, comunque, che stati come la California (Schwarzenegger ha dovuto firmare cambiali su cambiali per avere un minimo di cassa)stanno dilazionando con scuse varie l’invio degli assegni, per cui centinaia di migliaia di persone non sanno come tirare avanti, visto che il mercato del lavoro stenta a a riprendersi. Si spera nei 15 miliardi di dollari che in questi giorni il Congresso ha autorizzato per sostenere le piccole imprese e risvegliare il ciclo produttivo. Nel frattempo cominciano a fioccare gli studi che mettono in evidenza come i lavoratori licenziati di media eta’ siano sempre di piu’ colpiti da attacchi di cuore. L’infarto negli Stati Uniti e’ la malattia piu’ diffusa ed e’causata dal fumo, diabete, mancanza di moto, alcool, droghe,stress, depressione. Secondo questi studi l’essere messo fuori dal posto di lavoro ha aumentato del 100 per cento le percentuali di rischio. Il mito americano del ‘lasciato un lavoro se ne trova subito un altro’ e’ svanito a causa della recessione e gli indicatori economici non e’ che diano molte speranze di decisa ripresa. Aumentano le persone che finiscono sotto una tenda o tra i cartoni perche’ hanno perduto tutto in breve tempo, cosi’ come si allungano le fila dei senza casa fuori delle missioni religiose che offrono un rifugio per la notte e un piatto di minestra.

Oscar Bartoli

Pubblicato in : Primo piano

Info Oscar Bartoli

Oscar Bartoli, Avvocato, giornalista pubblicista, collabora con molti media italiani. Risiede negli Stati Uniti dal 1994 e vive tra Washington D.C. e Los Angeles. Ha lavorato per molti anni nel gruppo SMI,leader europeo nel settore metalli non ferrosi, successivamente nell’IRI come responsabile dei contatti con i media e in seguito direttore IRI USA. Ha insegnato per dieci anni alla scuola di giornalismo della Luiss e per due anni alla Catholic University di Washington DC. Tiene un corso sulla comunicazione nel Master di Relazioni Internazionali dello IULM di Milano. Da giovane, per pagarsi gli studi ma, soprattutto, perche’ gli piaceva, ha lavorato come chitarrista – cantante suonando nelle case del popolo, circoli cattolici, night clubs, radio e televisione. Gli articoli per la rubrica Pillole d’Oltreatlantico sono pubblicati dal blog Letter from Washington DC

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